ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 09 Settembre 2019 17:08

Taranto - Il parco archeologico delle mura greche, i verdi e le “reti ecologiche”

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Come i “Cinque Stelle” circa tre ani fa, oggi al Parco Archeologico delle Mura Greche sono approdati anche i “Verdi”, vogliosi d’impegnarsi perché diventi un parco cittadino degno di questo nome, idoneamente tutelato e fruibile da parte di tutti i cittadini, restituendo alla Città quei valori ambientali, paesaggistici ed estetici di cui la nostra Taranto ha sempre più bisogno.

Vorremmo suggerire però ai signori Verdi che c’è modo e modo di rivendicare , una cosa è scegliere cioè di tornare alla strategia tradizionale, di color elettoral-politichese, limitandosi a piantare qualche alberello e lamentando davanti alle telecamere delle TV locali come il Parco giaccia ancor oggi negletto ed abbandonato, ben altra invece seguire la soluzione più ambiziosa, più moderna ed attuale, pensando d’inserire il Parco nel novero delle “reti ecologiche” di stampo europeo ( Direttiva Habitat 92/43 CEE), e inquadrata nell’ambito del mandato istituzionale dell’ ISPRA, dicasi Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. E non abbiano “timore” i Verdi, perché qui siamo sempre e comunque nell’ambito della pianificazione delle soluzioni più idonee al miglioramento del rapporto uomo-territorio, un territorio che sappiamo pregno di preziose e valorose risorse ambientali.

E’ noto a tutti infatti, Verdi in primis, che a causa dell’aumento esponenziale della popolazione e delle attività umane, del riscaldamento globale e dell’inquinamento, degli incendi e tagli indiscriminati delle foreste, per non parlare di quel che accade alle acque ed ai mari, il Pianeta sta mostrando stringenti segni d’insofferenza che si ripercuotono sulla vita e la sopravvivenza di tutti i viventi, uomo compreso. La pianificazione territoriale delle “reti ecologiche” dell’ISPRA, demandata localmente agli Enti locali, Regioni e Provincie ( la Provincia di Taranto risulta, purtroppo, tra quelle ritardatarie…), per i motivi già esposti non può che essere la soluzione più autorevole, la più adatta e sensibile ai bisogni non solo dell’uomo ma anche di tutte le altre componenti e matrici ambientali, premessa indispensabile per scenari futuri di riequilibrio tra presenza antropica e conservazione delle risorse naturali. E non ci stancheremo mai di ripetere, in uno con l’ ISPRA, che bisogna fermare il riscaldamento globale per un clima più favorevoile e stabile, per una migliore purificazione dell’aria e riciclo dell’acqua, per una soddisfacente produzione del cibo e sviluppo della nostra agricoltura, e non ultimo, per un’ idoneo smaltimento dei rifiuti e il mantenimento della biodiversità.

Il quadro sistematico delle “reti ecologiche” - nell’ambito del quale auspichiamo con rinnovato fervore venga compreso anche il nostro Parco Archeologico e ( oggi) Orto Botanico delle Mura Greche – va letto come un percorso moderno e soprattutto lungimirante che impegni lo sforzo di tutti, Stato, Enti locali, politici, associazioni e comuni cittadini; a tal fine ci sembrerebbe utile organizzare un incontro-conferenza presieduta, perché no, dalla stessa ISPRA, con la partecipazione di tutti i predetti Soggetti interessati, Università comprese.

Reti ecologiche e corridoi ecologici dovranno essere accompagnati da un robusto ripensamento del modo di vivere, degli ideali delle società moderne, se vogliamo veramente evitare il degrado del Pianeta con conseguente rovina della nostra civiltà, lo dobbiamo ai nostri figli ed ai nipoti.

E alle generazioni che verranno. 

entomologo e presidente del CO.RI.TA.

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