ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 06 Novembre 2019 12:27

Strage di mormoni in Messico, un arresto arriva l'FBI, è guerra ai "narcos"

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L'imboscata in Messico al confine con gli Usa. L'ira di Trump: 'Pronti ad aiutare il Paese contro narcos' arriva l'FBI, è guerra ai "narcos"

La polizia messicana ha arrestato una persona sospettata di essere coinvolta nell'attacco contro un gruppo di mormoni in cui sono morte nove persone, tra cui sei bambini: lo riporta la Cnn online, che cita le autorità del Paese. Non si conosce l'identità della persona arrestata, ma l'Agenzia ministeriale per le indagini penali (Amic) ha reso noto che al momento della cattura l'individuo aveva con sè due ostaggi legati e imbavagliati nelle colline di Agua Priests, nello Stato di Sonora.

Opinione pubblica ancora sottochoc, in Messico e Stati Uniti.

La strage della famiglia di mormoni LeBarón (con doppio passaporto, messicano e americano), sei bambini e tre donne, avvenuta sulla strada di Rancho de La Mora, al confine tra gli Stato messicani di Sonora e Chihuahua, ha lasciato un segno indelebile.

Ora, da parte del Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, è guerra dichiarata ai "cartelli" della droga, i "narcos", che controllano una parte del territorio messicano, dove spesso non azzardano ad avventurarsi nemmeno le forze dell'ordine.

Uccisi per errore? Qualcuno dice si, altro dicono no

Un video pubblicato sui social media mostra i resti carbonizzati di un auto crivellata di fori di proiettile: le vittime sono bruciate vive nel rogo appiccato dal commando di assassini.

Secondo gli inquirenti, all'origine del massacro della famiglia LeBarón è possibile uno scambio di identità. Cioè: uccisi per errore.

Un familiare, Austin Cloes, avanza dei dubbi. "Sono stati attaccati da un cartello della droga. Non sappiamo chi è stato, se sono stati presi di mira o sono solo finiti casualmente nel fuoco incrociato di una guerra tra i narcos.
In realtà non sappiamo molto.
Sappiamo solo che sono morti in nove. Nove dei nostri familiari".

Secondo un altro familiare, molto più prossimo, Adrián LeBarón, la strage è tutt'altro che un errore o un equivoco.

Padre di Rhonita Maria Miller e nonno di quattro nipoti morti nell'assalto dei "narcos", l'uomo ammette: "Avevamo ricevuto minacce da parte del crimine organizzato".

La famiglia LeBarón era nota per le sue posizioni anti-violenza.

Altri otto giovani sono stati trovati vivi dopo essere fuggiti dai loro mezzi e nascosti dove hanno potuto, ma almeno cinque di loro avevano ferite da arma da fuoco. Sono stati trasportati negli Stati Uniti d'urgenza.

"Cancelliamo i cartelli della droga dalla faccia della Terra"

In un tweet il Presidente americano Donald Trump ha scritto:
"Questo è il momento per il Messico, con l'aiuto degli Stati Uniti, di fare la guerra ai cartelli della droga e cancellarli dalla faccia della Terra".

No all'esercito americano, si all'FBI

Il Presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, dopo una telefonata con Trump martedi sera, ha rifiutato l'offerta della Casa Bianca per l'invio dell'esercito, ma ha accettato la collaborazione dell'FBI nelle indagini sulle nove vittime americane (con passaporto anche messicano), rivendicamendo, tuttavia, l'autonomia giudiziaria messicana sul caso.

Nonostante le parole di Adrián LeBarón, il ministro della Sicurezza messicano, Alfonso Durazo, è convinto che per il massacro della famiglia LeBarón si è trattato di "un errore" e il convoglio di mezzi della famiglia mormone è stato scambiato per un altro gruppo armato.

Il Procuratore di Chihuahua, Cesar Augusto Peniche, ha confermato, indicando che "gruppi di criminali si affrontano spesso in questa zona".

La ricostruzione - Investiti da una raffica di proiettili e bruciati vivi. E' la terribile fine di almeno nove persone, tre donne e sei bambini, che a bordo di tre auto viaggiavano insieme ad altri familiari in Messico, vicino al confine con gli Usa, tra gli stati di Chihuahua e Sonora. Un gruppo di mormoni americani con doppia cittadinanza, vittime di un'imboscata compiuta in pieno giorno. Forse presi di mira per sbaglio, scambiati per uno dei tanti convogli delle bande armate che infestano la zona. Gli aguzzini sarebbero infatti uomini armati appartenenti quasi sicuramente ad uno dei potenti cartelli della droga attivi nella regione. Quello che hanno compiuto è un vero e proprio massacro, uno dei più gravi della storia messicana recente.

Tra le vittime anche due gemelli di appena sei mesi rimasti legati ai propri seggiolini, intrappolati nell'auto data alle fiamme con la madre, il fratello di 11 anni e la sorella di 9. Mentre in un'altra auto hanno trovato la morte un bimbo di 6 anni, la sorellina di 4 e ad altre due donne. Uno dei bambini, secondo il racconto dei sopravvissuti, sarebbe stato falciato senza pietà mentre correva nel tentativo di scappare. Mentre altri cinque o sei ragazzini sarebbero riusciti a sfuggire alla furia omicida nascondendosi tra la vegetazione del bosco.

Ma la ricostruzione di quanto accaduto è ancora sommaria, mentre si teme che il bilancio della strage possa diventare più pesante. Nel mondo dei mormoni è un lutto che non ha forse eguali nella loro storia. La famiglia di missionari colpita appartiene ad una comunità formata da discendenti di mormoni che lasciarono gli Stati Uniti nel diciannovesimo secolo per sfuggire alla repressione della poligamia, all'epoca praticata nella loro religione. Erano in viaggio verso Phoenix, in Arizona, per andare a prendere un parente in aeroporto, il marito di una delle vittime.

La coppia si apprestava a festeggiare l'anniversario di matrimonio. Lo shock in Messico è enorme, così come negli Stati Uniti. Ma montano anche l'indignazione e la rabbia per una violenza cieca e senza eguali che sembra oramai del tutto fuori controllo. L'ira di Donald Trump, che da sempre denuncia la ferocia dei cartelli della droga per giustificare la realizzazione del muro, non si è fatta attendere. E il presidente americano su Twitter si è detto pronto ad aiutare il Messico inviando anche forze dagli Usa che potrebbero risolvere il problema delle bade criminali, ha scritto, in maniera "rapida ed efficace". "Questo è il momento per il Messico con l'aiuto degli Stati Uniti di dichiarare guerra ai cartelli e spazzarli via dalla faccia della terra", ha affermato Trump.

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