ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 29 Marzo 2019 16:20

Nuovi arredi di Cambellotti in mostra all’Acquedotto Pugliese I manufatti restituiti al loro originario splendore

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Bari, 30 marzo 2019, Si terrà lunedì 1° aprile, alle ore 17,00, presso il Palazzo di Acquedotto Pugliese, a Bari, l’inaugurazione della mostra dedicata al restauro di inediti arredi, progettati da Duilio Cambellotti, destinati ad impreziosire gli ambienti della sede di AQP.

2 scrivanie, 5 sedute e un piccolo mobile contenitore, con ante decorate, reduci da un accurato intervento di restauro, saranno esposti all’ingresso dello storico edificio di via Cognetti. “Si tratta del primo nucleo di un ampio repertorio di manufatti - 98 pezzi in tutto, tra 9 scrivanie, 20 sedute, 58 poltroncine e 11 manufatti vari - al centro di un grande progetto, avviato a novembre 2018 e destinato a completarsi entro fine anno, rivolto al recupero di nuovi arredi, custoditi nei locali al piano interrato del palazzo di via Cognetti”, spiega il presidente di Aqp, Simeone di Cagno Abbrescia.

Gli oggetti restaurati vanno ad aggiungersi al ricco corredo di manufatti progettati da Duilio Cambellotti, con le destinazioni d’uso più diverse - da quelle di rappresentanza alle altre, legate alle varie funzioni aziendali - che fanno bella mostra di sé nelle sale e nei corridoi del nostro palazzo. “Un’ampia e raffinata teoria di mobili, suppellettili e fregi, con forme e decorazioni tutte dedicate al mondo dell’acqua, che fanno della sede dell’Acquedotto un unicum nel panorama dell’arte pugliese e nazionale”, osserva di Cagno Abbrescia. Situato nel cuore di Bari, autentica perla del borgo murattiano, l’edificio, realizzato dall’ing. Cesare Brunetti negli anni dal 1927 al 1934, è la tangibile espressione dell’antico, grande progetto di portare l’acqua in Puglia e rendere produttiva una terra storicamente assetata. La storia di questa impresa scritta nella pietra è raccontata con simbolica efficacia dal genio di Duilio Cambellotti, artista romano di spessore internazionale, attraverso una ricca galleria di dipinti murali, sculture, mobili e altre forme decorative

Duilio Cambellotti giunge a Bari nel 1931, incaricato da Gaetano Postiglione presidente dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, di eseguire l’apparto decorativo e gli arredamenti del palazzo progettato dall’ing. Cesare Brunetti. L’artista romano è all’apice di un lungo percorso artistico che lo ha visto protagonista nelle arti plastiche, nella scultura, la pittura, la scenografia teatrale e cinematografica, la ceramica, l’illustrazione editoriale, l’architettura, il design, sperimentate di volta in volta con la stessa cifra di sensibilità, di eleganza e di forza espressiva ispirate dal mondo del lavoro, la terra in particolare. “Nelle decorazioni parietali elaborate negli ambienti di lavoro del Palazzo di AQP, Cambellotti riprende antichi temi a lui congeniali, creando ardite sintesi tra il romanico pugliese e il déco. Le arcate che sostengono l’acquedotto e i ponti canali tornano anche nei mobili, conservando un chiaro riferimento al tema dell’acqua che scorre nelle tarsie, nei marmi colorati, sui legni degli uffici, nel complesso delle decorazioni, liberando sentimenti di gioia e di dinamicità”, spiega la storica dell’arte, Emanuela Angiuli.

I mobili degli uffici destinati ai dipendenti che non svolgono funzioni di rappresentanza sono spogli e funzionali. Il legno usato è il rovere oppure l’acero, il noce, la radica. L’esecuzione è spesso affidata alla ditta bolognese Bega che meglio interpreta il Cambellotti industrial designer. L’impiego di materiali e di forme studiatamente originate da uno stile classico-moderno, ancorato al concetto di decorazione descrittiva, connota tutto l’arredo del Palazzo, dalle semplici panche alle elaborate scrivanie, agli armadi, alle poltrone, ai tavoli da lavoro che riprendono le linee dell’acqua in tutte le possibili applicazioni estetiche. L’esecuzione, compatta, armoniosa e curata anche nei particolari rendono il patrimonio degli arredi della sede di Acquedotto Pugliese, con i suoi 474 esemplari di ebanisteria, un autentico bene culturale, esempio unico nelle grandi istituzioni italiane del 1900. Un patrimonio che, grazie al recente intervento di restauro, si arricchisce di ulteriori, interessanti testimonianze di quell’arte così originale e significativa, frutto di miti e suggestioni legate al mondo dell’acqua, di cui Cambellotti fu geniale interprete. La mostra che s’inaugura lunedì, destinata ad arricchirsi nel corso dei prossimi mesi dei nuovi manufatti restaurati, sarà a disposizione del pubblico sino a fine anno. Un motivo in più per visitare il Palazzo di via Cognetti (visite sabato e domenica mattina - ore10/11 e 11/12), prenotandosi sul portale di AQP alla sezione Pianeta Acqua.

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