ANNO XVIII Giugno 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 22 Febbraio 2024 15:11

I negozi di fast fashion stanno per fallire? Il fast fashion si sposta dai negozi al web.

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Il fast fashion si sposta dai negozi al web Il fast fashion si sposta dai negozi al web

Negli ultimi anni, e soprattutto durante la pandemia, c'è stato un cambiamento nelle preferenze dei consumatori, con un interesse crescente per il mondo green, il mercato del lusso e del vintage. Comprare meno e meglio sembra essere il nuovo mantra.

La situazione di emergenza attuale sta cambiando il business del fashion low cost, accelerandone la trasformazione digitale e spostandosi sull’online, a svantaggio della rete di negozi.

Il trend è evidente nei conti rilasciati oggi da H&M, gruppo cui fanno capo brand quali H&M, Cos, & Other Stories. Nonostante il momento difficile, il titolo sta reagendo con una notevole accelerazione in Borsa (attorno all’8%) poiché H&M ha ottenuto un boom online che si tradurrà in un netto taglio di negozi nel 2021. Secondo quanto comunicato, le vendite online sono aumentate del 27% in corone svedesi e del 28% in valute locali nel terzo trimestre, mentre nei nove mesi sono aumentate rispettivamente del 36% e 34% andando così a rappresentare il 26% del totale delle vendite del gruppo. Nel periodo, H&M ha registrato vendite nette per 134,48 miliardi di corone (circa 12 miliardi di euro), registrando un calo del 21 per cento, mentre nei tre mesi i ricavi sono scesi del 19%, a 50,9 miliardi di corone, con un utile netto di 1,8 miliardi di corone e un utile ante imposte di 2,37 miliardi di corone a fronte delle attese Refinitiv di 2,03 miliardi di corone.

Come spiegato dal gruppo, il Covid-19 ha ulteriormente accelerato il passaggio al mondo digitale, il che comporta un aumento degli investimenti in questo campo, una maggiore integrazione tra online e store fisici e un’accelerazione nel consolidamento della rete di vendita. Pertanto, sono attese più chiusure del previsto nell’anno, ovvero 180 contro le 170 precedentemente comunicate, a fronte dell’apertura di 130 nuovi store. Per il 2021, invece, il piano prevede la chiusura di 350 negozi, contro 100 aperture, portando così un decremento netto di circa 250 negozi, il che rappresenta, come riportato da Reuters, il 5% dell’attuale network.

“Sempre più clienti hanno iniziato a fare acquisti online durante la pandemia, dando valore a un’esperienza in cui negozi e online interagiscono tra loro rafforzandosi a vicenda”, ha commentato la CEO Helena Helmersson. “I cospicui investimenti fatti negli ultimi anni sono stati molto importanti per la ripresa e ora stiamo accelerando la nostra trasformazione così da soddisfare ulteriormente i nostri clienti. Stiamo aumentando gli investimenti digitali, accelerando il consolidamento dei punti vendita e potenziando i canali integrati”.

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