ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 13 Marzo 2020 08:16

Siamo in zona protetta, ecco una nostra riflessione sullo stato dell’arte

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Siamo all’inizio dell’Italia zona protetta, ancora impacciati, un po’ drogati dal continuo e martellante disquisirsi sulla Tv e nel Web sul tema coronavirus.

Questo grumolo di acido che sta mettendo in ginocchio il mondo. Crediamo che siamo ancora in una risposta ibrida della gente, da una parte si tende ancora a sottovalutare, dall’altra si esagera nel fatalismo. Difficile raggiungere l’equilibrio.

In questo momento si deve solo aspettare che il mondo scientifico faccia la sua parte, la malattia raggiunga il suo picco non troppo alto – per non mandare in default il sistema sanitario – e discenda fino a zero e poi si arrivi, il più presto possibile, a un vaccino sicuro, testato ed efficace. Quanto tempo durerà questo? Vediamo se siamo in grado di quantificare partendo dalla Cina da dove è venuto tutto. I primi casi hanno coinvolto principalmente lavoratori del mercato del pesce di Wuhan, nel quale erano in vendita anche animali vivi.

Nelle prime settimane di gennaio 2020 gli scienziati hanno isolato questi soggetti. Ora la Cina dopo un mese ha raggiunto il picco ed è in discesa. Sono passati da metà gennaio ad ora due mesi. Per l’Italia il primi casi a Cologno sono del 3 marzo, secondo il trend cinese nei primi di Maggio dovremmo aver superato il picco, senza più nuovi casi e in discesa rapida verso l’uscita. Per il vaccino il tempo sarà un anno.

Ma in Cina hanno usato metodi coercitivi, da noi pur con tutte le raccomandazioni del premier, che come un buon padre di famiglia ci ha invitato a rimanere a casa, ci troviamo dinanzi a fatti come quello accaduto in una cittadina del nord dove ieri 4 uomini sono stati denunciati perché parlavano per strada dopo le 18 davanti a un Bar chiuso senza rispettare il metro di distanza.

Non pare invece vietato fare passeggiate e corse all’aperto visto che le palestre sono chiuse, correre in bici in solitaria. Ma la raccomandazione resta rimanere a casa. Anche chi va a piedi deve portare la certificazione.

Ma non possiamo chiudere queste nostre riflessioni senza parlare di quel gusto, per certi versi, davvero disgustoso, di mettere in giro su Whatsapp e non solo, fake news a gogò. Come quei finti dottori e dottoresse che spiegano come attaccare il virus con attività, con assunzioni di liquidi caldi e varie altre contumelie da personal trainer che al coronavirus non gli fanno un baffo. Cosi come le profezie, dalla sensitiva americana che sull’onda dello sviluppo della SARS scrisse un libro in cui parlava di una ipotetica pandemia futura nel 2010 e nel 2020, una sorta di scadenzario decennale, quella del 2010 non si avverata, avuto più fortuna nel 2020. L’unica previsione che ci va di aggiungere è quella di Nostradamus che in sua centulia parla di un crollo mondiale delle borse nel 2020. Questa si è avverata proprio in questi giorni, ma non è ancora, per fortuna, un crollo, ma una crisi piuttosto seria. Uno che stato bersagliato dal web è Paolo Fox che aveva predetto un 2020 da favola. Ma va beh!

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