ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 04 Agosto 2016 05:01

Taranto - Amici di Beppe Grillo: “Il porto ai tarantini? Staremo vigili!”

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota pervenuta dagli Amici di Beppe  Grillo di Taranto - Giovedì 4 Agosto 2016 è una giornata importante per il porto di Taranto. Alle ore 11.00, presso l’Autorità Portuale di Taranto, saranno aperte le buste che contengono le offerte per l’utilizzo dei primi 600 mt di banchina del molo polisettoriale, ormai da anni desolatamente vuoto.

Il Meet Up "Amici di Beppe Grillo - Taranto" ritiene che la giornata di giovedì possa essere storica. Per questo alcuni nostri attivisti saranno sul posto per manifestare la massima attenzione su questo “evento” e su quanto accade nel porto di Taranto.

Dopo l’esclusione di Italcave, dopo la concessione monopolista alla TCT, l’offerta presentata è unica ed è quella del Consorzio Ulisse, composto da SAGA del gruppo Bollorè, dallo Ionian Shipping Consortium (veri promotori dell’iniziativa), dalla Taranto Iniziative Produttive e dalla società Tecnomec. In breve, questo Consorzio si prefigge di movimentare container, di fare cantieristica e operare sulla logistica.

Gli operatori locali, dopo anni di monopolio di Agenzie marittime vicine alla famiglia Riva, hanno avuto la positiva intuizione di unire le forze per raggiungere obiettivi comuni, senza l’aiuto della politica locale e nazionale nonché del management dell’Autorità Portuale. Hanno inoltre il merito di portare l’anno prossimo 7 approdi di navi da crociera.

Oggi il cluster tarantino è tra i più importanti in Italia e punta ad allargare ulteriormente il proprio raggio d’azione.

Sul porto di Taranto sono ricaduti e cadranno a pioggia milioni di euro, circa 500, di cui circa 150 già spesi. Lo scopo dell’investimento era ed è chiaro: ammodernare il porto e adeguarne i fondali per l’arrivo delle navi porta container di nuova generazione. Questo investimento si è rivelato, di fatto, sovradimensionato. Ha infatti bloccato per quasi 10 anni il porto di Taranto già dotato naturalmente di fondali di circa 15 metri, facendone perdere traffici a vantaggio di altri porti, come per esempio quello di Bari che ha fondali molto più bassi e spazi ancora più limitati.

Il piano industriale del consorzio Ulisse prevede un impiego diretto di personale che va dalle 20 alle 70/80 unità a regime nei prossimi anni. La forza lavoro, probabilmente, sarà da attinta da quella della Tct, attualmente in CIG: forse è poco per risolvere i problemi annosi del porto e della disoccupazione locale, ma è pur sempre un inizio.

Pertanto questo Meet Up guarda positivamente ad una tale opportunità, ma ne seguirà passo passo l’evolversi. Opportunità che ci sembra in controtendenza con gli attuali standard negativi del porto, legati quasi esclusivamente ai traffici della grande industria. Va quindi seguita con attenzione,affinché il porto di Taranto torni ad essere gestito nell'interesse esclusivo dei tarantini.

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