ANNO XVI Agosto 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 14 Gennaio 2022 17:03

Franco Frattini sarà il nuovo presidente del Consiglio di Stato

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Voto unanime. L'attuale presidente di Palazzo Spada, Filippo Patroni Griffi, resterà in carica fino al suo giuramento come giudice costituzionale, che dovrebbe avvenire a fine gennaio.

Il plenum del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa - l'organo di governo autonomo della magistratura amministrativa - ha designato all'unanimità il presidente aggiunto Franco Frattini a presidente del Consiglio di Stato.

La nomina di Frattini sarà formalizzata con una delibera del Consiglio dei ministri e un decreto del Presidente della Repubblica. L'attuale presidente di Palazzo Spada Filippo Patroni Griffi resterà in carica fino al suo giuramento come giudice costituzionale, che dovrebbe avvenire a fine gennaio quando Giancarlo Coraggio, presidente della Consulta, concluderà il suo mandato alla Corte.

Franco Frattini (Roma14 marzo1957) è un politico e magistratoitaliano, due volte ministro degli esteri nei Governi Berlusconi, oltre che ex Commissario europeo. Dal 2022 è Presidente del Consiglio di Stato e dal 2012 Presidente della SIOI.

Frattini ha frequentato il liceo classico "Giulio Cesare" di Roma e si è laureato alla facoltà di giurisprudenza nel 1979 presso l'Università "La Sapienza".

Dal 1984 è stato avvocato dello Stato, quindi magistrato del TARPiemonte. Nel 1986 è stato nominato consigliere di Stato e consigliere giuridico del Ministero del Tesoro.

Secondo Riccardo Barenghi, già direttore de il manifesto, Frattini avrebbe incominciato la sua attività politica, fra gli anni settanta e ottanta, collaborando con il gruppo comunistaextraparlamentare che faceva capo al giornale. Tale ricostruzione, tuttavia, è stata successivamente smentita dallo stesso quotidiano.

Frattini è stato segretario della Federazione Giovanile Socialista Italiana (FGSI) e membro del Partito Socialista Italiano.

Nel 1990 e 1991 ha lavorato come consigliere giuridico del vicepresidente del ConsiglioClaudio Martelli nel sesto governo Andreotti.

Nel 1994 è nominato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Berlusconi. Con la fine del primo governo Berlusconi e la nascita del successivo governo Dini, viene nominato ministro per la funzione pubblica e per gli affari regionali.

Deputato di Forza Italia

Nel 1996 si candida alle elezioni politiche con il Polo per le Libertà, nella lista di Forza Italia. Viene eletto al collegio di Bolzano-Laives.

Dal 1996 al 2001 è presidente del comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti (COPACO) eletto con voto unanime di maggioranza e opposizione[senza fonte].

Dal novembre 1997 all'agosto 2000 è stato consigliere comunale a Roma.

Tra il 1999 e il 2011 lavora al CONI alla nuova stesura della Carta federale dell'economia italiana sport agenzia, insieme al prof. Andrea Manzella e al prof. Lamberto Cardia.

Nel 2001 Frattini si era candidato alla Camera nel collegio di Bolzano: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 42,0% dei voti e venne sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Gianclaudio Bressa. Venne ripescato nel collegio proporzionale del Veneto 2, restando deputato dal maggio 2001 al novembre 2004.

Dal 2001 prende parte al governo Berlusconi II in qualità di ministro per la funzione pubblica.

Ministro degli affari esteri e partecipazione italiana alla Guerra in Iraq

Nel novembre 2002, dopo un interim di dieci mesi a seguito dei disaccordi tra Berlusconi e Renato Ruggiero, succede a quest'ultimo — per decisione del premier — nel ruolo di ministro degli affari esteri.

Durante la sua tenuta ministeriale, l'Italia appoggia l'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti guidati da George W. Bush, definendolo "intervento legittimo", pur in mancanza di mandato ONU. L'Italia non prese parte militarmente all'invasione dell'Iraq, ma fornì appoggio politico e logistico all'operazione, tanto da essere inserita dalla Casa Bianca nella lista dei membri della Coalition of the willing.

Frattini ha in seguito autorizzato l'invio di un contingente militare e di polizia durante l'occupazione militare statunitense dell'Iraq, in quello da lui definito un "intervento di emergenza umanitaria". Un contingente italiano di circa 3 200 uomini venne inviato in Iraq poco tempo dopo la fine ufficiale delle operazioni militari su larga scala (annuncio di Bush del 1º maggio 2003). Il 15 luglio 2003 incominciò la missione italiana denominata «Antica Babilonia» alle dipendenze delle forze britanniche nel sud del Paese nella regione di Dhi Qar. L'invio dei militari fu deciso dal voto unanime della maggioranza di governo di Silvio Berlusconi, cui si unirono i parlamentari dell'UDEUR, in contrasto col resto del centro-sinistra. L'Esercito e i Carabinieri i militari italiani furono schierati nel sud sciita con sede nella città di Nāṣiriyya, dove l'italiana Barbara Contini fu posta dalla CPA a capo dell'amministrazione civile incaricata della ricostruzione. Ciò non evitò che il 12 novembre 2003 i soldati italiani fossero oggetto di un attacco suicida a Nassiriya, nel quale 19 dei 23 morti furono italiani, militari e civili. Altri scontri nel settore italiano si verificarono nel corso dei combattimenti fra i miliziani sciiti dell'Esercito del Mahdī e le truppe della coalizione (primavera-estate 2004), inclusa la battaglia dei ponti del 6 aprile 2004 a Nassiriya, in cui i bersaglieri italiani fecero una quindicina di morti.

Sempre durante la presenza militare italiana nel sud dell'Iraq, incominciò una lunga serie di rapimenti di stranieri incusi otto italiani, di cui due furono assassinati: la guardia di sicurezza privata Fabrizio Quattrocchi e il giornalista Enzo Baldoni, oltre all'agente del SISMI Nicola Calipari, ucciso da soldati statunitensi durante la liberazione di Giuliana Sgrena. Resta non chiaro se l'Italia pagò un riscatto per il rilascio degli altri sei ostaggi. L'uccisione di Quattrocchi viene comunicata in diretta TV a Porta a Porta, dove Frattini è ospite in studio, cosa che ha sollevato critiche verso Frattini per la mancanza di tatto nell'informare preventivamente la famiglia della vittima Frattini è stato in seguito criticato per aver definito Quattrocchi "morto da coraggioso, direi da eroe".

Nell'autunno 2004 Frattini deve lasciare l'incarico alla Farnesina, che passa a Gianfranco Fini a seguito di un rimpasto di governo dovuto alla crisi di maggioranza del 2004 e al varo dell'esecutivo Berlusconi III. La partecipazione italiana all'occupazione post-bellica dell'Iraq rimase impopolare presso l'opinione pubblica italiana. All'inizio del 2006 il Governo Berlusconi III annuncia l'intenzione di ritirare dall'Iraq il contingente italiano entro il mese di novembre, calendario sostanzialmente rispettato dal successivo Governo Prodi II.

Legge Frattini sul conflitto d'interessi

Frattini è inoltre autore nella stessa legislatura della cosiddetta legge Frattini, ossia la Legge n. 215/2004, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi", approvata dal Parlamento il 13 luglio 2004. Tale legge riceveva in seguito le dure critiche della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa sulla sua compatibilità con gli standard internazionali in materia di libertà di espressione e pluralismo dei mezzi di comunicazione.

Commissario europeo alla Giustizia, Libertà e Sicurezza

Nel novembre 2004 Frattini subentra a Rocco Buttiglione come candidato Commissario europeo per l'Italia alla Commissione Barroso I. La candidatura di Buttiglione era stata bocciata dal Parlamento Europeo. La nomina di Frattini a Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza sollevò le perplessità dalla liberaldemocratica britannica Sarah Ludford, dovute ad accuse di appartenenza alla massoneria, sollevate da Buttiglione stesso verso Frattini e da questi smentite. Frattini acquisisce inoltre uno dei cinque posti da vicepresidente della Commissione europea.

Durante il suo termine come commissario europeo, Frattini è stato anche delegato dal Presidente del Consiglio al coordinamento degli interventi del governo per lo svolgimento delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Nella dichiarazione dei redditi 2007 il suo imponibile italiano è risultato zero giacché il suo reddito di Commissario europeo era tassato a Bruxelles.

Nel febbraio 2006, durante la controversia sulle caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten, Frattini ha difeso la libertà di parola dei media, pur esprimendo disaccordo sul contenuto delle vignette.

A novembre 2006, Frattini si è spinto a chiedere controlli più severi sui videogiochi violenti al fine di proteggere l'infanzia. Nel 2007 Frattini ha chiesto il divieto del videogioco horror Rule of Rose, criticando il metodo di classificazione europeo PEGI di rating dei videogiochi per sedicenni e più. Rapporti su GameSpot hanno dimostrato che stava cercando un divieto a livello europeo sui videogiochi violenti. Il 6 febbraio 2007 ("Safer Internet Day 2007") Frattini ha ricordato la necessità di proteggere i diritti dei bambini, evitando che questi possano avere accesso a materiale razzista, crudele o violento.

Nell'aprile 2007 ha chiesto che venissero conferiti maggiori poteri a Eurojust, incluso il potere di avviare procedimenti giudiziari presso un procuratore europeo.

Dopo l'attentato all'aeroporto internazionale di Glasgow del 2007, ha criticato la gestione dell'Islam da parte degli stati membri e ha chiesto un "Islam europeo".

Intervistato da Reuters, Frattini ha affermato di voler promuovere il monitoraggio online e la censura di "parole pericolose" come "bomba, uccisioni, genocidio o terrorismo".Come commissario europeo Frattini si è fatto inoltre promotore d'un accordo “di facilitazione dei visti tra Comunità Europea e Federazione Russa” (2007/340/CE: Decisione del Consiglio, del 19 aprile 2007), che ha tuttavia provocato l'espulsione di innumerevoli cittadini europei domiciliati da lungo tempo in Russia sulla base di visti annuali, che per via dell'introduzione da parte dell'accordo d'un limite di permanenza sul territorio di massimo 90 giorni su 180 si videro costretti ad abbandonare il Paese, non potendo più risiedere in loco sulla base di visti annuali illimitati come invece avveniva in passato. L'articolo 5 della legge della Federazione Russa 25/7/2002 n.115, prevede infatti il limite di 90 giorni di permanenza solo a chi non è soggetto al regime di visti, ma l'accordo stilato da Frattini estende tale limite a tutti i cittadini dell'Unione.

Nel 2008 Frattini ha preso l'aspettativa dall'incarico di commissario europeo per candidarsi alle elezioni italiane, restando poi in aspettativa fino alla formazione del nuovo governo Berlusconi IV in modo da evitare che la nomina del suo successore a Bruxelles potesse essere definita dal dimissionario governo Prodi. Formato il nuovo governo ha dato formalmente le dimissioni da commissario, risultando in tal modo il secondo commissario europeo di nazionalità italiana a fare questa scelta di "priorità nazionale" sugli incarichi europei dopo Franco Maria Malfatti, Presidente della Commissione dimissionario nel 1972. Il ruolo di commissario europeo per l'Italia è stato quindi assegnato ad Antonio Tajani, con delega ai Trasporti anziché alla giustizia.

Deputato del PdL e ritorno alla Farnesina

Alle politiche del 2008 Frattini è stato candidato del Popolo della Libertà nel collegio del Friuli-Venezia Giulia ed eletto alla Camera dei deputati.

Dal 2008 al 2011 Frattini è tornato Ministro degli affari esteri nel Governo Berlusconi IV, come già tra 2002 e 2004.

Nell'ottobre 2009 gli è stato conferito presso la Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Dal settembre 2009 Frattini è presidente di sezione del Consiglio di Stato, e nel 2012 è assegnato come presidente alla Sezione consultiva per gli Atti normativi.

Nel 2011 è stato per breve tempo presidente della Fondazione Alcide De Gasperi e dal 2011 è presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI), ente internazionalistico sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri. Frattini è il primo politico a ricoprire nella SIOI l'incarico di presidente, finora riservato a diplomatici e accademici di altissimo livello.

Nel dicembre 2012 Frattini lascia Il Popolo della Libertà, definendo poi "estremista" la leadership della nuova Forza Italia.

Alle successive elezioni politiche italiane del 2013, Frattini sostiene l'"Agenda Monti" e Scelta Civica.

Attività successive

Nel 2013 è stato candidato alla successione ad Anders Fogh Rasmussen nella carica di segretario generale della NATO, ma gli è stato preferito il norvegese Jens Stoltenberg.

Dal 2013 Frattini è consulente del governo serbo di Aleksandar Vučić per l'integrazione europea della Serbia, succedendo a Dominique Strauss-Kahn e Alfred Gusenbauer.

Dal 2014 Frattini è componente dell'Alta corte di giustizia sportiva del CONI, organo giurisdizionale di ultima istanza dell'ordinamento sportivo italiano. Esercitò la proprio funzione di giudice per il caso Parma decretando nel maggio 2014 che la squadra di calcio emiliana non avrebbe potuto disputare l'Europa League.

Nel 2018, in occasione della presidenza italiana dell'OSCE, il ministro degli esteri Angelino Alfano nomina Frattini come “Rappresentante speciale della presidenza OSCE per il processo di risoluzione del conflitto in Transnistria”. Tra le sue credenziali, Frattini ha affermato: "Ho ottime relazioni con le autorità russe, che hanno indubbiamente svolto un ruolo fondamentale nella risoluzione [del conflitto] in Transnistria", oltre a ricordare il proprio ruolo nell'avviare il processo di liberalizzazione dei visti Schengen per la Moldavia.

Frattini è docente straordinario presso la Link Campus University e docente onorario all'Accademia diplomatica del Ministero degli esteri della Federazione Russa.

Il 21 aprile 2021, Frattini viene nominato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi Presidente Aggiunto del Consiglio di Stato, succede a Filippo Patroni Griffi, eletto Giudice della Corte costituzionale.

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