ANNO XVIII Aprile 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 11 Ottobre 2023 08:39

Duecento italiani rimpatriati da Israele. "Tanta paura ma ci siamo sentiti sicuri"

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Sono due i voli atterrati oggi per riportare in Italia i connazionali che hanno deciso di lasciare Israele. 

Atterrato all'aeroporto militare di Pratica di Mare il secondo volo con a bordo gli italiani rimpatriati da Israele. Si tratta di un Boeing KC 767 dell'Aeronautica Militare partito dall'aeroporto David Ben Gurion di Tel Aviv e attivato dalla Farnesina. 

4 i voli militari per il rientro

Sono quattro i voli predisposti dall'Areonatica militare per il rientro degli italiani. L'arrivo di altri due aerei con a bordo i nostri connazionali è in previsto tra questa sera e domani mattina. 

"Tanta paura ma ci siamo sentiti sicuri"

"A Gerusalemme Est, eravamo in tour all'interno di un convento, ci siamo rivolti agli addetti dell'unità di crisi che sono stati veramente eccezionali. Ora stiamo rientrando a Milano". Lo racconta uno degli italiani rimpatriati questa mattina da Tel Aviv a Pratica di Mare con un volo dell'Aeronautica Militare e il supporto della Farnesina. Tra le 200 persone già giunte in Italia la maggior parte era in Israele in vacanza ma ci sono anche diversi volontari.

"Eravamo a Tel Aviv per una vacanza che andava avanti da una settimana - racconta una coppia originaria dei Castelli Romani insieme alla figlia di appena 4 anni -, abbiamo sentito gli allarmi e all'inizio non sapevamo neppure di cosa si trattasse. Poi ci hanno dato indicazioni di trovare un rifugio e sdraiarci a terra, ma non abbiamo mai in tempo a trovare il riparo perché c'erano appena 90 secondi di tempo dall'allarme. Poi abbiamo sentito le esplosioni degli Iron Dome che distruggevano i missili di Hamas".

"A Tel Aviv - continua - non abbiamo visto per fortuna quello che si è visto altrove e su tutti i giornali. C'è stata paura e ora - concludono - c'è tanta stanchezza. Ma nell'insicurezza ci siamo sentiti sicuri. In Israele sono organizzatissimi e sanno esattamente cosa fare e danno indicazioni. Ci sentivamo sicuri perché c'era l'esercito dappertutto". 

Prima di queste nuove violenze, 1,1 milioni di bambini avevano già bisogno di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania - rappresentando circa la metà della popolazione di bambini.

"Siamo estremamente allarmati per le misure volte a tagliare l'ingresso di elettricità, cibo, acqua e carburante a Gaza. Questo aggiungerà un ulteriore livello di sofferenza all'attuale catastrofe che le famiglie di Gaza devono affrontare. Privare i bambini dell'accesso al cibo e ai servizi essenziali mette a rischio le loro vite, così come gli attacchi alle aree e alle infrastrutture civili - compresi i centri sanitari, le scuole e i sistemi idrici e igienici. È imperativo che tutte le parti si astengano da ulteriori violenze e attacchi alle infrastrutture civili, tra cui scuole, centri sanitari e rifugi", ha dichiarato Elder.

"Nella Striscia di Gaza, l'Unicef e i suoi partner sono sul campo per fornire supporto umanitario immediato, tra cui forniture mediche, carburante, sostegno alla salute mentale e psicosociale. Con il rapido deterioramento della situazione umanitaria, gli operatori umanitari devono poter accedere in sicurezza ai bambini e alle loro famiglie con servizi e forniture salvavita, ovunque essi si trovino. L'Unicef chiede l'immediata cessazione delle ostilità e ricorda alle parti in causa l'obbligo, previsto dal Diritto Internazionale Umanitario, di garantire una protezione speciale ai bambini. Ogni singolo bambino, indipendentemente da chi sia o da dove si trovi, deve essere protetto". AGI

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