ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 15 Giugno 2020 16:17

M5S, Casaleggio: "Soldi da Venezuela fake news, ora querele". La deputata venezuelana in Italia Mariela Magallanes : "Soldi dal regime? Non mi sorprende"

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"Tutto totalmente falso" dice all'Adnkronos sull'articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo ABC. E sottolinea: "Mio padre mai in Venezuela per finanziamenti occulti". L'autore dell'articolo: "Il mio lavoro si basa su più fonti". Di Battista: "Attacco vile, Casaleggio quereli per difendere il padre e il Movimento". Crimi: "Fake news ridicola e fantasiosa". Ambasciata del Venezuela contro ABC: "Documento falso, agiremo per vie legali". La deputata venezuelana in Italia: "Soldi dal regime? Non mi sorprende". M5S, dai rapporti con Caracas al 'gelo' su Guaidò.

Soldi dal governo venezuelano di Hugo Chavez al nascente M5S con un finanziamento in nero da tre milioni e mezzo di euro? "Tutto totalmente falso. E' una fake news uscita più volte, l'ultima nel 2016. Dalle smentite ora passeremo alle querele". Così Davide Casaleggio, all'Adnkronos, sull'articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo ABC.

"Quella dei presunti finanziamenti del Venezuela al Movimento 5 Stelle è una fake news semplicemente ridicola e fantasiosa - sottolinea in una nota anche il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi - Sulla questione non c'è altro dire, se non che del lontano 2010 ricordo quando ero candidato presidente alle regionali in Lombardia. Anche allora, così come negli anni a seguire, quella che realizzammo fu una campagna elettorale fatta con pochissime risorse e mezzi, frutto di micro donazioni dei cittadini italiani. Per il resto, valuteremo se adire alle vie legali". "Certamente non ci lasciamo distrarre da certe sparate o intimidire da quei partiti e poteri che già le stanno cavalcando per cercare di indebolire la nostra posizione di baluardo a tutela degli interessi dei cittadini", conclude Crimi.

Alessandro Di Battista parla di attacco "vile" da parte dello spagnolo ABC. "L'attacco diffamatorio del quotidiano di destra e monarchico ABC nei confronti del M5S e soprattutto di Gianroberto Casaleggio è vile - dice Di Battista all'Adnkronos - Non vi è cosa più oscena che attaccare persone non più in vita, che non possono difendersi. Mi auguro che Davide" il figlio del confondatore del M5S e presidente dell'associazione Rousseau "quereli immediatamente, per difendere l'onorabilità del M5S e del suo grande papà".

AMBASCIATA DEL VENEZUELA - Si tratta di "un documento falso, ci sono tanti punti incongruenti in una nota che è falsa e contraffatta" dice all'Adnkronos una fonte diplomatica dell'ambasciata venezuelana a Roma, commentando l'articolo del quotidiano spagnolo ABC. "Il ministero degli Esteri agirà per vie legali contro il giornale", annuncia la fonte, ricordando che lo stesso quotidiano, nel 2016, scrisse le stesse cose a proposito del movimento spagnolo Podemos, sostenendo che avesse ricevuto un finanziamento di 7 milioni di euro. La fonte dell'ambasciata anticipa poi che il ministero della Difesa, da cui dipende l'intelligence militare cui ABC attribuisce il documento sul finanziamento in nero al M5S, condurrà una perizia su quella nota. Quell'articolo, assicurano, "sarà smontato punto per punto".

LE REAZIONI - Immediate le reazioni sul fronte politico. "Non commento quello che non è certo, anche perché sono mesi che inseguono soldi russi che non esistono, quindi non voglio gettare la croce addosso ad altri. Se ci fossero riscontri concreti o evidenze sarebbe un problema perché il Venezuela è uno degli ultimi regimi comunisti, sanguinari, dittatoriali che ci sono al mondo" dice il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa a Castelli Calepio in provincia di Bergamo.

"Non entro nel merito di finanziamenti che non conosco quindi non spetta a me dare giudizi - ribadisce il leader del Carroccio - L'atteggiamento amichevole di parte dei Cinquestelle nei confronti del regime venezuelano mi ha sempre sconcertato, ma questo anche se fosse gratis. Se non fosse arrivata una lira, il fatto che parlamentari Cinquestelle andassero in Venezuela, si facessero fotografare con carnefici e sanguinari della dittatura venezuelana, secondo me è surreale". "Vedo un problema in questo governo, al di là di eventuali finanziamenti: l'amicizia con alcuni regimi, penso a Cina, Venezuela e Iran - conclude Salvini - mi fa vergognare di essere italiano. Cina, Venezuela e Iran sono regimi sanguinari e dittatoriali con cui non si dovrebbe andare a braccetto".

"Il M5S ha sempre avuto una incomprensibile simpatia per il regime venezuelano, tanto da isolare l’Italia a livello europeo e occidentale su questo delicato dossier - afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia - Ora emerge una notizia sconcertante: secondo i documenti pubblicati dal quotidiano spagnolo ABC l'attuale presidente del Venezuela Maduro, allora ministro degli Esteri di Chavez, avrebbe fatto arrivare una valigetta con tre milioni e mezzo di euro in contanti a Gianroberto Casaleggio, guru del Movimento 5 Stelle. Se confermata, la notizia sarebbe di una gravità inaudita e spiegherebbe la particolare indulgenza dimostrata dai Cinquestelle nei confronti del regime di Maduro. Fratelli d’Italia chiede che il governo chiarisca immediatamente in Aula su questa gravissima ipotesi e che la magistratura sia celere nell'indagare sulle numerose ipotesi di reato".

Il vicepresidente di Forza Italia e del Ppe Antonio Tajani ha presentato un'interrogazione prioritaria alla Commissione Europea, e in particolare all'Alto Rappresentante Josep Borrell, con richiesta di risposta scritta, per chiedere "quali azioni intende avviare la Commissione per verificare se partiti nazionali ed europei abbiano ricevuto finanziamenti dal regime venezuelano e per quanto tempo". Tajani ricorda che "le ingerenze elettorali straniere sono una minaccia per le democrazie europee e gli unici a beneficiarne sono i movimenti anti-Ue e le forze estremiste e populiste". L'esponente di Fi chiede anche "quali azioni intende intraprendere il vicepresidente della Commissione e Alto Rappresentante per tutelare la democrazia ed i cittadini europei e garantire elezioni libere negli Stati membri". Tajani chiede infine quali azioni intenda intraprendere Borrell, "di concerto con il Consiglio Europeo, se tali finanziamenti illeciti si fossero verificati".

"Risponderemo all'interrogazione, non possiamo rispondere alle interrogazioni in sala stampa", ha detto il portavoce capo dell'esecutivo Ue Eric Mamer, durante il video briefing con la stampa a Bruxelles.

Su quanto scrive oggi il quotidiano spagnolo ABC, Graziano Delrio, capogruppo alla Camera del Pd, ospite di 24 Mattino su Radio 24, afferma: "Non voglio commentare indiscrezioni giornalistiche di cui non abbiamo contezza della veridicità. Cerchiamo di fare insieme il bene di questo Paese, ogni partito ha le sue dinamiche, i suoi rapporti e le sue relazioni".

"Non commento - dice anche la ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, intervenendo alla trasmissione Omnibus, su La7 - Il caso deve essere affrontato in altri contesti che eventualmente valutino la regolarità della cosa, l'effettivo essere accaduto. Io credo che oggi si possa ragionare di altri temi prioritari per il Paese. Certo sono questioni che poi verranno approfondite nelle sedi opportune e non è certo mio compito oggi farlo".

Per il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova, “l’accusa di finanziamento non dichiarato al M5S dal Venezuela è gravissima. Il governo sospenda gli Stati generali per consentire a Conte, Di Maio e ai ministri del M5S di chiarire la situazione e smentire che l’amicizia con Caracas abbia mai comportato alcun tipo di finanziamento direttamente o tramite Casaleggio”.

L'autore dell'articolo: "Mio lavoro si basa su più fonti"

Marcos Garcia Rey, autore dello scoop del quotidiano spagnolo Abc, secondo cui nel 2010 il regime chavista fece arrivare 3,5 milioni di euro al M5S, non è intimorito dalle minacce di querele arrivate dal Venezuela e dal Movimento 5 Stelle e difende il suo lavoro, che si basa "su più fonti". "E' normale che le persone interessate dalle informazioni si difendano, ma io sono tranquillo - assicura il giornalista parlando con l'Adnkronos -. Il mio lavoro è verificato da più fonti e non ho mai pubblicato alcun articolo basato su notizie false".

Garcia Rey, che ha collaborato a otto inchieste con l'Icij, il Consorzio internazionale di giornalismo investigativo, tra cui quella sui Panama Papers, non vuole dire poi se sia in possesso di altre prove o se abbia intenzione di pubblicare altri articoli: "A questa domanda, naturalmente, non posso rispondere". Infine, il giornalista dice di aver appreso stamattina dello scontro interno al M5S tra il fondatore Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, scontro sul quale è poi piombata la 'grana' venezuelana. "L'ho letto sulla stampa italiana. Non sono un esperto di politica italiana, a parte la mia cultura generale", si limita a dire.

M5S, dai rapporti con Caracas al 'gelo' su Guaidò

Le notizie di presunti finanziamenti al M5S da parte del regime chavista riportate dal quotidiano spagnolo Abc riaprono la discussione sulla posizione italiana riguardo alla crisi venezuelana. A gennaio dello scorso anno Juan Guaidò, capo dell'Assemblea Nazionale di Caracas, il Parlamento venezuelano dominato dall'opposizione, si era proclamato presidente ad interim del Venezuela con il benestare del presidente americano Donald Trump, primo a riconoscerlo. Un annuncio che aveva provocato la durissima reazione del presidente 'detronizzato' del Venezuela Nicolas Maduro, che aveva annunciato la rottura dei rapporti diplomatici con Washington dando tempo 72 ore al personale diplomatico americano per lasciare il paese. "Giuro di assumere formalmente le competenze dell'esecutivo nazionale come presidente incaricato del Venezuela per arrivare alla fine dell'usurpazione, ad un governo di transizione e indire libere elezioni", aveva dichiarato Guaidò, pronunciando il suo giuramento a piazza Juan Pablo II a Caracas, davanti alla folla di migliaia di persone che partecipavano alla manifestazione contro il governo. Maduro si era insediato due settimane prima per un secondo mandato da presidente del Venezuela, ma l'opposizione e diversi paesi lo ritenevano illegittimo, non avendo riconosciuto i risultati delle elezioni.

 Dopo l'annuncio di Donald Trump erano arrivati i riconoscimenti di altri paesi ed organizzazioni, primi tra tutti quello di Luis Almagro, segretario generale dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa), quindi quelli del Brasile e Paraguay, dell'Argentina, del Cile e del Canada. Il 31 gennaio arrivava il riconoscimento del Parlamento europeo con una risoluzione non vincolante. Tra gli italiani - all'epoca al governo c'era la coalizione gialloverde Lega-M5S - erano emerse le astensioni dei deputati leghisti, del M5S e di alcuni del Pd. Successivamente, il 28 marzo, la Lega aveva cambiato posizione nel Parlamento Europeo sulla crisi venezuelana. Gli eurodeputati del partito guidato da Matteo Salvini, Mara Bizzotto, Oscar Lancini, Mario Borghezio, Giancarlo Scottà e l'indipendente dell'Enf Marco Zanni avevano votato a favore della risoluzione che chiedeva il riconoscimento di Juan Guaidò come presidente legittimo ad interim e che invitava i Paesi Ue che non avevano ancora provveduto (tra cui l'Italia) a farlo il prima possibile. Il Movimento Cinque Stelle, invece, aveva votato contro.

Con un'altra risoluzione, approvata il 18 luglio, il Parlamento europeo chiedeva poi nuove sanzioni contro il regime di Nicolas Maduro ribadendo il pieno sostegno per il "presidente legittimo a interim Juan Guaidò". La risoluzione non vincolante, adottata con 455 voti a favore, 85 contrari e 105 astensioni, aveva visto il voto contrapposto di Lega e M5S, con il sì della Lega e l'astensione del M5S. A votare a favore della risoluzione anche Pd, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Quanto al governo, ai primi di febbraio aveva chiarito la sua posizione esprimendo appoggio "al desiderio del popolo venezuelano di giungere nei tempi più rapidi a nuove elezioni presidenziali libere e trasparenti", spiegando che andava "garantita la sicurezza dei cittadini astenendosi da ogni forma di violenza", ma senza chiedere la rimozione di Maduro, né riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim. Riconoscimento che non è arrivato neanche adesso, dopo il cambio di governo la scorsa estate.

La deputata venezuelana in Italia Mariela Magallanes : "Soldi dal regime? Non mi sorprende"

"Si tratta di un'inchiesta giornalistica, ma non ci sorprende, perché sappiamo che è una pratica del regime di Nicolas Maduro finanziare alcuni movimenti, politici, dirigenti e candidati". Mariela Magallanes, la deputata dell'opposizione venezuelana arrivata in Italia il primo dicembre scorso insieme al collega Amerigo De Grazia grazie all'impegno di Pierferdinando Casini, dopo mesi passati nella nostra ambasciata a Caracas in seguito alla revoca dell'immunità parlamentare, commenta così le rivelazioni del quotidiano spagnolo Abc su un presunto finanziamento di 3,5 milioni di euro al M5S da parte del regime chavista. Rivelazioni che sono state smentite dal governo di Caracas e dal Movimento, che minacciano querele.

"Penso che le autorità italiane dovrebbero comunque aprire un'indagine", sostiene Magallanes, parlando con l'Adnkronos e chiarendo tuttavia di "non voler entrare in una discussione di politica interna italiana". "Il nostro lavoro - sostiene la deputata di Cambio Radicale, che dal 6 marzo scorso è la rappresentante a Roma dell'Assemblea nazionale - è quello di ottenere il riconoscimento da parte del governo italiano di Juan Guaidò come presidente ad interim. Noi speriamo che ci sia consenso politico per appoggiare il nostro percorso verso la democrazia, che ha già fatto progressi importanti". Magallanes ha poi definito "terribile" la situazione attuale in Venezuela, dove, "il regime usa pandemia per controllare e perseguitare sempre di più l'opposizione e chi la sostiene e i cittadini che protestano per la mancanza di acqua, benzina e servizi essenziali". Con informazione dell'Adnkronos

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