ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 11 Febbraio 2021 09:55

Salvini e Berlusconi, sostegno a Draghi senza porre veti. Salvini: "Lega ha spiazzato tutti"

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Colloquio tra i leader di Lega e Forza Italia: ribadita la volontà di dare un contributo per risollevare il Paese. Giorgetti: "Perimetro deciso da Mattarella, noi dentro, chi vuol rompere si prende la responsabilità".

Lega e Forza Italia sosterranno "con senso di responsabilità e senza porre alcun veto" la nascita del governo Draghi: è quanto è stato ribadito in un lungo e cordiale colloquio tra il leader del Carroccio, Matteo Salvini, e quello forzista Silvio Berlusconi a Villa Grande, la nuova residenza romana del presidente di Forza Italia. I due leader si sono confrontati sulla situazione politica e sui contenuti delle proposte che sono state presentate al Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. "Salvini e Berlusconi - informa una nota - hanno ribadito la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto, per risollevare il Paese da una gravissima crisi sanitaria, economica e sociale".

"I sentiment che arrivano dai territori sono buoni, ora concentrati e lavorare". Matteo Salvini, dopo aver visto in mattinata Silvio Berlusconi, con cui rinsalda l'alleanza, nell'incontro di Villa Zeffirelli, puntando a una azione comune di governo in vista del prossimo esecutivo Draghi, passa il resto della giornata a spiegare ai suoi la linea. Nessun problema con Berlusconi, tanto più che ora siamo sulla stessa barca, è il senso di quanto riporterà ai suoi parlamentari.

Per il leader della Lega "la risposta della gente alla nostra proposta è stata anche migliore di quella che speravo". "La situazione non è ancora definita - ha avvertito Salvini - . Perché la mossa della Lega ha spiazzato tutti". "Facciamo attenzione - avrebbe detto ai suoi parlamentari - perché provocano, con l'obiettivo di far saltare tutto".

Per Giorgetti bisogna partire dall'appello di Mattarella "che è ben chiaro, il presidente ha invitato tutti a partecipare". Per il vicesegretario quindi "il perimetro della maggioranza lo ha già dato il capo dello Stato, noi siamo dentro, gli altri si prendessero la responsabilità di rompere, se ne hanno il coraggio".

Ai senatori, che riunisce via zoom, Salvini assicura che "la gente, i nostri, hanno capito la scelta di andare al governo". Poi ribadisce che Draghi gli ha fatto "davvero una buona impressione". "Noi - avrebbe sottolineato - siamo pronti, anche se potrebbe passare altro tempo, il premier incaricato potrebbe aver bisogno di fare un altro giro di consultazioni".

L'invito, che poi estenderà anche ai deputati, incontrati in presenza nell'Aula Salvadori di Montecitorio, è più volte quello di "mantenere un profilo basso, non rispondere alle provocazioni".

Tra chi interviene - una decina sui 63 senatori leghisti di Palazzo Madama - si conferma la fiducia nel leader, condividendo "la linea intrapresa". Nel frattempo arriva la notizia che i Cinque Stelle si affideranno a Rousseau, come gli dice qualcuno collegato via zoom, e il capo scuote la testa: "Vediamo che succede".

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