ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 05 Novembre 2020 18:07

Coronavirus in Italia: 34.500 casi, 445 morti. Rapporto tamponi oltre 10%. Rezza: "Non va bene"

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824.879 casi, 40.192 morti, 312.339 guariti, 472.348 malati. Dati Protezione Civile del 5 novembre 2020. Il direttore della Prevenzione: 'Rapporto tamponi oltre 10%'. Il presidente dell'Iss Brusaferro durante la conferenza stampa sugli indicatori che hanno portato alle 3 aree di rischio: 'Percorso è condiviso con le Regioni. L'analisi del rischio non dà i voti'

Sono 34.505 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia. Da ieri sono stati registrati oltre 400 morti. "Non è un buon segnale", dice Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute. "Non banalizzerò dicendo che ci sono 5000 casi più di ieri, non è un buon segnale. Il numero dei tamponi è aumentato, sono più o meno 220mila. Se ne fanno molti, ma è altrettanto vero che abbiamo un numero di positivi elevato, superiamo abbondantemente il 10% dei tamponi. Non è un indicatore buono. E non è assolutamente una buona notizia vedere" i decessi che "si avvicinano a 500. Abbiamo altri 99 ricoveri in terapia intensiva e altri 1140 in area medica. Nei giorni scorsi la situazione sembrava quasi essersi stabilizzata, tenendo conto della variabilità quotidiana. Il dato di oggi mostra una tendenza all'aumento, la Lombardia ha quasi 9000 nuovi positivi e altre regioni sono sopra 3000. Il virus corre, bisogna frenarlo".

"L'aggiornamento sui dati di oggi non va bene , con 34.500 casi, non è un buon segnale anche perchè la percentuale di tamponi positivi supera il 10%. Anche i decessi 445, sono molti. Circa 220 mila tamponi, 99 in terapia intensiva. Nei giorni scorsi la situazione sembrava essersi stabilizzata pur tenendo conto della variabilita quotidiana ma il dato di oggi ci dice che sembra che globalmente ancora il virus corre e frenarlo è necessario". Lo ha detto il direttore Prevenzione Gianni Rezza alla conferenza stampa del ministero della Salute.

"Si lavora su indicatori come incidenza, Rt, occupaziune posti letto: se c'è un regione con apparentemente pochi casi e ha alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza . Sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza", ha affermato Rezza, sottolineando che dopo 14 giorni ci potrà essere una descalation per le regioni, cosi come se nella prossima cabina di regia ci fossero situazioni diverse, altre regioni potrebbero diventare rosse. Inoltre il sistema non è così rigido e c'e' la possibilita di fare zone rosse anche in una regione che non è rossa.

"Con la cabina di regia il dialogo e' costante e sono al suo interno rappresentate tutte le Regioni. E' una struttura tecnica che ha rappresentanti indicati dalla Conferenza delle Regioni". E' quanto ha dichiarato il direttore Prevenzione del dicastero della Salute Gianni Rezza alla conferenza stampa di oggi al ministero. "Ringrazio tutti i colleghi delle Regioni - ha aggiunto - e gli altri per la costante, serrata e quotidiana collaborazione".

L'indice di trasmissibilità Rt "in Campania è più basso rispetto a quello della Lombardia o della Calabria. Ciò significa che la trasmissione molto aumentata nelle scorse settimane si è stabilizzata anche se il numero dei casi è alto", ha detto Rezza. 

"Oggi siamo in una fase di transizione in cui ci sono delle ricrescite e bisogna intervenire per riportare la curva in una fase piu controllata". Lo ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro nella conferenza stampa al ministero della Salute per illustrare gli indicatori che hanno portato all'ordinanza di ieri del ministro Roberto Speranza relativa alle Regioni.

"Oggi siamo in una fase di transizione in cui ci sono delle ricrescite e bisogna intervenire per riportare la curva in una fase piu controllata", ha aggiunto Brusaferro. 

"L'analisi del rischio guarda il trend non è uno strumento che dà i voti e non è una valutazione" su Regione o Province ma è uno strumento "per capire dove siamo, come evolve la situazione e dove si sta andando. È un processo automatico con regole rigide molto definite", ha sspiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità.

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