ANNO XVIII Maggio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 15 Aprile 2024 16:52

Dal lavoro alla sanità, Schlein lancia la campagna per le Europee

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Elly Schlein Elly Schlein

La segretaria del Pd, dalla sede della Stampa Estera a Roma, si schiera per un'Europa "più sociale che si metta alla guida della transizione ecologica necessaria".

Il colore predominante è il rosso, con gli slogan scritti in bianco: una grafica che ricorda da vicino quella che caratterizza il Pse, la famiglia europea del Pd. Elly Schlein lancia la campagna per le europee dalla sede della Stampa Estera a Roma e la declina attraverso una serie di dicotomie: "Aria pulita, non veleni"; "Il mare, non un cimitero"; "Una famiglia, non un bersaglio". Il punto di partenza è, tuttavia, "L'Europa che vogliamo". Ovvero, spiega Schlein, "una Europa più sociale che si metta alla guida della transizione ecologica necessaria". 

"Le destre", spiega la leader dem, "sono ancora in una fase di transizione dell'emergenza climatica. Pensate agli eventi estremi sempre più frequenti nel nostro paese. Dobbiamo accompagnare famiglie e imprese nei cambiamenti necessari, altrimenti non ci sarà propaganda che tenga. È questo governo che ha deciso di togliere gli incentivi per i giovani agricoltori. Noi teniamo insieme questione sociale e questione climatica, faremo in autonomia le nostre proposte quando c'è da correggere il tiro su alcune decisioni prese. Davanti alle sfide di oggi, dalla transizione ecologica al contrasto alle diseguaglianze, ci serve non negare lo spazio europeo, come fanno le destre, ma riempire sullo spazio di democrazia, superando il sistema dell'unanimità". 

Altro focus della campagna Pd è quello della sanità: "Pensiamo che sulla questione sanitaria non ci sia spazio per la propaganda. Da quando è al governo la destra di Meloni, è costantemente scesa la spesa sanitaria e sta tornando ai livelli pre-pandemia. Si attende un anno e mezzo per fare una gastroscopia, due anni per fare una mammografia. La destra definanzia la sanità pubblica, non sblocca il turn over e svuota i reparti", ricorda la segretaria che continua: "Aria pulita, non veleni: a questo dovrebbero servire gli investimenti del Pnrr e il Green Deal. Le emissioni fanno male all'ambiente ma fanno male anche alla salute dei cittadini". 

E ancora: "Il mare, non un cimitero: siamo riusciti a fare entrare nel programma dei socialisti europei l'idea di una Mare Nostrum europea. Dobbiamo evitare che le persone anneghino. Voglio aggiungere che noi sulle politiche migratorie continuiamo a batterci per la solidarietà europea. Vuole dire aprire vie di accesso a tutti i paesi europei. Bisogna costruire una alternativa legale al traffico di esseri umani. Continueremo a insistere su un vero superamento del regolamento di Dublino. Abbiamo votato contro il patto europeo sull'immigrazione perché è pericoloso per i richiedenti asilo e per i singoli paesi. Chi entra in Italia per noi entra in Europa e non è vera solidarietà pagare ventimila euro per ciascuna persona che scegli di non accogliere. È un patto che prevede una serie di misure come il trattenimento di minori con l'obbligo di prender dati biometrici a partire dai sei anni. Siamo contrari a questa deriva securitaria". Per questo Schlein ribadisce: "Il Pd non accetterà più alcun tipo di sostegno alla guardia costiera libica". 

Il capitolo diritti si compone anche della voce 'famiglia'. "Una famiglia, non un bersaglio: per noi ci sono tanti tipi di famiglie e meritano tutte rispetto e riconoscimento dei diritti, soprattutto quando parliamo di bambine e bambini. Continueremo a stare al fianco dei bambini delle famiglie omogenitoriali. L'Europa non può arretrare su questo terreno. Ho trovato significativo e importante il voto della settimana scorsa al Parlamento europeo: l'aborto è un diritto fondamentale ancora troppo poco riconosciuto in questo Paese. Bisogna garantire in ogni struttura una quota di medici non obiettori". La stretta attualità porta, infine, il Pd a dire: "Una Europa per la pace, non di guerra: il dibattito di questi mesi dimostra che non è una frase scontata. Su questa posizione insistiamo da molti mesi e continuiamo a insistere. È una dinamica che preoccupa soprattutto per le conseguenze sui civili vittime di queste guerre. Da federalisti europei siamo noi che facciamo una battaglia per la difesa comune. Non si fa la difesa comune creando una scatola vuota dentro la commissione europea, con un commissario senza poteri e senza portafoglio". AGI

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