ANNO XVII Gennaio 2023.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 05 Settembre 2022 10:51

Il Cile preferisce la costituzione di Pinochet

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Referendum Cile, i cittadini cileni votano per approvare o rifiutare la nuova bozza di costituzione, Santiago, Cile Referendum Cile, i cittadini cileni votano per approvare o rifiutare la nuova bozza di costituzione, Santiago, Cile

No da oltre il 60% dei cittadini alla riforma della costituzione voluta dal presidente Boric e dalla sinistra. Resta quella imposta da Pinochet nel 1980. 

I cileni dicono no alla riforma della Costituzione voluta dal presidente Gabriel Boric e dalla maggioranza di centrosinistra che lo sostiene ed hanno avuto origine nelle rivolte sociali iniziate nel 2019, figlia delle quali è anche l'elezione dello stesso Boric nel marzo scorso. La sconfitta di Boric è impressionante, oltre il 60% degli elettori ha preferito mantenere la vecchia Costituzione, che data 1980 e fu imposta dall'allora dittatore Augusto Pinochet.

A suscitare contestazioni è stata soprattutto la 'questione indigena'. I nativi rappresentano il 13 per cento dei 19 milioni di cileni e il Cile, insieme all'Uruguay, è l'unico Paese del Sud America a non menzionarli nella Costituzione. Il progetto di riforma, ora abortito, riservava agli indigeni 17 seggi su 155 e riconosceva loro nuovi diritti a cominciare dalla definizione del Cile come uno Stato 'plurinazionale'. Un altro dei punti più spinosi era il riconoscimento di un sistema di giustizia indigeno parallelo a quello nazionale.

Un ultimo tratto distintivo è la questione della parità di genere, tema caro alla prima Costituente composta in ugual numero da donne e da uomini. Questa, a cui sono dedicati 35 articoli, è assicurata in ogni ambito. Accanto ad aspetti innovativi come la definizione di "democrazia solidale" e di "diritto alla cura" e il "diritto all'aborto".

Sebbene la Costituzione del 1980 sia stata sottoposta a diverse riforme da quando è stata adottata, conserva lo stigma di essere stata introdotta durante una dittatura. Lo scrutinio di domenica è stato il terzo in soli due anni in cui i cileni hanno votato sul referendum, avendo già scelto di riscrivere la Costituzione e poi eletto i rappresentanti per farlo.

I sostenitori della nuova costituzione affermano che essa stimolerà i cambiamenti in un Paese segnato da tensioni sociali ed etniche, una società fortemente classista nel quale l'estrema libertà di impresa si è tradotta in devastazioni ambientali e una altissima percentuale di poveri ed emarginati.

Il presidente cileno Gabriel Boric ha convocato i leader di tutti i partiti politici, sia di governo che di opposizione, a una riunione nel Palazzo della Moneda per "creare uno spazio di dialogo trasversale" a prescindere dal fatto che sia stato il no a prevalere nel referendum costituzionale appena concluso.

La riscrittura della Costituzione non dovrebbe però interrompersi. Lo stesso presidente Boric ha ribadito che comunque verrà rispettata la volontà del 82% dei cileni che nel 2020 votarono per cambiare la Costituzione. Se questo testo non è stato approvato, se ne dovrà scrivere un altro. Rai News

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