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Martedì, 15 Agosto 2023 10:34

Tredici capi d'accusa per Trump

Written by  Massimo Basile
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 Donald Trump Donald Trump

Per il tycoon è la quarta volta che viene incriminato. Con lui altre 18 persone, tra cui avvocati e consiglieri dell'ex presidente, accusate a vario titolo di aver complottato per sovvertire il risultato elettorale delle presidenziali del 2020. La replica del tycoon: "Accuse manipolate". 

Donald Trump e altre diciotto persone, tra cui avvocati e consiglieri dell'ex presidente, sono stati incriminati dal gran giuri' del tribunale di Fulton County, Atlanta, Georgia. I diciannove imputati sono accusati, a vario titolo, di aver complottato per sovvertire il risultato elettorale delle presidenziali del 2020 in Georgia, vinte a sorpresa e per poche migliaia di voti, da Joe Biden. A Trump sono stati contestati tredici capi d'accusa, tra cui l'aver tentato di raccogliere illegalmente i voti, dichiarazioni false e l'aver complottato per trovare falsi elettori per ribaltare il verdetto delle urne. In tutto sono 41 e riguardano diciannove persone, tra cui l'avvocato del tycoon, Rudy Giuliani, che era già stato incriminato dai procuratori federali di Washington, e il capo dello staff Mark Meadows, che invece non figura nell'inchiesta condotta dal team guidato dal super procuratore Jack Smith.

Le incriminazioni di Donald Trump, Rudy Giuliani, Mark Meadows e delle altre sedici persone rientrano nel quadro delle violazioni della cosiddetta Rico Law. Rico è l'acronimo di Racketeering Influenced and Corrupt Organization Act. All'inizio questa legge era stata pensata in Georgia per smantellare le organizzazioni criminali ma negli anni e' diventata uno strumento per colpire i sistemi di corruzione dei colletti bianchi. La particolarità di questa legge sta nel fatto che l'accusa non è tenuta a dimostrare che il capo dell'organizzazione ha partecipato direttamente alla corruzione se ne ha beneficiato. È sufficiente che tra il capo e le altre persone dell'organizzazione ci sia un interesse comune perché tutti vengano ritenuti responsabili. Questa formula permette all'accusa di abbassare notevolmente l'asticella. Secondo gli esperti legali, il Rico Act rappresenta una "miniera d'oro per i procuratori" e un "incubo" per gli avvocati degli imputati. Questo significa che per provare la colpevolezza di Trump non sarà necessaria avere la cosiddetta "pistola fumante".

Basterà provare che tutta l'organizzazione puntava a un unico obiettivo e individuare una serie di episodi che implicano il tentativo di rastrellare voti in un arco massimo di quattro anni. Nel caso di Trump gli episodi oggetto dell'inchiesta sono racchiusi in pochi mesi. Tra questi c'è la famosa telefonata fatta dal tycoon al segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, a cui era stato chiesto di "trovare" i voti necessari per ribaltare il verdetto elettorale e assegnare la vittoria a Trump. Tutte le altre azioni messe in atto dagli altri diciotto imputati risponderebbero allo stesso obiettivo. Nell'atto di incriminazione la procuratrice di Fulton County, Fani Willis, parla di "cospirazione criminale per cercare di sovvertire il risultato delle elezioni". AGI

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