ANNO XV Febbraio 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 07 Gennaio 2021 09:32

Il Congresso torna al lavoro dopo l'assalto dei manifestanti pro Trump

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Riprende la sessione plenaria del Congresso per la certificazione dell'elezione di Joe Biden, dopo l'invasione dei sostenitori di Donald Trump, che hanno sfondato le barricate della polizia e sono riusciti a entrare a Capitol Hill. Morta una donna raggiunta da colpi d'arma da fuoco al petto. Twitter blocca l'account del presidente Usa.

Il Congresso degli Stati Uniti ha ripreso la plenaria dopo l'invasione dei sostenitori di Donald Trump, che hanno sfondato le barricate e invaso le sale, mentre senatori e rappresentanti venivano portati dall'esercito in una località sicura. La certificazione dei voti del collegio elettorale a Capitol Hill per l'incoronazione di Joe Biden è stata prima interrotta per poi riprendere alle 20 ora locale (alle 2 del mattino del 7 gennaio in Italia). Negli scontri è morta una donna raggiunta da colpi d'arma da fuoco al petto. Almeno 15 dimostranti sono stati arrestati, dopo scontri con le forze dell'ordine che hanno risposto con lacrimogeni e granate stordenti al lancio di oggetti per poi sgomberare il Congresso.

Trump ha pubblicato un video-appello sui social per placare la rabbia dei manifestanti, che avevano preso d'assalto Capitol Hill dopo il suo comizio.  "Capisco il vostro dolore, so che state male, abbiamo avuto un'elezione che ci è stata rubata. Tutti lo sanno, soprattutto l'altra parte, ma ora dovete andare a casa. Serve pace. Serve legge e ordine". 

Facebook, Twitter e Youtube hanno però provveduto a rimuoverlo poche ore dopo: "L'abbiamo rimosso perché, tutto sommato, crediamo che contribuisca alla violenza in corso, piuttosto che a ridurla", ha scritto su Twitter il Vp Integrity di Facebook, Guy Rosen.

In precedenza Trump aveva già mandato diversi inviti per far cessare gli scontri con gli agenti. "Per favore, sostenete la polizia e le forze dell'ordine, sono davvero dalla parte del nostro Paese". E ancora:  "Sto chiedendo a tutti coloro a Capitol Hill di rimanere pacifici. Niente violenza!", ha scritto su Twitter, "ricordate, NOI siamo il partito della legge e dell'ordine - rispettate la Legge e i nostri grandi uomini e donne in blu". 

L'assalto al Campidoglio, ha aggiunto il tycoon in un altro tweet, è "il genere di cose che succedono quando una sacra vittoria elettorale a valanga viene strappata in modo così sgarbato e maligno da grandi patrioti che sono stati trattati male e ingiustamente per così tanto tempo". Per poi aggiungere: "Andate a casa in amore e in pace", ha aggiunto rivolto ai manifestanti, "ricordate questo giorno per sempre!".

Twitter blocca il presidente

Twitter ha bloccato per 12 ore l'account del presidente Usa, Donald Trump, dopo aver rimosso tre tweet che contenevano "ripetute e gravi violazioni" della sua politica di integrità civica. Non solo. Il social ha fatto sapere di essere pronto a bloccare in modo permanete l'account del presidente uscente degli Stati Uniti se le violazioni continueranno e che l'account rimarrà bloccato a meno che Trump non cancelli definitivamente i tre tweet ritenuti offensivi.

"Come conseguenza della situazione violenta senza precedenti e in corso a Washington, abbiamo richiesto la rimozione di tre tweet di Donald Trump postati oggi per ripetute e gravi violazioni della nostra politica di integrita' civica", ha twittato l'account Twitter Safety. "Ciò significa che l'account di Donald Trump sarà bloccato per 12 ore dopo la rimozione di questi tweet. Se i Tweet non vengono rimossi, l'account rimarrò bloccato. Le future violazioni delle regole di Twitter, incluse le nostre politiche di integrità civica o minacce violente, comporteranno la sospensione permanente dell'account di Donald Trump", si legge nella serie di tweet del Social.

Prima della pubblicazione del video sui social, Trump aveva già ricevuto diverse sollecitazioni. Il presidente eletto Joe Biden ha detto che Trump sarebbe dovuto andare in tv per placare le proteste all'interno di Capitol Hill parlando "di democrazia in pericolo".

Pence: "La violenza non vince mai"

Il vicepresidente Mike Pence ha riaperto i lavori del Congresso: "A coloro che oggi hanno provocato il caos nel nostro Campidoglio: non avete vinto. La violenza non vince mai. La libertà vince. E questa è ancora la casa del popolo".

 "Il vergognoso assalto alla democrazia di oggi - consacrato al piu' alto livello del governo - non ci deve dissuadere dalla nostra responsabilita' nei confronti della Costituzione", scrive su Twitter la speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi. "Questa notte, andremo avanti con la certificazione dell'elezione del presidente eletto Joe Biden", ha aggiunto Pelosi.

Obama: disonore e vergogna ma non sorpresa

"La storia ricorderà a ragione la violenza di oggi al Campidoglio, incitata da un presidente in carica che ha continuato a mentire senza fondamento sul risultato di un'elezione legittima, come un momento di grande disonore e vergogna per la nostra nazione. Ma ci staremmo prendendo in giro se la considerassimo una totale sorpresa", scrive in una nota l'ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

"Per due mesi un partito politico e il sistema mediatico che lo accompagnava non ha spesso voluto dire ai suoi seguaci la verità - che questa non era un'elezione particolarmente sul filo di lana e che ci sarà l'inaugurazione di Joe Biden il 20 gennaio", prosegue Obama, "questa narrazione di fantasia si e' allontanata sempre più dalla realtà ed è costruita sulla semina di anni di risentimento. Ora ne stiamo vedendo le conseguenze, avvolte in un violento crescendo". 

Anche i leader di Camera e Senato, la democratica Nancy Pelosi e il repubblicano Mitch McConnell avevano chiesto a Donald Trump di fermare le proteste, esortando i suoi sostenitori a lasciare i luoghi dove hanno fatto irruzione. La situazione a Capitol Hill è stato poi riportata alla normalità, come comunica il Sergeant-at-Arms, il massimo responsabile della sicurezza nel Congresso.

I sostenitori del presidente si sono organizzati on-line, scrive il New York Times. Il mezzo sono stati siti i social dell'estrema destra come Gab e Parler. Qui sono state scambiate le indicazioni sulle postazioni della polizia, su come raggiungere Capitol Hill evitando gli sbarramenti delle forze dell'ordine e su quali attrezzi portare per forzare porte e finestre. Sembra che almeno una decina di persone abbiano invitato a portare armi nelle sale del Congresso.

Stephanie Grisham, capo dello staff della first lady Melania Trump, si è dimessa in seguito alle violente proteste dei manifestanti pro Trump che hanno preso d'assalto il Campidoglio. Lo riferisce la Cnn. 

Arresti e allarme bomba

Almeno 13 persone sono state arrestate durante l'assedio ha detto ancora Contee, aggiungendo che diversi agenti sono rimasti feriti. "Tutte le persone arrestate venivano da fuori Washington.

"Abbiamo chiesto rinforzi e assistenza di altri agenti", ha ricordato Contee, "dalle 18 sarà in vigore un coprifuoco, chi non lo rispetta sarà soggetto ad arresto"

La sede del partito democratico a Washington, è stata evacuata dopo il ritrovamento di un pacco sospetto. Poco prima era stata trovata e fatta brillare dagli artificieri, una 'pipe bomb' nella sede repubblicana. Lo riferisce il New York Times. Entrambe le sedi sono a pochi isolati dal Campidoglio

Ai parlamentari sono state consegnate maschere antigas per l'evacuazione da Capitol Hill mentre i sostenitori di Donald Trump provavano a sfondare le porte dell'Aula dove era in corso la certificazione della vittoria di Joe Biden. Gas lacrimogeni sono stati utilizzati all'interno del Congresso contro i manifestanti

Un gruppo di rivoltosi si è accanito sulle postazioni dei giornalisti. I manifestanti hanno distrutto le telecamere e il materiale tecnico usato per la diretta della seduta del Congresso.

'Un altro partito repubblicano', il discorso di Trump

Donald Trump in serata aveva attaccato "i repubblicani deboli" in un discorso che alterna il doppio tema trumpiano dell'elezione truccata e della inaffidabilità del gruppo dirigente del Gop. Quella di Trump appare come un'accelerazione di una rottura che si sta consumando con i vertici del partito.

Secondo il presidente parte del Gop è arrendevole nei confronti dei democratici. Il tono dell'intervento di Trump è quello di uno strappo, un discorso diretto agli elettori repubblicani. Da una parte Trump e gli elettori, dall'altra il Gop dell'establishment. Trump oppone quella che chiama la linea di "America Last" tenuta dai parlamentari repubblicani al suo "America First".

"Hanno chiuso un occhio quando i democratici hanno aperto le frontiere, attaccato i militari e messo l'America per ultima", dice Trump in un crescendo di attacchi il cui esito politico non è ancora messo nero su bianco, ma emerge dalle mosse politiche del presidente, dalla presenza costante di Ivanka Trump (per molti è lei l'outsider che studia per il voto del 2024, pronta a correre nelle elezioni di medio termine del 2022), nel tono e nelle parole pronunciate sul palco durante gli interventi precedenti: "C'è un altro partito repubblicano".

In una lettera divulgata poco prima della speciale sessione del Congresso per l'incoronazione di Joe Biden alla presidenza, Mike Pence segnala di non avere "l'autorità unilaterale per decidere quali voti debbano essere contati". È stato il presidente Donald Trump a chiedere a Pence di bloccare la certificazione della vittoria di Biden.  AGI

Read 302 times

Utenti Online

Abbiamo 1045 visitatori e nessun utente online

La tua pubblicità su Agorà Magazine