ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 29 Luglio 2019 08:00

Estate balorda in balia del climate change

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Questa estate, forse, andrà ricordata come la prima vera rappresentazione del disastro umano col cambiamento climatico.

Già all’inizio degli anni ’80, quasi 40 anni fa i risultati delle ricerche degli scienziati misero in evidenza che c’era una relazione tra le emissioni di gas ad effetto serra e il rischio di un cambiamento climatico planetario cosicché l’opinione pubblica cominciò a preoccuparsi. Ma tale preoccupazione restò confinata nelle assemblee ecologiste, nei convegni, fino agli incontri internazionali sul clima che hanno determinato risultati assai modesti.

Tutto nasce da un semplice scambio di energia e dello stato di mantenimento di questo equilibrio. Le modifiche del Clima Globale difatti sono legate al flusso di energia solare che arriva sul nostro pianeta e il flusso che esce dalla terra.

L’aumento dei gas serra, specie anidride carbonica, altera questo equilibrio, crea un aumento della temperatura che porta in una zona siccità e caldo impossibile e da un’altra parte alluvioni. E sono i cosiddetti fenomeni estremi che aumentano di frequenza e intensità. Queste le previsioni di qualche decennio fa che oggi cominciamo a vedere. Addirittura l’ONU prevede entro il 2100 un aumento della temperatura tra il 2 e 3 gradi (ora saremmo a 1,5) e fino a 8 gradi nelle regioni polari con conseguenze drammatiche.

L’umanità deve fare i conti con questi cambiamenti, che vedono situazioni estreme, in India una fase di caldo che frigge le città con temperature fino a 50 gradi, mentre un'altra notizia ci riporta la cronaca di un fulmine che uccide 39 persone. Oggi Las Vegas viene invasa dalle cavallette e in altra zona nel Messico un grandinata seppellisce le auto. Siamo di fronte, se ricordate, a due dei sette flagelli comminati da un Dio punitivo al popolo egiziano. I cambiamenti climatici comporteranno migrazioni – chi vivrebbe a lungo tra frane e smottamenti o siccità – e tali esodi saranno di proporzione gigantesca. Non so se siamo ancora in tempo. Già oggi abbiamo il Earth Overshoot Day 2019, il 29 luglio la Terra esaurisce tutte le sue risorse annuali: l’Italia però le ha già finite il 15 maggio. E’ come se in una famiglia, finite le risorse, andiamo in prestito prendendo le risorse che ci serviranno l’anno venturo. Uno stato di passività che nell’ambiente significa che non stiamo lasciando nulla ai nostri pronipoti. Anzi i geologi italiani parlano di un disastro di 140 miliardi l’anno. Pensiamoci sempre.

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