ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 15 Febbraio 2020 04:57

Taranto – Ecco la prima torrefazione con bar della città, col marchio De Quarto

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Ci sta che oggi parliamo di caffè, ci sta anche che, nell’affondo di un ragionamento, venga fuori la bellezza, quella Taranto che ci piace raccontare, che parla di sudore e cozze, tramonti e scirocco e voglia di sottrarsi dal fumo delle ciminiere.

Nella cronaca che raccontiamo c’è tutto questo, ma il re della tavola, il sovrano pigliatutto che sbarella sughi e dolci, alla fine mettendo il suo sigillo, è il caffè. Quello che ci spalanca al giorno e ci accompagna fino a dopo pranzo. Il caffè di Taranto mi riporta alla mente la torrefazione industriale Ninfole - che farà 100 anni il prossimo anno - , alla fine di Via Cesare Battisti, dove occupava 5 mila metri quadri, poi da 28 anni (1992) trasferito a San Giorgio Jonico. Una storia che ebbi modo di conoscere attraverso l’incontro col capostipite il Cav Ciro Ninfole che prima degli anni 20 era pizzicagnolo nell’Isola e vendeva olio, l’oro giallo per i poveri. Ninfole è oramai leccese e Amandonico, torrefattore del borgo, è chiuso. Ma questa è ormai storia.

Nella vicenda di Mimmo De Quarto c’è invece la cronaca, di cui abbiamo parlato a lungo su questo sito di informazione, la voglia di cambiamento e di successo che ci porta dritti nel futuro. L’abbiamo conosciuto per una contorta storia sindacale, licenziamento dall’Ilva per futili motivi, ma la cosa che davvero ci ha visti presenti è l’avvio dell’esperienza di torrefazione del caffè artigianale che celebrammo con l’articolo: dai fumi dell’Ilva a quello del caffè.

Della caffetteria, lounge Bar di Via Medaglie d’Oro abbiamo anche parlato per una Lezione ai bambini sulla tostatura del caffè nella Torrefazione De Quarto a Taranto.

Oggi andiamo oltre, abbiamo voluto osservare la tostatura, presentando il Bar di Mimmo De Quarto con il suo caffè, miscelato da lui, così diventa il suo brand, e lo facciamo con un video. Così si vede il caffè appena arrivato da luoghi esotici che viene miscelato con cura, addirittura personalizzando le dosi: “dopo mille prove, dice Mimmo, aggiungendo che “dopo la tostatura il caffè deve riposare 18 giorni prima di essere consumato…”

Ecco, diciamo nel commiato dallo scritto e prima del video, questa esperienza, come abbiamo enfatizzato nel titolo, ambisce ad essere il primo caffè artigianale con Bar di Taranto, come auspicio che apri, come il cammelliere che porta luce avanti, la strada per un’altra città del futuro. Buona visione

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