ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 09 Novembre 2016 06:56

Trump è presidente Usa, la Clinton ha la sua batosta, per Obama domani il sole sorge ancora

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Un verdetto in parte annunciato nelle ultime ore, dopo una feroce campagna elettorale. Considerando gli Stati che ancora non sono stati assegnati, con i grandi elettori, considerando quelli dove la Clinton è in vantaggio e attribuendogli anche quelli dove si trova in testa a testa, recupererebbe altri 34 elettori che la porterebbero a 243.

Mentre Donald Trump recupera 33 grandi elettori dagli stati che non hanno ancora concluso e dove si trova in vantaggio, arrivando a 271 grandi elettori. Se questi conteggi approssimativi saranno confermati – ma oramai non c’è ragione di non crederci - è Trump il nuovo presidente americano.  

Il direttore Umberto Calabrese da Caracas scrive:"Notte storica, l'antipolitica entra alla casa Bianca; chi si aspettava la prima donna si è ritrovato un antipolitico presidente- Unica certezza non può fare referendum per modificare la Costituzione e fra quattro anni va a casa o se il Popolo Usa lo riconferma fra 8 ma poi di sicuro va a casa; Da Gennaio va a casa anche Obama e se vorremmo sapere qualcosa di lui dovremmo iscriverci a qualche seminario di prestigiose università... o non ne sentiremo più parlare.  Che bella che è la Democrazia quando le regole condivise non si cambiano e nessuno può stare al potere oltre i due mandati. Grande Democrazia quella degli Stati Uniti d'America...buona notte America...Buon Giorno Italia”.

Raccogliendo spot o messaggi dalla redazione diffusa, Carlo Forin da Vittorio Veneto ci scrive: “Misericordia! U.S.A. in Trump. Il melting pot delle elezioni negli States ha sputato il rospo: Donald Trump è il presidente con la valigetta atomica. La grande paura covata da me –dell’orco perdente, che rifiuta di riconoscersi vinto- è stata piccina: la realtà è peggiore.-Domani sorgerà il sole lo stesso- come ha detto Obama, ma l’equilibrio del terrore potrebbe salire.”

Commenti se ne faranno a iosa, lo scrivente su facebook ha scritto qualcosa che in qualche modo ricalca il comune sentire della redazione: “cosa sarà mai un Berlusconi in salsa Yankee? Un po’ di folklore, qualche forzatura, ma poi dopo 8 anni al massimo vanno a casa, mentre noi abbiamo i ventennali dell’uno e dell’altro fino a diventare casta. E non lo si dice per consolarsi rispetto a un voto che magari può non piacere. Va beh, dai!

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