ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 03 Luglio 2020 17:15

Cina, donne uigure sterilizzate a forza: così il comunismo di Pechino cancella un popolo

Written by  Cristin Cappelletti
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Il rapporto: per limitare le nascite tra la minoranza musulmana imposti aborti e contraccettivi. Il parlamento Ue: genocidio. L’inchiesta condotta da “AP” svela nuovi dettagli della persecuzione degli uiguri portata avanti dal partito comunista cinese.

La persecuzione degli uiguri in Cina passa anche da una campagna di sterilizzazioni. Un’inchiesta dell’Associated Press mostra come migliaia di donne nella regione autonoma dello Xinjiang siano state obbligate a interrompere la gravidanza o a usare contraccettivi come spirali intrauterine.

A partire dal 2016 Pechino ha intensificato la repressione della minoranza turcofona di religione musulmana nella regione nord occidentale dello Xinjiang, internando in campi di concentramento più di 1 milione di persone nel tentativo di eliminare l’etnia uigura. I bambini dei genitori rinchiusi nei lager cinesi sono stati portati in orfanotrofi dove vengono sottoposti a un indottrinamento forzato.

I documenti ottenuti dal ricercatore Adrian Zenz evidenziano come a partire dal 2016 il governo abbia iniziato a investire decine di milioni di dollari in un programma di chirurgia per il controllo delle nascite assieme a incentivi in denaro affinché le donne si facessero sterilizzare. E mentre i tassi di sterilizzazione sono crollati nel resto del Paese, nello Xinjiang sono aumentati di sette volte, portando in due anni a oltre 60mila operazioni.

Una pratica che appare molto più diffusa e sistematica di quanto denunciato in passato da molte donne uigure. Gulnar Omirzakh, una kazaka di origine cinese, è stata obbligata a inserire una spirale dopo aver dato alla luce il suo terzo figlio, denuncia AP. Due anni dopo la nascita, a gennaio del 2018, quattro funzionari cinesi hanno recapitato una multa di 2 mila dollari alla donna. Se non l’ avesse pagata, hanno minacciato le autorità, si sarebbe unita a suo marito e a un milione di altre minoranze etniche rinchiuse nei campi di internamento.

I tassi di natalità nella regione dello Xinjiang sono precipitate di oltre il 60% tra il 2015 e il 2018. Solo l’anno scorso il calo è stato del 24% rispetto al 4,2% a livello nazionale. “Questo tipo di calo è senza precedenti … c’è una spietatezza in esso”, ha detto Zenz. “Questo fa parte di una più ampia campagna di controllo per soggiogare gli uiguri”.

Ma il governo cinese ha etichettato le rivelazioni come delle «fabbricazioni». Mentre l’Unione europea ha definito per la prima volta le repressioni contro la minoranza uigura un genocidio. 

Siamo profondamente scioccati dalle più recenti rivelazioni sulla massiccia campagna del Partito Comunista cinese per reprimere il tasso di natalità degli Uiguri nello Xinjiang”, hanno dichiarato il presidente, Reinhard Butikofer e il primo vicepresidente, Evelyne Gebhardt della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Repubblica popolare cinese.

I rapporti sulle sterilizzazioni forzate e gli aborti, nonché le severe sanzioni contro le violazioni del controllo delle nascite sono un’atrocità senza precedenti – hanno aggiunto – e confermano ulteriormente la valutazione secondo cui potremmo assistere all’attuazione di un genocidio”. Open.online

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