ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 05 Novembre 2019 20:44

Strage di donne e bimbi bruciati vivi in Messico: mormoni uccisi dai narcos

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Uccisi dai cartelli della droga. Il gruppo è caduto in una imboscata. Trump: 'Pronti ad aiutare il Paese contro narcos'

Una strage tra le più efferate, nella quale hanno perso la vita tre donne e sei bambini, uccisi a colpi d'arma da fuoco in un'imboscata tesa dai narcos a un gruppo di mormoni americani in Messico. Un altro minore è scomparso. Alcune delle vittime, compresi i bambini più piccoli, sono morti bruciati vivi nelle auto. "Non si tratta di finire in mezzo a una sparatoria, nel posto sbagliato al momento sbagliato - dice Taylor Langford, un parente delle vittime - questo è un nuovo livello di violenza del cartello". Mentre in un'altra auto hanno trovato la morte un bimbo di 6 anni, la sorellina di 4 e ad altre due donne. Uno dei bambini, secondo il racconto dei sopravvissuti, sarebbe stato falciato senza pietà mentre correva nel tentativo di scappare. Mentre altri cinque o sei ragazzini sarebbero riusciti a sfuggire alla furia omicida nascondendosi tra la vegetazione del bosco.

Ma la ricostruzione di quanto accaduto è ancora sommaria, mentre si teme che il bilancio della strage possa diventare più pesante. Nel mondo dei mormoni è un lutto che non ha forse eguali nella loro storia. La famiglia di missionari colpita appartiene ad una comunità formata da discendenti di mormoni che lasciarono gli Stati Uniti nel diciannovesimo secolo per sfuggire alla repressione della poligamia, all'epoca praticata nella loro religione. Erano in viaggio verso Phoenix, in Arizona, per andare a prendere un parente in aeroporto, il marito di una delle vittime.

La coppia si apprestava a festeggiare l'anniversario di matrimonio. Lo shock in Messico è enorme, così come negli Stati Uniti. Ma montano anche l'indignazione e la rabbia per una violenza cieca e senza eguali che sembra oramai del tutto fuori controllo. L'ira di Donald Trump, che da sempre denuncia la ferocia dei cartelli della droga per giustificare la realizzazione del muro, non si è fatta attendere. E il presidente americano su Twitter si è detto pronto ad aiutare il Messico inviando anche forze dagli Usa che potrebbero risolvere il problema delle bade criminali, ha scritto, in maniera "rapida ed efficace". "Questo è il momento per il Messico con l'aiuto degli Stati Uniti di dichiarare guerra ai cartelli e spazzarli via dalla faccia della terra", ha affermato Trump.

Agguato ai mormoni: un errore o strage deliberata?

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il commando armato ha attaccato un convoglio partito da Bavispe e diretto a Mora, nello Stato di Chihuahua. In viaggio c'era la famiglia LeBarón. Ancora da accertare la dinamica dell'agguato, se i killer abbiano sbagliato bersaglio o se si sia trattato di un attacco intenzionale. L'agguato a donne e bambini, assassinati a sangue freddo, fa sorgere più di un dubbio sull'ipotesi di un errore.

La famiglia LeBarón, i cartelli e la violenza in Messico

Una comunità di mormoni si è stabilita in Messico dai primi anni '40. Tra di loro, proprio la famiglia LeBarón ha avuto problemi con le gang locali a causa delle sue posizioni anti-violenza. Ma i parenti delle vittime sostengono che non ci sono state minacce recenti. Intanto, il bilancio di morti della narco-guerra si fa sempre più pesante in uno scenario di violenza, perpetrata sia dai narcos sia dagli squadrroni della morte. L'escalation è stata al centro di alcune esternazioni del presidente americano, Donald Trump: "È tempo per il Messico, con l'aiuto degli Stati Uniti, di ingaggiare una guerra contro i cartelli della droga - ha twittato Trump, che ha aggiunto: "Aspettiamo solo una telefonata dal vostro nuovo grande presidente".

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