ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 14 Settembre 2019 06:16

Taranto non merita di portarsi nel futuro aree degradate

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La notizia va celebrata con un sussulto mentale e l’attivazione di ricordi: il nostro Palazzo degli Uffici, nel cuore del Borgo, entro due anni sarà messo a nuovo e facciamo gli scongiuri. Si chiamerà, secondo gli apparecchiatori del restauro Palazzo Archita, con buona pace degli alunni del classico liceo sparsi e spersi nella città.

Dedico a me e a chiunque rammenti il nostro articolo se "Se Taranto cade a pezzi, quale sarà la città del futuro?”

Era questa la domanda con la quale cominciavo, titolando diversi articoli, un ragionamento sul destino delle nostre città. Un ragionamento perso negli archivi distrutti di agorà, ma il succo del ragionamento ci porta qui: alla rigenerazione urbana, piccio di architetti e urbanisti e intellettuali che non dimenticano il concetto di Bellezza.

La notizia del palazzo Archita ci porta ad estendere il ragionamento sul regolamento edilizio del Comune di Taranto. Specie che dal 20 al 22 si celebrano in tutta Europa le giornate sul patrimonio. 

Cosa dice il RE all’art 33. “Ogni proprietario ha l'obbligo di mantenere ogni parte del proprio edificio in stato di normale conservazione...

Ogni proprietario ha l'obbligo di eseguire i lavori di riparazione, ripristino, intonacatura ricoloritura delle facciate; Quando le fronti di un fabbricato sono indecorosi, il SINDACO, ORDINA al proprietario di eseguire i lavori entro un termine non superiore a mesi tre, decorso il quale i lavori vengono eseguiti d'ufficio.

Per il recupero delle spese relative si applicano le disposizioni di legge vigenti.

Questo me lo ricorda l’Arch, Nevio Conte che dieci anni fa editava i calendari su gli Orr Ori di Taranto, mettendo in risalto le brutture sul nostro territorio urbano e che nella copertina mostra l'area degradata in Via Falanto nella zona in c'era la Clinica Bernardini. 

Certo le risorse sono sempre limitate, tuttavia una maggiore attenzione non guasta se vogliamo che la nostra città transiti nel futuro.

Il Palazzo centrale, in questa foto a lato, si trova in Via Guglielmo Oberdan. 

E’ del 1903, la facciata porta il degrado del tempo e  dei fumi industriali che arrivano anche sul Borgo. 

Ecco qui l’eventuale ordinanza del Sindaco entrerebbe persino nel paradosso perché, il maggiore responsabile in millesimi di proprietà è proprio il Comune per via dei beni confiscati.  Vedi un po'!

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Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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