ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 19 Aprile 2020 05:56

Montagnier e il dubbio sull'origine naturale del virus

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In questa quarantena se c’è davvero un’urgenza è non mettere a riposo le sinapsi; in questa vicenda del virus “cinese”, qualche lettore, sui social ha parlato di ricostruzione di fake news, una pessima parola inglese che potremmo tradurre nella nostra più efficace ‘notizia falsa’.

 

Allora cerchiamo di spiegarci. Sulla vicenda dell’emergenza sanitaria altre falsità vengono fuori in modo dirompente. L’altra mattina, mentre ero in fila per il supermercato, alcuni, dietro di me, parlavano di terrorismo; c’è poi il fronte No Vax che riorganizza le fila, soprattutto nella previsione del vaccino - io li chiamerei il movimento dei bugiardini -, il foglietto che sta nella scatola dei medicinali e che mette in guardia sui possibili danni collaterali del farmaco. Difatti personalmente sono allergico ai Fans, ma non mi sono mai sognato di fare un gruppo Facebook su “Fans e veleni”.

La vicenda di Wuhan assume, se volete, il colore del giallo, dell’indagine e come tutte le notizie che compongono il puzzle del giornalista, offrono al lettore non una verità, ma un ragionamento sulle varie ipotesi in campo.

Come in un efferato delitto si comincia dalla parte indiziaria. Nessuno può impedire a commentatori in tv di fare ipotesi su un delitto e soprattutto quando forte è l’indizio rispetto al luogo dove è stato commesso. L’omicida era proprio lì. Questo è il caso Wuhan!

L’accusa del Nobel Montagnier, lo scopritore dell’Aids è stavolta un servizio giornalistico del TG2, la scorsa settimana, l’AdnKronos pubblicava l’articolo sull’indagine Usa, secondo la quale l’unica certezza finora emersa è che il regime di Pechino abbia negato l’evidenza.

Queste cosa sono? Ricostruzioni giornalistiche? Notizie false? Diciamo che siamo in un processo indiziario che il tempo dipanerà, facendo fare il salto dalla cronaca alla storia. Perché di questa pandemia, che ha messo il mondo in ginocchio, si scriverà la Storia. Noi come Agora Magazine abbiano dato l’avvio dell’inchiesta con gli articoli del nostro collaboratore Erasmo Venosi, astrofisico e professore universitario.

E in questo articolo c’è il compendio del suo pensiero in merito e vi consigliamo una lettura senza paraocchi, ma con lo spirito dell’indagine aperta. Se c’è una cosa in cui crediamo davvero è la libertà dell’informazione che prescinde dal potere del momento, che non offusca, ma chiarisce, non si schiera, ma invita nozze della verità il lettore verso chi usa il suo ruolo per occultare. E sul serio siamo d’accordo con lo scienziato Montagnier che i veri complottisti sono quelli che nascondono la verità che può essere talvolta amara, ma ne vale la pena perché tal volta l’amaro fa bene alla salute... mentale.

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