ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 05 Agosto 2019 05:16

Dio perdona, l’uomo talvolta, la natura non perdona mai (ricordando i Dinosauri…)!

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Già da molte settimane si sta verificando ciò che non avremmo mai voluto vedere, e cioè che stanno andando a fuoco le regioni più fredde del pianeta, una situazione senza precedenti causata dal riscaldamento globale d’origine antropica con le sue nefaste conseguenze sull’equilibrio ambientale.

Dalla Siberia al Canada, dalla Groenlandia all’Alaska, perché le temperature nell’Artide salgono più rapidamente che nel resto del mondo e questo purtroppo favorisce il propagarsi delle fiamme, soprattutto nel sottobosco in zone peraltro quasi disabitate.

Per non parlare di ciò che sta succedendo “da paura” in Europa e in altre parti del mondo, i negazionisti come Trump e tutti quelli che gli somigliano stanno avendo la meglio, a danno di tutto il genere umano!

Alla luce di tutti i disastri ambientali che si stanno verificando nel mondo, la fine dei dinosauri non ci ha toccato più di tanto, e forse non sapremo mai esattamente cosa è accaduto al Tyrannosaurus rex e compagni alla fine del Cretaceo, ma ne sappiamo già abbastanza per chiederci se a causa della nostra insensatezza quelle stesse cose potrebbero accadere – anzi stanno già accadendo - anche a noi!

Se vi fu, infatti, una catastrofe improvvisa che si abbatté sui dinosauri, pensiamo allora alle apocalittiche conseguenze di una guerra nucleare, quella stessa che E. Fromm paventa nel corso della sua “Anatomia della distruttività umana”, scrivendo che l’uomo moderno non è ancora riuscito a superare avidità ed egoismo ed è ancora lungi dall’essere “pregno d’amore” per tutti gli esseri senzienti.

Se invece quei nostri rettili si estinsero più gradatamente attraverso un accumulo di disastri ambientali, pensiamo a ciò che sta accadendo oggi, sempre più frequentemente, al nostro pur strepitoso “pianeta delle meraviglie” pensiamo agli effetti dell’accumulo nell’aria, nelle acque e nel terreno di gas serra, di plastiche e di sostanze tossiche e nocive non biodegradabili, pensiamo agli effetti della sovrappopolazione, dei continui, asfissianti disboscamenti e degli incendi oggi devastanti, del taglio indiscriminato e irresponsabile delle foreste primarie, pensiamo alle disastrose alluvioni che si stanno abbattendo anche dalle nostre parti, con centinaia di morti e milioni di danni, pensiamo alla continua, irrefrenabile e sistematica invasione e cementificazione del territorio naturale, con doverosa attenzione verso l’attuale perdita di biodiversità, e qui mi fermo per non girar troppo il coltello nella piaga!

Quindi, possiamo ben dire che la scomparsa di questi nostri rettili giganti, da qualsivoglia causa provocata, non ha avuto ancora l’effetto di ammonimento, valido proprio per tutti, tale da invertire velocemente la rotta e contribuire a cambiare stili di vita non più consoni alla conservazione della sopravvivenza, perché dall’attuale, dissennato saccheggio delle risorse naturali si passi alla filosofia e soprattutto alla pratica della sostenibilità.

Al “panem atque circenses” dei nostri signori politici, con mostra mediatica quotidiana delle loro accese rivalità, si sovrappone spesso la nostra generale, diffusa, incosciente disinformazione sul come tenere ordinata e pulita la nostra “casa” comune, atteso che vi sia solo disinformazione o menefreghismo, e non vera e propria delinquenza organizzata.

Tornando ai dinosauri, per quanto grandi e portentosi loro avevano dei limiti, erano incapaci di provocare la loro estinzione come di prevederla o prevenirla; ancora più “portentosi” dei dinosauri gli esseri umani avrebbero dovuto tenere ogni capacità nel prevedere e prevenire tale possibilità, e vi è grande amarezza per il fatto che, a parte gli “scioperi scolastici” di Greta, non stiamo ancora facendo un gran che, forse neanche a livello individuale.

Dal Mesozoico sino ai nostri giorni abbiamo idealmente percorso una strada maestra, abbiamo cercato tra spesse rocce sedimentarie un po’ di ossa di Tyrannosaurus rex, o altro equivalente, ma alla fine ci siamo trovati faccia a faccia con noi stessi !

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