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Martedì, 23 Agosto 2016 07:01

A Ventotene il recupero dei documenti storici del carcere di Santo Stefano

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Ventotene: l’Università Statale di Milano avvia il recupero   del patrimonio documentale del carcere di Santo Stefano Nell’isola simbolo dell’Europa unita, alla ribalta in questi giorni per il vertice politico internazionale, 

 Milano   L’Università Statale di Milano ha avviato un progetto di recupero, riordino e digitalizzazione di tutto il patrimonio documentale storicogiuridico relativo all'ergastolo borbonico di Santo Stefano di Ventotene. Il carcere presenta una struttura panottica, teorizzata dal filosofo e giurista Jeremy Bentham, per consentire a un sorvegliante di osservare (opticon) tutti (pan) i soggetti senza permettere a questi di capire se sono in quel momento controllati o no. Inoltre, vanta una storia straordinaria    da qui sono transitati Luigi Settembrini, Gaetano Bresci, Sandro Pertini   e rappresenta il primo tentativo di carcere aperto realizzato nel secondo dopoguerra dal direttore Eugenio Perucatti.

Tutto ciò lo rende unico in Italia e in Europa, nella sua parabola da “tomba dei vivi” a luogo di concreta redenzione. Il recupero dei faldoni dell’archivio (circa 15m lineari), attualmente in giacenza presso i depositi del carcere di Cassino, è già stato autorizzato e dovrebbe avvenire a partire dall’autunno, sotto la guida di Piero Graglia e di Stefano Simonetta, docenti dell’Università Statale di Milano.  

Il progetto si inserisce nell’ambito del protocollo di intesa per il recupero degli archivi delle carceri italiane siglato lo scorso anno dall’Università Statale di Milano, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Comune di Ventotene e dal Centro interuniversitario di ricerca su carcere e devianza “L’altro diritto” di Firenze. Il Comune di Ventotene ha già predisposto e attrezzato la sala ove accogliere i materiali, all’interno del Centro polivalente “Umberto Terracini”: “Nelle nostre intenzioni potrebbe trovare collocazione anche il primo Centro di studi sul confino politico in Italia che vorremmo costituire, in collaborazione con l’INSMLI  Istituto nazionale per lo studio del movimento di liberazione in Italia” conclude Stefano Simonetta. L’iniziativa si affianca a quella del recupero dell’edificio dell’ergastolo di Santo Stefano, annunciata dal governo lo scorso gennaio, e ricordata ieri dal Ministro per i Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini.

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