ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 16:07

Azione Civile sostiene la mobilitazione Stop 5G Moratoria immediata della sperimentazione della nuova tecnologia

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Azione Civile, movimento fondato dall’ex pm e oggi avvocato antimafia Antonio Ingroia, Puglia insieme a tutto il movimento nazionale sostiene la mobilitazione Stop 5G. Una tecnologia con più ombre che luci e che autorevoli fonti scientifiche considerano non sicura.

I cittadini, già vittime di innumerevoli devastazioni ambientali di varia natura, non possono essere considerati cavie per le multinazionali che vogliono imporre una infrastruttura telefonica di cui i “vantaggi” sono dubbi e i rischi eccessivi. L’inquinamento elettromagnetico è una realtà, esistono innumerevoli casi di persone definite dalla medicina “elettrosensibili” e che soffrono gravi problemi di salute per l’esposizione a onde elettromagnetiche. Come si può quindi anche solo pensare, accantonando il principio di precauzione che dovrebbe essere la base di ogni decisione delle istituzioni responsabili della salute pubblica, di proseguire questa “sperimentazione”?

Azione Civile per questo sostiene la mobilitazione e l’attività dei comitati. Abbiamo aderito alla presa di posizione del Comitato “per la tutela del territorio Area Metropolitana di Bari”, e siamo tra i firmatari di diffide legali in materia, che ha portato anche all’attenzione del consiglio comunale la proposta di immediata moratoria. Sostenuta da una diffida legale nella quale si sottolinea che la scelta del sindaco Decaro di avallare la sperimentazione è avvenuta “senza aver tenuto minimamente conto della Legge Regionale sulla Partecipazione n.28/2017 (art.2, comma 1 e 2 lett.B; art.3 comma 3; art.13)” e “del costituzionale principio di precauzione”. Scelta, come evidenziato dal Comitato, per la quale manca il “dovuto parere obbligatorio da parte del Ministero della Sanità così come previsto dalla Legge n. 833 del 1978 - art 6. punto k - Controlli Sanitari sulla produzione di energia elettrica”.

Ricordiamo che il principio di precauzione è, internazionalmente riconosciuto, e stabilisce che “ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale”. Ed è quello che sta avvenendo con la sperimentazione 5G. Numerose ricerche internazionali, tra cui quella del Ministero della Sanità USA, e di ISDE Italia hanno evidenziato rischi di conseguenze neurologiche, metaboliche riproduttive e biologiche generabili dall’esposizione all’elettromagnetismo ad alta frequenza. Ed è il caso della sperimentazione 5G. 

Azione Civile Puglia           

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