ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 11 Febbraio 2020 05:27

Acquedotto Pugliese - Presentato il progetto del nuovo impianto “Torre del Diavolo”

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L’intervento per 20,4 mln di euro si aggiunge ai lavori per depurazione, reti idriche e fognarie sulla città di Bari. Investimento complessivo è di circa 230 mln di euro Bari, 10 febbraio 2020 – È di 20,4 milioni di euro l’investimento per il nuovo impianto di sollevamento fognario (ISF) “Torre del Diavolo”.

Oggi, nel corso della conferenza stampa, è stato presentato il progetto di fattibilità per la realizzazione di un nuovo impianto che sarà dotato delle migliori tecnologie e nascerà nel sito adiacente all’attuale impianto, in località Torre Carnosa, sul lungomare sud di Bari. “Con il progetto di Torre del Diavolo – ha commentato Giovanni Giannini, Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Puglia - stiamo aggiungendo un altro importante tassello alla lunga lista di interventi, del valore di 230 M€, per il potenziamento e l’adeguamento degli impianti fognari e di depurazione nella città di Bari.

Una città sempre più vasta e popolosa, che non può non avere moderne infrastrutture idrico-fognarie, garanti dell’igiene, della salute pubblica e dell’ambiente. Depuratori, impianti di affinamento e reti fognarie devono operare in sinergia, così da influire positivamente sulla qualità dell’acqua marina e sulla possibilità di riutilizzo dei reflui affinati in agricoltura. Un sistema che ha notevoli ricadute anche sul piano economico, in particolare per il settore turistico e agricolo”. “In questi anni – ha commentato Antonio Decaro, Sindaco di Bari - ci siamo impegnati molto sulla programmazione di alcuni interventi straordinari che cambieranno definitivamente e strutturalmente la città. Stiamo parlando di interventi che, seppur non visibili ad occhio nudo, sono in grado di incidere fortemente sulla qualità della vita di un sistema urbano e sulle possibilità del suo sviluppo. Mi riferisco appunto al sistema fognario e di raccolta e smaltimento delle acque della Città di Bari, ormai “obsoleto”, poiché costituito ancora da tronchi di fogna mista, oggi non più eseguibili poiché la legge obbliga la separazione dei reflui fognari (fogna nera) dalle acque piovane (fogna bianca), e ‘sottodimensionato’ rispetto all’estensione delle aree urbanizzate.

Basti pensare che, a fronte di circa 1.100 chilometri di strade comunali, solo il 15% (170 km) è coperto da una rete di fognatura bianca. Lavorare in sinergia tra enti e istituzioni permette a un territorio di crescere in maniera organica e completa. Penso alla città di Bari che da qualche anno vive una grande crescita sia dal punto di vista turistico sia dal punto di vista della domanda di vivibilità dei cittadini. Era impensabile fino a qualche Pag. 2 a 5 anno fa, vedere così tanti turisti in giro, così come è impensabile interdire la balneazione a mare, visto che ogni sei mesi l’impianto di Torre del diavolo va in tilt e i liquami scendono a mare, nei pressi di Pane e Pomodoro per l’esattezza, ogniqualvolta le piogge si fanno più abbondanti. È ovvio che in questo modo si crea una frattura tra una parte di città che vive e cresce e un’altra che resta indietro. Una città cresce, se tutte le sue componenti camminano alla stessa velocità, un po’ come il corpo umano. Ed è ciò che si è cercato di fare in questi anni, insieme alla Regione Puglia e all’Acquedotto Pugliese, cioè dotare Bari di un motore pulsante che permetta di correre alla stessa velocità tanto in superficie quanto sotto il suolo. La quantità e la qualità di investimenti messi in campo dall’Aqp sono enormi e quindi all’altezza della sfida che Bari si è posta qualche anno fa. Noi siamo consapevoli delle potenzialità che abbiamo ma siamo allo stesso modo consapevoli che da soli non andiamo da nessuna parte.

Per questo, accanto alla straordinarietà del programma dell’amministrazione comunale finalizzato a implementare la rete di fogna bianca e messo in piedi grazie a un parco progetti preliminari per 120 milioni di euro complessivi per il potenziamento e il riordino del sistema fognario pluviale, abbiamo progressivamente aumentato le risorse destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete pluviale esistente, portandole da 500mila euro annui agli attuali 1,6 milioni annui. Questo ci ha permesso di eseguire tanti interventi localizzati che hanno intercettato grosse quantità di acque piovane che prima confluivano negli impianti di depurazione attraverso la rete di fogna mista, deviandole sulla bianca e risolvendo nel contempo grossi problemi di allagamenti sistematici che, come nei casi di via Re David, del sottovia di Santa Fara o di via Cifarelli, attendevano soluzione da decenni.

A questi nostri interventi comunali si aggiungono, dunque, i progetti di Aqp che presentiamo oggi, a dimostrazione che da soli si possono raggiungere risultati ma insieme si può cambiare la storia di questa città, accelerando quel processo di adeguamento del sistema fognario di bari che non può più attendere per non perdere il passo con lo sviluppo turistico, economico e demografico che la città ha ormai intrapreso. Quello di Aqp, grazie all’impegno della Regione Puglia, è un piano di investimenti straordinario che doterà la città di Bari di impianti moderni, capaci di gestire in maniera ottimale i flussi fognari di una città importante, com’è il nostro capoluogo di regione, e in alcuni casi di parte del territorio dell’intera area metropolitana. Non importa se non sarò più il sindaco di Bari quando tutti questi lavori saranno completati, ciò che conta è che Bari non avrà più paura della sua acqua, tantomeno di compromettere la bellezza delle acque del suo mare che la rendono una città unica, particolarmente bella e un luogo dov’è piacevole vivere”. “Il progetto del nuovo impianto Torre del Diavolo – ha commentato Simeone di Cagno Abbrescia, presidente di Acquedotto Pugliese -si inserisce in un vasto e articolato piano di interventi sulla città di Bari. Acquedotto Pugliese investe circa 230 milioni di euro sul territorio urbano. Il nostro impegno sulla città di Bari è garantire servizi sempre più efficienti che soddisfino le esigenze dei nostri cittadini. In quest’ottica, abbiamo avviato il progetto di risanamento delle reti idriche che punta proprio a efficientare le reti cittadini e gestire al meglio la risorsa. Lavoriamo nella consapevolezza che una gestione più efficiente della risorsa idrica, in tutte le sue fasi, possa contribuire allo sviluppo economico e turistico della città di Bari”. “Bari – ha commentato Vito Colucci, Direttore generale dell’Autorità Idrica Pugliese (AIP) - necessitava di un risanamento sia delle reti idriche che del sistema fognario. Questo a causa principalmente del sistema misto di cui era dotata la città e che era fonte di problemi tra cui gli Pag. 3 a 5 sversamenti a mare. Occorrono oggi interventi razionali accanto a quelli già programmati con un ampio e costante monitoraggio del sistema depurativo che risulta strettamente connesso ad un reale risanamento delle reti”. L’attuale impianto di Torre del Diavolo è strategico per il sistema fognario della città di Bari poiché raccoglie le acque reflue urbane dei quartieri di Bari: Murat, Borgo Antico, Madonnella, Japigia, Picone, Poggiofranco, Carrassi, San Pasquale, Carbonara, Ceglie e Loseto per inviarle all’impianto di depurazione di Bari Est. Sull’impianto sono già in corso interventi di manutenzione straordinaria per un importo pari a circa 1,5 milioni di euro per l’installazione di nuove griglie, di tutto il piping interno alla camera di manovra oltre che per la sostituzione delle elettropompe esistenti. Parallelamente è stata avviata la progettazione per la sostituzione della seconda condotta fognaria lunga circa 2,5 chilometri che da “Torre del Diavolo” perviene al Depuratore di Bari Est (importo previsto 6,5 milioni di euro). Con il nuovo intervento sarà garantito un notevole potenziamento dell’attuale sistema di pompaggio. Infatti, oltre ad una nuova stazione di rilancio dei reflui sarà realizzata una vasca accumulo interrata le cui dimensioni saranno pari a quelle di due piscine olimpioniche. Tale potenziamento consentirà di evitare lo sversamento a mare dei reflui in caso di arrivi anomali di portate oltre che risolvere problematiche idrauliche. La soluzione architettonica individuata, unita a un sistema avanzato di deodorizzazione dei locali di pretrattamento e alle centraline di monitoraggio degli inquinanti, contribuiranno alla riqualificazione paesaggistica del sito. Importante sarà anche l’efficientamento energetico derivante dall’installazione di apparecchiature elettromeccaniche di nuova generazione e l’installazione di pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico. Il nuovo impianto sarà anche dotato di sistemi di telecontrollo oltre che di videosorveglianza e antintrusione. Il progetto, una volta approvato, sarà inserito nel Piano degli Investimenti di Acquedotto Pugliese e completate le successive fasi di progettazione e acquisizione delle autorizzazioni entro un anno sarà pronto per l’appalto. Si prevede che nei successivi tre anni l’opera potrà essere definitivamente completata. L’investimento sul nuovo impianto “Torre del Diavolo”, di 20,4 milioni di euro, si aggiunge a un articolo piano di interventi già avviato sulla città di Bari di circa 210 milioni di euro. L’investimento complessivo è di circa 230 milioni. Un vasto piano di interventi che punta a ottimizzare il sistema della depurazione e a potenziare il servizio idrico e fognario nel capoluogo pugliese. Particolare attenzione è dedicata agli impianti di depurazione di Bari Est e Bari Ovest e alle reti idriche e fognarie delle zone periferiche. Sul fronte della depurazione, è in fase di ultimazione il potenziamento dell’impianto di Bari Ovest, a servizio delle circoscrizioni Libertà, Fesca - San Girolamo, Palese – Santo Spirito, parte di Murat e Zona Industriale, e da alcuni comuni limitrofi (Modugno, Grumo Appula, Binetto, Bitetto, Toritto, Palo del Colle e Bitritto). I lavori, per un investimento complessivo di 34,6 milioni di euro, riguardano il potenziamento della linea acque, per migliorare le fasi di lavorazione della risorsa trattata, il potenziamento della linea fanghi e combustione del biogas ai fini della produzione di energia elettrica e termica, e il miglioramento del trattamento dell’aria. Prevista la fine dei lavori entro l’anno.

È in corso la gara per l’appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di potenziamento del depuratore di Bari Est, a servizio delle circoscrizioni Picone – Poggiofranco, Pag. 4 a 5 Carbonara – Ceglie – Loseto, Torre a Mare – Japigia, Carrassi - San Pasquale, Madonnella, San Nicola e parte di Murat, e dei comuni limitrofi (Adelfia, Bitritto, Noicattaro, Rutigliano, Sannicandro, Triggiano, Valenzano, Capurso e Cellamare). Investimento previsto è di 25,5 milioni di euro. La durata dei lavori è di circa un anno e mezzo. Oltre 20 milioni di euro sono previsti per i progetti di prolungamento delle condotte sottomarine che allontanano le acque depurate dalla costa i cui lavori dureranno circa un anno dall’avvio dei cantieri. Entro fine 2020 partiranno le gare d’appalto. In riferimento alle commistioni delle acque nere (ovvero quelle provenienti dalle abitazioni) e delle acque meteoriche, che in caso di pioggia non consentono la fruibilità della spiaggia di Pane e Pomodoro, su impulso dell’Amministrazione comunale di Bari e in sinergia con Regione Puglia e Autorità Idrica Pugliese, è stato concluso un primo intervento dell’importo di 2,3 milioni di euro, a cui seguirà un secondo intervento, a più ampio respiro, dell’importo di 29 milioni di euro, per un importo complessivo di oltre 31 milioni di euro, che permetteranno nel tempo il superamento delle criticità. Il primo progetto aveva per obiettivo la riduzione della commistione tra la fognatura nera e il canale "Picone", dovute a rotture (verificatesi a seguito dell'obsolescenza delle reti) dei setti in calcestruzzo presenti nei pozzetti di ispezione che dividono di fatto le acque nere dalle bianche, favorendo l'ingresso delle prime nelle seconde. Eliminate, inoltre, le immissioni dirette causate da variazione di tracciati di tronchi fognari e da allacci realizzati nel tempo passato e impropriamente recapitanti nel canale “Picone”. Il progetto ha un costo complessivo di 2,3 milioni di euro. Il secondo progetto, dell’importo di 29 milioni di euro, riguarda in maniera più strutturata la rivisitazione delle reti fognanti a servizio dei quartieri Carrassi, Picone e Madonnella, con la modifica delle dimensioni e dei percorsi di alcune dorsali della rete di fognatura comprese tra lo stesso "Picone" e i collettori "Alto" e “Matarrese". Tale progetto è in fase di approvazione. La gara di appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori partirà presumibilmente entro giugno 2020. I lavori avranno una durata di 3 anni dall’avvio del cantiere.

Sempre nell’ambito fognario, sono terminate le opere di manutenzione straordinaria dell’impianto di sollevamento ubicato sul lungomare IX maggio, lungo il tratto San Girolamo, il cui investimento è stato di circa un milione di euro. Particolare attenzione è rivolta altresì alle zone periferiche, dove Acquedotto Pugliese realizzerà, con un investimento di 16,5 milioni di euro, il completamento delle reti idriche e fognarie per un totale di oltre 26 chilometri e 5 nuovi impianti di sollevamento fognario. È in corso la gara di appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori che si concluderà entro l’inizio del 2021. La durata dei lavori è di circa 3 anni e mezzo. A fine 2019 è stata, inoltre, avviata la procedura di affidamento per il risanamento ed efficientamento della rete idrica della città di Bari che prevede interventi mirati alla distrettualizzazione, al controllo delle pressioni e al monitoraggio delle grandezze idrauliche oltre che la sostituzione dei tronchi vetusti. L’impegno finanziario è di circa 8 milioni. Pag. 5 a 5 Tale intervento rappresenta la prima fase di un programma più ampio sulla rete idrica cittadina: già nell’anno in corso verrà redatta la progettazione del secondo capitolo di azione, con la previsione di un impegno finanziario di ulteriori 60 milioni di euro

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