ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 08 Dicembre 2019 14:34

Hong Kong, nuova domenica di mobilitazione e di scontri

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Nuova domenica di proteste ad Hong Kong: decine di migliaia di persone sono scese in piazza nel corteo, partito da Victoria Park, promosso dal Civil Human Rights Front, gruppo che ha coinvolto nei mesi circa due milioni di manifestanti nella mobilitazione.

Per la prima volta, l’associazione anti-governativa e pro-democrazia ha ottenuto il via libera all’iniziativa da parte della Polizia.

La protesta celebra i sei mesi dall'avvio delle manifestazioni contro la legge sulle estradizioni in Cina, poi allargatesi per sollecitare riforme democratiche.

Appena due settimane fa, le elezioni locali distrettuali hanno sancito la schiacciante vittoria del fronte pandemocratico, che ha raggranellato 388 seggi sui 452 disponibili.

"Secondo le nostre indagini - dice Li Kwai-Wah, Sovrintendente della Polizia locale - lo scopo era quello di utilizzare la dimostrazione di oggi come pretesto per usare armi da fuoco e creare disordini, incluso attaccare i nostri agenti di Polizia o creare situazioni in cui persone innocenti si feriscono".

Per gli organizzatori, il grande corteo rappresenta l'ultima occasione per l'ex colonia britannica per porre fine alla lunga crisi politica.

Riprendono i tafferugli

 

La polizia ha alzato cartelli invitando la folla a disperdersi in quello che è stato definito un raduno non autorizzato. Cosìsono ripresi i tafferugli e gli arresti della polizia. Da giugno scorso la città è scossa dalle proteste contro il disegno di legge sull’estradizione, per ora ritirato. Finora in relazione alle proteste sono state arrestate quasi 6 mila persone fra cui 910 adolescenti.

Raduno davanti all'ambasciata USA

Altri manifestanti che brandivano bandiere a stelle e strisce si sono radunati davanti all'ambasciata statunitense per ringraziare il Congresso degli Stati Uniti che ha recentemente varato una legge a sostegno dei manifestanti democratici di Hong Kong. La protesta di Pechino in merito non si è fatta attendere.

Criticata anche la Bachelet

 

Il governo cinese ha accusato inoltre l'Alto commissario Onu per i Diritti dell'Uomo, Michelle Bachelet, di "fomentare la violenza radicale" a Hong Kong. La Bachelet in un editoriale apparso sul South China Morning Post, il principale quotidiano di Hong Kong, ha raccomandato che la 'governatrice', Carrie Lam, disponga l'apertura di un'indagine imparziale sulla polizia per "uso eccessivo della forza" contro i manifestanti, e contestualmente apra una linea di dialogo con il movimento di protesta per risolvere la crisi. L'ambasciata cinese a Ginevra, sede dell'agenzia Onu, ha scritto che l'articolo di Bachelet "esercita pressione sul governo (autonomo) e avrà il risultato di fomentare i facinorosi a condurre azioni di violenza ancora più radicale".

Un intero popolo solidale

Quello che si è notato ad Hong Kong in questi mesi è la solidarietà delle varie classi sociali ed anche fra cittadini lontani dla punto di vista generazionale. In molte delle occasioni sono stati visti in piazza insieme liceali ed anziani per dimostrare che l'esigenza di libertà e democrazia della popolazione di Hong Kong non ha età.

La schiacciante vittoria alle elezioni

L'altrettanto poderosa risposta democratica ad una politica che vorrebbe uniformare la legge di Hong Kong a quella di Pechino è stata la stupefacente vittoria per il campo democratico nelle elezioni distrettuali del 24 novembre: i democratici hanno preso il controllo di 17 dei 18 consigli distrettuali della città-stato. Con informazioni di Euronews

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