ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 01 Ottobre 2019 22:06

Perù nel caos, sciolto il Parlamento Nuove elezioni a gennaio, militari dalla parte del presidente

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Un duro scontro istituzionale ha gettato nelle ultime ore nel caos il Perù. Il presidente della Repubblica Martín Vizcarra ha infatti deciso di sciogliere il Parlamento, e disposto nuove elezioni legislative per il 26 gennaio 2019.

L'annuncio è stato ricevuto come una dichiarazione di guerra dall'organo legislativo, controllato dai partiti di opposizione Fuerza Nueva (ispirato dall'ex presidente Alberto Fujimori) e Apra, che hanno risposto votando all'unanimità dei presenti una sospensione per "incapacità temporanea" di Vizcarra, ed eleggendo come nuovo capo dello Stato la sua vice, Mercedes Araoz Fernández. E' l'ultimo capitolo di un conflitto istituzionale in atto da mesi, ed in cui Vizcarra ha cercato di costringere i parlamentari ad approvare riforme strutturali miranti soprattutto a fare fronte alla corruzione dilagante esistente nel Paese. I capi del comando congiunto delle Forze armate peruviane ed il comandante della Polizia nazionale hanno annunciato il loro appoggio al presidente Martín Vizcarra.

Il Perù in una crisi istituzionale senza precedenti. Lunedì sera il parlamento, dove l'opposizione pro Fujimori ha la maggioranza, si preparava a votare una mozione di sfiducia contro il presidente Martin Vizcarra che decide di sciogliere l'assemblea. Per tutta risposta l'aula considera decaduto il presidente. Il vero leader dell'opposizione, il vecchio Alberto Fujimori, è ancora agli arresti e i figli non sono stati in grado di capitalizzare il peso elettorale del padre. Soprattutto la figlia Keiko è agli arresti per corruzione.

Dal canto suo Vizcarra, in una drammatica allocuzione sulla tv di Stato, ha annunciato lo scioglimento dell'assemblea, una primizia dal 1992, e la convocazione di elezioni legislative anticipate il prossimo 26 gennaio. Da destra a sinistra la classe politica peruviana, come in diversi altri paesi dell'area, è screditata. La gente ha sfilato in strada per celebrare la decisione del presidente, ma non è nemmeno detto che quelle proteste poi, nelle urne, si trasformino in voti per il partito del presidente.

Il parlamento dissolto da Vizcarra ha nominato presidente ad interim la signora Mercedes Araoz e inabilitato lo stesso Vizcarra per temporanea incapacità d'intendere e di volere. Vizcarra ha rifiutato di lasciare il palazzo presidenziale e ha nominato un nuovo consiglio dei ministri per svolgere gli affari correnti e portare il paese a elezioni. Adesso la grande incognita restano i militari. Ci si chiede a chi saranno fedeli le forze armate e fosche nubi cominciano a stagliarsi all'orizzonte.

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