ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 27 Settembre 2021 18:01

Giorgetti vede bene Draghi al Quirinale. Per Salvini è prematuro parlarne

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Il leader della Lega:"ora "le priorità sono il lavoro e il taglio delle tasse". Il titolare del Mise: vorrei che il premier "rimanesse lì per tutta la vita” ma “non può” perché “appena arriveranno delle scelte politicamente sensibili la coalizione si spaccherà".

Delle elezioni del presidente della Repubblica "io riparlerò a febbraio. A settembre mi sembra prematuro cercare di tirare per la giacchetta Mattarella, Draghi e chiunque altro". Il leader della Lega, Matteo Salvini, mette così la parola fine a qualsiasi gossip sulla possibile successione di Sergio Mattarella al Colle.

Ma se il Capitano 'frena'  sul dibattito, nella Lega è il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti a disegnare un possibile scenario con Mario Draghi in veste di capo dello Stato . 

Ora, dice Salvini, "le priorità sono il lavoro e il taglio delle tasse" mentre "Il voto in Germania deve essere di insegnamento anche per il centrodestra italiano. In Germania - ha ha preso una batosta storica. Il centrodestra italiano dovrebbe imparare che uniti si vince, soprattutto in Europa. Quindi ripropongo ai nostri alleati di unirsi a Bruxelles, perché adesso siamo divisi in tre gruppi diversi e contiamo di meno. Ed è l'Italia che così conta di meno. Io sono pronto anche domani. Spero che anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni lo siano".

Nel frattempo, Giorgetti ribadisce che  c'è “una sola" Lega, "fatevene una ragione”. E "al massimo sensibilità diverse”, ma ha anche un chiodo fisso: “Draghi”, perchéla vera discriminante politica per i prossimi sette anni è che cosa fa Draghi. Va al Quirinale? Va avanti col governo? E se va avanti con chi lo fa?”, si interroga il ministro, il quale se fosse per luiVorrei che rimanesse lì per tutta la vita” ma “il punto è che non può” perché “appena arriveranno delle scelte politicamente sensibili la coalizione si spaccherà.

A gennaio mancherà un anno alle elezioni e Draghi non può sopportare "un anno di campagna elettorale permanente”  anche perché “da gennaio la musica sarà diversa. I partiti smetteranno di coprirlo e si concentreranno sugli elettori”. La conclusione, per Giorgetti, è che “l'interesse del Paese è che Draghi vada subito al Quirinale, che si facciano subito le elezioni e che governi chi le vince e “Draghi diventerebbe De Gaulle”, “questo è l'interesse del Paese”.

Scenario B: Draghi resta al suo posto. Mattarella che fa? “Mattarella resta solo se tutti i partiti lo votano. E la Meloni ha già detto che non lo voterà”, ribatte Giorgetti, ma Salvini lo voterebbe? “Penso di no”, per cui il bis si fa “complicato”. AGI

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