ANNO XVII Gennaio 2023.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 27 Ottobre 2022 09:48

Il governo incassa la fiducia al Senato: 115 sì e 79 no 

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Dopo il sì a Montecitorio, il programma del nuovo esecutivo ha passato il vaglio di Palazzo Madama. Meloni alle opposizioni: giudicate l'esecutivo dal merito, senza pregiudizi. 

Palazzo Madama si prepara ad accogliere Giorgia Meloni per il 'secondo tempo' del voto di fiducia sul governo. Ieri la Camera dei deputati ha dato il suo via libera all'esecutivo con 235 voti a favore, 154 no e 5 astenuti. "Sarò in Senato per un altro importante tassello. La rotta è tracciata: andiamo avanti", è stato il commento della presidente del Consiglio affidato ai social network subito dopo il voto di Montecitorio.

È alla 'Camera alta' che si concentrano molti dei 'big' dei partiti politici, di maggioranza e opposizione, primi fra tutti Silvio Berlusconi a Matteo Renzi. Per il Cavaliere, "Meloni, nel suo assai pregevole intervento programmatico, ha individuato le priorità del Paese, ha tracciato una rotta chiara, nel solco del lavoro fatto fino ad oggi dal centrodestra", scrive in una nota il presidente di Forza Italia poco dopo il voto della Camera.

Il discorso di Berlusconi è atteso dopo le 17,30, ma i riflettori saranno puntati anche su Matteo Renzi, la cui linea 'morbida' sul governo alimenta sospetti sia tra i dem che tra i 5 stelle. Il leader di Italia Viva ha annunciato che interverrà alle 17, 30 e trasmetterà il suo discorso in diretta sui suoi profili social.

Meloni, manterremo gli impegni. Subito al lavoro

"Anche il Senato ha votato la fiducia al governo. Abbiamo presentato in campagna elettorale un programma chiaro e dettagliato. Manterremo gli impegni: il vincolo tra rappresentante e rappresentato è l’essenza della democrazia. Subito al lavoro per rispondere alle urgenze dell’Italia". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, su Twitter. 

Meloni lascia Senato, applausi da sostenitori in strada

Applausi per Giorgia Meloni all'uscita del Senato. Dopo aver ottenuto la fiducia del Senato, la presidente del Consiglio è stata salutata calorosamente da un gruppo di cittadini assiepati in corso Rinascimento, davanti al portone di Palazzo Madama. "Grazie presidente", ha gridato qualcuno.

Tajani, saremo all'altezza del compito affidato dagli italiani

"Il governo ha ottenuto la fiducia del Parlamento. Vincere le elezioni è una cosa. Saper governare è un'altra. Dimostreremo di essere all'altezza del compito che gli italiani ci hanno affidato". Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Meloni, soddisfatta fiducia? Ovviamente

E' soddisfatta per i voti di fiducia al Senato? "Ovviamente". Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lasciando palazzo Madama. 


Malpezzi, no alla fiducia, grave non aver citato la Resistenza

"Alla Camera lei non ha citato la Resistenza, ha citato il Risogimento, che è una pagina gloriosa. Ma la Resistenza è la sorgente ideale e valoriale della nostra Costituzione e della nostra Repubblica, è un grave errore non averla citata". Così Simona Malpezzi, senatrice del Pd, durante le dichiarazioni di voto a palazzo Madama, si è rivolta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
    Malpezzi ha confermato il voto contrario dei dem e ha contestato le parole di Meloni sull'aumento del tetto del contante dicendo che "ci sono studi della Banca d'Italia che dimostrano la correlazione tra l'aumento del tetto all'uso del contante e l'evasione". "Se fosse stato per voi il Pnrr non sarebbe mai stato approvato", ha aggiunto,  anche sul ricorso all'articolo 21 del Next Generatio Eu citato da Meloni, Malpezzi ha aggiunto che il ricorso a quella norma "significa perdere da tre a sei mesi di tempo e dunque ritardare l'arrivo dei fondi, cosa che non ci possiamo permettere". "Nel suo discorso è assente la cultura, la transizione ecologica e quella digitale. Non ci ha detto come intende combattere la disuguaglianza, nè ha parlato al mondo del lavoro dei precari. Anche per questo - ha concluso - voteremo no ma le auguriamo buon lavoro".

Rauti, ora ridurre distanza tra popolo e politica

"Emozione, orgoglio e senso di responsabilità per la nascita del governo Meloni". Isabella Rauti lo dice nell'Aula del Senato durante le dichirazioni di voto sulla fiducia al governo. Giorgia Meloni, ha aggiunto, "rappresenta una maggioranza nata nelle urne, scelta dal popolo e con un forte mandato dopo anni di commissariamento. Sono certa che il governo vorrà difendere anche gli italiani che non hanno votato per la coalizione di centrodestra e chi ha scelto di non votare. Dobbiamo ridurre la distanza tra popolo e politica, tra cittadini e istituzioni", ha insistito. Per Rauti, la sinistra ha perso anche "per una propaganda sbagliata e faziosa che anche oggi abbiamo dovuto sentire in Aula". "Da noi vale il merito", ha affermato ancora, e Giorgia Meloni "si è affermata perché è stata la più brava, non brava come un uomo ma brava come una donna".

Berlusconi, auguri a Meloni per prossimi 5 anni lavoro

"Al presidente del Consiglio e al governo i miei e i nostri più convinti e affettuosi auguri per tutti i prossimi cinque anni di lavoro". Così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato.

Berlusconi, con invasione Kiev tornati a pre-Pratica mare

"Il mio progetto, le speranze di molti, erano allora quelle di recuperare la Russia all’Europa. Questo progettavamo per poter affrontare insieme con un Occidente rafforzato dall’apporto della Russia alla grande sfida sistemica del 21° secolo, quella del pericoloso espansionismo cinese". Così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato. "Purtroppo l’invasione dell’Ucraina ha vanificato questo nostro disegno, perché siamo tornati a prima del 2002, con la Russia isolata dall’Europa e con l’Europa e l’Occidente uniti contro la Russia", ha sostenuto. "E noi, naturalmente, in questa situazione non possiamo che essere con l’Occidente, nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l’Ucraina". 

Berlusconi, ora riforma non contro pm ma per l'equità

"Anche la riforma della giustizia è una priorità irrinunciabile, per una questione non solo di durata ragionevole dei processi ma soprattutto per una questione di civiltà e di libertà. Una riforma davvero garantista, non contro la magistratura ma per il diritto, per l’equità, per la libertà". Così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato. "Nelle nostre decisioni dobbiamo poi mettere al centro di tutto la persona, portatrice per sua natura di diritti che non sono concessi dallo Stato, ma che lo Stato ha il dovere di garantire e di tutelare. Siamo quindi per la tutela della vita, dal concepimento alla morte naturale, siamo per il sostegno alla natalità, siamo per la difesa e la valorizzazione della famiglia e della sua funzione sociale irrinunciabile", ha continuato.
"Sono tutti temi sui quali il nostro governo, ne sono certo, saprà intervenire con coraggio, e con senso di responsabilità".

Berlusconi chiama Meloni 'signor presidente', gioisce per nipote

Per tutto il suo intervento, in fase di dichiarazione di voto al Senato, Silvio Berlusconi si è rivolto a Giorgia Meloni chiamandola 'signor presidente del Consiglio'. La solennità dell'occasione ha quindi marcato una differenza, anche semantica, rispetto ai rilievi mossi di recente alla "signora Meloni" per come sia stata "penalizzata" Forza Italia in fase di formazione del governo. 
In incipit di intervento il Cavaliere poi ha tenuto a dare anche un annuncio personale. "Sono felice di essere qui e sono felice anche perché tre ore fa è nato il mio diciassettesimo nipotino: evviva!", ha festeggiato la nascita del figlio di Luigi e della moglie Federica.

Berlusconi, FI liberale, garantista, europeista e atlantica

"Signor presidente del Consiglio, Forza Italia lavorerà al suo fianco con impegno e con lealtà, per realizzare il programma sul quale abbiamo avuto la fiducia degli italiani. Lo faremo da liberali, da cristiani, da garantisti, lo faremo da europeisti e da atlantici". Così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato.

Berlusconi, oggi Meloni premier per il centrodestra da me fondato

La coalizione al governo è quella "a cui ho dato vita 28 anni fa e che da allora ad oggi ha scritto pagine fondamentali nella storia della Repubblica realizzando una democrazia compiuta, una democrazia di tipo europeo, basata sull’alternanza fra due poli legittimati dal voto degli italiani". Così Silvio Berlusconi nel suo intervento al Senato.
"Se oggi per la prima volta alla guida del governo del Paese, per decisione degli elettori, c’è una esponente che viene dalla storia della destra italiana, questo è possibile perché 28 anni fa è nata una coalizione plurale, nella quale la destra e il centro insieme hanno saputo esprimere un progetto democratico di governo per la nazione", ha aggiunto.

Standing ovation del centrodestra per Berlusconi, anche Meloni

Standing ovation e lungo applauso di tutti i senatori del centrodestra per l'intervento di Silvio Berlusconi nell'Aula del Senato, in dichiarazione di voto sulla fiducia al governo. Al termine dell'intervento del leader di Forza Italia, i senatori del centrodestra si sono tutti alzati in piedi per applaudirlo. In piedi anche i ministri, a partire dai due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Si alza in piedi e applaude anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Renzi, critiche Pd a merito? Malpezzi era pasdaran...

"Lo dico agli amici del Pd: non riesco a capire come sia possibile che il primo argomento di discussione sia attaccare la maggioranza per il merito, per il nome dato a un ministero. Lo dico alla capogruppo Simona Malpezzi, che era una pasdaran del fatto che bisognasse inserire il merito nella 'buona scuola'". Così Matteo Renzi, in aula a Palazzo Madama per le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo. 

Renzi, criticare Meloni su donne è masochismo

Il Pd ha contestato la premier sulla rappresentanza femminile. E' una donna che ha vinto delle battaglie. Tutto si può dire alla presidente Meloni, tutto, ma alla trentunesima presidente del Consiglio dopo 30 maschietti tutto puoi dire, ma andarla ad attaccare sulla rappresentanza femminile non è opposizione, è masochismo...". Lo ha detto il leader Iv, Matteo Renzi, in aula a Palazzo Madama per le dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo.

Renzi, sulla sfida per l'elezione diretta del premier ci siamo

Se la maggioranza vorrà sfidarci sull'elezione diretta del presidente del Consiglio, quello che noi abbiamo chiamato il 'sindaco d'Italia', noi ci saremo”. Lo ha detto il leader Iv, Matteo Renzi, nell'Aula del Senato per la dichiarazioni di voto sulla fiducia al governo.

Renzi parla, Meloni segue sorridendo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito con attenzione l'intervento del leader di Iv Matteo Renzi, sottolineando con diversi sorrisi i passaggi più corrosivi e le battute dell'ex-premier, come ad esempio quello in cui ha ironizzato sulle critiche nei confronti della premier da parte del Pd.

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