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Giovedì, 25 Agosto 2016 07:48

Italia un paese geologicamente giovane e fragile nei suoi stupendi centri storici

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Il nostro paese è fragile nei suoi beni culturali che è difficile se non impossibile mettere in sicurezza. E’ vero come qualcuno afferma che nel nostro paese si costruisce male, si offende la natura e se ne subisce il contraccolpo. Ma questo vale sempre per gli smottamenti, frane e alluvioni.

Ma nella vicenda dei terremoti occorre fare una distinzione fondamentale tra quella che è la nostra bellezza, i centri medioevali ricchi di storia che fanno il nostro Paese unico al mondo e le moderne costruzioni. Una ricercatrice del Cnr diceva ieri in una trasmissione e ne abbiamo colto la ragione, in alcune realtà va pensato che occorre convivere col la paura del terremoto se non vogliamo distruggere la nostra storia. Come si mette in sicurezza sismica Civita di Bagnoregia, ad esempio?

20090414 Cività di Bagnoregio

Certo va monitorato tutto e sempre con puntigliosità e le carte sismiche, vivaddio sono oramai perfette. "In Italia almeno 24 milioni di persone vivono in zone ad elevato rischio sismico. La zona dell'Italia centrale colpita è riconosciuta come ad alto rischio sismico del resto come la quasi totalità della catena appenninica da nord a sud. Questa notte si è mossa una faglia appenninica di tipo distensivo. Ma l'Italia intera, come è noto, è ad alto rischio, proprio perché è un paese geologicamente giovane e di frontiera". Lo dichiara in una nota Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, comunicando che "sono già allertati e pronti ad intervenire sui luoghi colpiti dal sisma i primi 30 geologi con abilitazione di primo e secondo livello, per fornire un supporto tecnico al Dipartimento di Protezione civile e ai servizi regionali di protezione civile, qualora dovesse essere richiesto il nostro intervento.

Altri geologi stanno offrendo disponibilità anche da Regioni limitrofe". In generale, secondo Peduto, "il rischio è più spinto lungo l'Appennino e poi meno eclatante man mano che ci si allontana da esso. Ma non ci sono territori totalmente esenti. Noi geologi da anni diciamo che in Italia siamo ben lontani da una cultura di prevenzione. Innanzitutto sarebbe necessaria una normativa più confacente alla situazione del territorio italiano. Noi proponiamo un fascicolo del fabbricato con una classificazione sismica degli edifici. Fondamentale anche un piano del Governo per mettere in sicurezza tutti gli edifici pubblici. Perché cresca la coscienza civica dei cittadini nell'ambito della prevenzione sismica bisognerebbe cominciare a fare anche una seria opera di educazione scolastica - ha concluso il presidente del Consiglio nazionale dei geologi - che renda la popolazione più cosciente dei rischi che pervadono il territorio che abitano. Non dimentichiamo che, secondo alcuni studi, una percentuale tra il 20 e il 50% dei decessi, in questi casi, è causata da comportamenti sbagliati dei cittadini durante l'evento sismico". 

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