ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 18 Maggio 2020 06:35

Oggi si esce da casa? Parliamone e vediamo come

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Oggi s’avvia la seconda fase dell’uscita dalla quarantena e ciò che va detto, anche a coloro che sbuffano facendo la coda ai supermercati e a quanti strumentalizzano gli ovvi disagi che le restrizioni creano, è che il fenomeno epidemico ha una dimensione sovranazionale e ciascuna nazione tiene conto dell’interessamento nazionale della pandemia.

Detto questo la cosa che balza agli occhi è che, per l’uscita da casa, non occorre più l’auto-certificazione. Per il resto si potrà fare quasi tutto, ma senza assembramenti: riunione occasionale di persone all’aperto per dimostrazioni o altro, ecco cosa significa questa parola che ossessiona gli italiani. Si va al bar mantenendo le distanze e poi si sta fuori a chiacchiere fuori rendendo la cosa un vero assembramento? No, non si può fare. E questo vale se si va ai parchi, alle ville comunali e giardini pubblici. Poi, ovviamente se i piccoli giocano insieme, qui i pediatri consigliano di accettare il rischio sociale e non impedire al piccino di socializzare.
Per gli stessi bambini e ragazzi dal 15 giugno sono consentite attività ludico-ricreative, anche non formali, al chiuso e all’aperto con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia rispettando i protocolli. Qui ovviamente si entra nelle varie indicazioni regionali che possono anticipare o ulteriormente restringere le attività nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. Mentre restano sospesi i servizi educativi e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Questo va detto per non confondere l’apertura delle attività ludiche del 15 giugno, di cui sopra, con l’apertura degli asili nido, per esempio.

Ovviamente resta aperta la formazione per il personale sanitario.

Lo sport si fa all’aperto nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, mentre sono sospesi gli eventi sportivi, per esempio le gare di sci. Anche qui attenzione, per chi gestisce impianti, consultare e applicare protocolli. Teatri, cinema, musica chiusi fino al 14 giugno.

Chiese aperte sempre con l’ausilio di auto-controlli per non creare assembramenti. Restano sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali in cui è coinvolto personale sanitario e ogni altra attività convegnistica o congressuale.

Fatto salvo il rispetto dei livelli minimi di assistenza, sono sospese le attività di centri benessere, centri termali centri culturali e centri sociali; è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei Pronto soccorsi e di qualsiasi accettazione e sono i direttori sanitari a indicare le possibilità di accesso di visita parentale, nel rispetto dei protocolli di sicurezza.

Non cambia nulla, rispetto a ieri, per le attività commerciali al dettaglio, esse si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni. Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato lo svolgimento delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. E ciò vale anche per i servizi alla persona. Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l'attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Insomma, trasporto pubblico, servizi di sportello limitati, svolgimento del lavoro da casa, più pratiche online, sanificazione luoghi di lavoro… Si potrà andare a mare, sempre se la Regione non lo impedisca per la situazione epidemiologica, anche qui nel rispetto dei protocolli di sicurezza.

Anziani a casa? Il decreto dice che è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità. Chi intende fare ingresso in Italia deve preorganizzare il periodo di sorveglianza sanitaria.

Buona parte del decreto (21 pagine) ragiona su queste problematiche con tutte le casistiche. Compreso l’apertura degli aeroporti per i voli di linea. Particolare interesse verso la disabilità

Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità

1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.

2. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.

Infine le mascherine

è fatto obbligo sull’intero territorio
nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi
i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso
continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti bambini.

Insomma l’uscita si, ma con grande attenzione e prudenza.

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