ANNO XIV Maggio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 21 Ottobre 2019 15:23

Siria, scambio di accuse su violazioni della tregua I curdi denunciano, 'le truppe turche violano la tregua'

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I curdi accusano Ankara di non voler togliere l'assedio dalla città di Ras al-Ayn. Secondo il ministero della Difesa di Ankara, in 36 ore di tregua le milizie curde del Pkk/Ypg hanno compiuto 14 violazioni. Erdogan contro l'Occidente: "Schierato con i terroristi" Comandante curdo: "Sarà pulizia etnica, Usa sono responsabili"

E' iniziato il ritiro dei combattenti curdi siriani dalla frontiera con la Turchia. Nel terzo dei cinque giorni di tregua concordati da Ankara con gli Stati Uniti, i miliziani dello Ypg hanno abbandonato la località sotto assedio di Ras al Ayn, dove finora avevano continuato a scontrarsi con le milizie locali filo-turche, avanguardia dell'offensiva lanciata il 9 ottobre scorso dall'esercito di Recep Tayyip Erdogan. "Non abbiamo più combattenti in città", ha assicurato stasera un comandante delle Forze democratiche siriane (Sdf), Kino Gabriel. Il ritiro verso Tal Tamer a sud è confermato anche da Ankara, che riferisce di almeno 86 mezzi in cammino, e dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus). Secondo Redur Xalil, portavoce delle Sdf, i combattenti stanno arretrando di circa 30 km, ai confini della zona di sicurezza lungo 120 km di confine che è stata designata dall'accordo tra Turchia e Usa. "Il cessate il fuoco sta tenendo molto bene", assicura via Twitter anche Donald Trump

Erdogan contro l'Occidente: "Schierato con i terroristi"

Recep Tayyip Erdogan non risparmia critiche all'Occidente, accusandolo di essersi schierato "al fianco dei terroristi" contro la Turchia per le critiche rivolte ad Ankara dopo l'avvio dell'ultima operazione contro i miliziani curdi nel nord della Siria. "Tutto l'Occidente è stato al fianco dei terroristi e tutti insieme ci hanno attaccato - ha detto il leader turco citato dai media locali dopo il suo intervento al Trt World Forum a Istanbul - Tutti loro, compresi i Paesi della Nato, quelli dell'Unione Europea".

Nel suo discorso il presidente turco ha ribadito che non si siederà al tavolo dei negoziati con i "terroristi", come Ankara considera i miliziani curdi siriani. Erdogan è anche tornato a contestare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: "Non è né umano né giusto che decisioni cruciali a livello globale, che riguardano milioni di persone, siano in mano solo ai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu - ha detto - Lo ripetiamo: al mondo siamo più di cinque".

Erdogan ha poi annunciato che la Turchia prenderà "misure necessarie" nel nordest della Siria dopo l'incontro previsto per domani a Sochi con Vladimir Putin. "Parleremo di questo processo con Putin e poi faremo i passi necessari", ha detto Erdogan, respingendo le accuse mosse alla Turchia di avere "mire espansionistiche" in Siria.

Nelle dichiarazioni riportate dai media locali, il leader turco è tornato a insistere sui timori di Ankara per la "sicurezza". "Altri possono avere interessi differenti in Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Africa e Balcani", ha accusato Erdogan, puntando il dito contro chi "crede che una goccia di petrolio sia più preziosa di una goccia di sangue".

Quanto agli Stati Uniti, "ci aspettiamo che questa volta i nostri alleati americani rispettino le promesse'', fatte con l'accordo per la cosidetta 'zona sicura' e il ritiro dei miliziani delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), ha detto il leader turco, spiegando che sono 765 i militanti dell'Ypg finora ''neutralizzati'' nel corso dell'Operazione Fonte di pace in corso dal 9 ottobre.

Comandante curdo: "Sarà pulizia etnica, Usa sono responsabili"

Le forze armate turche compiranno una vera e propria ''pulizia etnica'' dei curdi in Siria e ''l'Amministrazione americana sarà responsabile di questo''. Lo ha dichiarato al 'New York Times' Mazlum Kobani, il leader militare dell'alleanza curdo araba delle Forze democratiche siriane, preoccupato per il ritiro delle truppe americane dalla Siria nordorientale. ''Ci sarà una pulizia etnica del popolo curdo dalla Siria e l'Amministrazione americana sarà responsabile di questo'', ha affermato.

''L'America ha bisogno di lavorare per ricostruire la fiducia con i suoi alleati contro l'Isis'', ha aggiunto Kobani riferendosi al sedicente Stato Islamico (Isis) e alla lotta che i combattenti curdi hanno condotto contro i jihadisti in Siria. Secondo il comandante curdo, gli Stati Uniti dovrebbero lavorare ''per limitare il danno provocato dalla decisione di ritirarsi e tutelare le zone che abbiamo liberato insieme''. Dicendo di non voler consentire una ''occupazione turca'', Kobani ha affermato che ''ci deve essere una linea rossa: i turchi non possono compiere una pulizia etnica o un cambiamento demografico. Non lo accetteremo''.

 

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