ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 19 Gennaio 2020 00:00

Idee green. Per Taranto utilizzare le acque reflue a fini agricoli.

Written by  Dante Capriulo
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La nostra città di Taranto deve guardare sempre più rapidamente ad un nuovo modello di sviluppo, abbandonando la monocultura dell’acciaio inquinate, sul modello della transizione Green che l’amministrazione comunale sta portando avanti.

Cosa ci può essere di più Green del ritorno ad incentivare l’agricoltura locale, seppure nelle forme moderne, come l’agro-industria.

Questo a mio avviso è uno degli obiettivi su cui dovremo sempre più concentrarci, portando avanti le idee già in fase avanzata: tra queste la possibilità di utilizzare le acque reflue depurate ed affinate a fini agricoli.

Sarebbe questo l’applicazione pratica di uno dei modelli invocati dalla Economia Circolare, di cui si invocano spesso gli obiettivi.

A Taranto l’opportunità è concreta e nel recente passato alcune cose sono state già fatte: ma fagocitate, come spesso accade nella nostra città, dalla voracità della grande fabbrica, che aveva impegnato anche le acque reflue della comunità comunale, attraverso l’AIA del 2011.

Ma oggi si può ritornare alla vocazione prioritaria di avere le acque depurate ed affinate, dei depuratori comunali, a fini agricoli e impegnarsi per un nuovo schema idrico che consideri la risorsa acqua come fondamentale e da non sprecare.

Ci sono opere imponenti già realizzate: come le due condotte per l’utilizzo delle acque depurate (e possibilmente affinate) dei depuratori comunali di “Gennarini” e Bellavista”:

  • una condotta collega i due depuratori tra loro;
  • un’altra è stata già realizzata (fine anni 90) per portare l’acqua trattata ai campi, per fini agricoli, potendo interessare un agro del versante orientale della città per circa 3.000 ettari.

Aggiungo, sempre nell’ottica delle scelte Green, che l’utilizzo delle acque reflue, anche per fini industriali, sarebbe rilevante per affrontare problematiche quali la desertificazione dei terreni (già presente in parte della Puglia), il depauperamento della falda e le crisi idriche nei comparti del consumo umano ed irriguo, che hanno determinato negli anni passati lo stato di emergenza in Puglia. Con il riutilizzo delle acque reflue depurate si  limiterebbe in maniera sensibile il ricorso alle acque di falda, in particolare durante l’estate, e si consentirebbe alla stessa falda di rigenerarsi anche sul piano della qualità. 

Ma anche si potrebbero finalmente liberare le risorse idriche necessarie per riempire in maniera continuativa l'invaso "Pappadai", permettendo il rifornimento idrico a scopi irrigui agricoli della zona orientale della provincia jonica.

Se l’affinamento ed il riutilizzo delle acque dei depuratori coinvolgesse l’intera Provincia di Taranto  si potrebbero eliminare gli scarichi a mare dell’intera fascia orientale della provincia già in funzione o realizzandi (si pensi a Taranto, Lizzano, Torricella, Maruggio, Manduria, Avetrana); eliminando o prevenendo i danni a tante pregevoli località balneari; problematica che anche nelle scorse stagioni ha messo a rischio l’attività turistica delle zone interessate e la libera fruibilità del mare. Come per Taranto i problemi della condotta sottomarina in località San Vito.

Premesso ciò bene ha fatto il Sindaco Melucci a formulare, nei giorni scorsi, la manifestazione d’interesse nei confronti della Regione Puglia per candidare il Comune di Taranto ai finanziamenti di progetti per il sistema di recupero e riutilizzo della acque reflue depurate.

Argomento da inserire, a mio avviso, anche tra le tematiche del C.I.S..

Se come credo tale azione sarà portata avanti con il protagonismo della Regione Puglia e dell’AQP, potremo dotare la città (la Provincia) di un moderno sistema di depurazione ed affinamento che potrebbe far utilizzare le acque reflue a fini agricoli e comunque riusate e non versate in mare.

Sarà anche questo un elemento di svolta della nostra città.

Taranto 18 gennaio 2020.

Dante CAPRIULO - Consigliere Comunale di Taranto

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