ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 30 Gennaio 2017 09:51

Lo smartphone nemico del libro? Non è poi così vero

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Il libro cartaceo è stato sostituito dagli smartphone? E' una bufala. Negli ultimi 14 anni, cioè dal 2002, anno in cui si è cominciato a diffondersi lo smartphone, negli Stati Uniti, in base ad un sondaggio fatto da Gallup, non si è registrata nessuna flessione.

C'è di più, il 73% degli intervistati preferisce il libro stampato rispetto a quello in formato elettronico. Solo il 19% ama l'ebook e il 6% l'audiolibro.

Libri letti nel 2016 negli Usa

Nell'ultimo anno i lettori di libri negli Stati Uniti sono rimasti allo stesso livello del 2002, prima della diffusione degli smartphone. 

Il 53%, tra i 18 e i 29 anni, ha letto da uno a dieci libri 

Il 48% degli over 65 ha letto da uno a dieci libri 

Il 35% ha letto più di 11 libri

Il 16% non ha letto nemmeno un libro (percentuale doppia rispetto al primo sondaggio di questo tipo condotto nel 1978) 

 In Italia secondo l'Istat la situazione è davvero diversa. Nel 2015 si stima che il 42% delle persone di 6 anni e più (circa 24 milioni) abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l'intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali. Il dato appare stabile rispetto al 2014, dopo la diminuzione iniziata nel 2011.

Il 9,1% delle famiglie non ha alcun libro in casa, il 64,4% ne ha al massimo 100. La popolazione femminile ha maggiore confidenza con i libri: il 48,6% delle donne sono lettrici, contro il 35% dei maschi.

La quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni. A differenza della rilevazione USA che osserva le fasce che vanno oltre i 18 anni, la fascia dei lettori italiani è pressochè scolastica di prima fascia dalla scuola dell'obbligo fino a quella secondaria superiore.

La lettura continua ad essere molto meno diffusa nel Mezzogiorno. Nel Sud meno di una persona su tre (28,8%) ha letto almeno un libro mentre nelle Isole i lettori sono il 33,1%, in aumento rispetto al 31,1% dell'anno precedente.

I "lettori forti", cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma "lettore debole", avendo letto non più di tre libri in un anno.

L'8,2% della popolazione complessiva (4,5 milioni di persone pari al 14,1% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi) hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi.

Lettura e partecipazione culturale vanno di pari passo; fra i lettori di libri, le quote di coloro che coltivano altre attività culturali, praticano sport e navigano in Internet sono regolarmente più elevate rispetto a quelle dei non lettori.

I cittadini stranieri residenti in Italia che tra il 2011 e il 2012 dichiarano di aver letto almeno un libro sono il 37,8%, indice di una minore propensione alla lettura da parte degli stranieri rispetto agli italiani (52%). Quasi la metà degli stranieri legge almeno un quotidiano a settimana (48,6%) e il 29,5% settimanali o periodici.

Nel 2014, le famiglie italiane hanno speso 3.339 milioni di euro per libri e 5.278 per giornali, stampa e articoli di cancelleria: rispettivamente 11 e 18 euro al mese, lo 0,4 e lo 0,6% della loro spesa complessiva.

Tra il 2010 e il 2014 la spesa delle famiglie per libri, giornali e periodici si è contratta del 18%, quella per articoli di cancelleria del 31%. La riduzione risulta molto più alta di quella registrata complessivamente per l'acquisto di beni (6%).

Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro nel tempo libero nei 12 mesi precedenti l’intervista per classe di età (valori percentuali)

Dati di maggiore dettaglio sono disponibili su http://dati.istat.it al tema “Cultura, comunicazione, tempo libero, uso del tempo”, sottotema “Stampa, mass-media, nuovi media”.

In data 25 agosto 2016 sono state sostituite le tavole in allegato. Le modifiche riguardano le tavole dalla 33 alla 36 con riferimento alla variabile “Tipo di comune” per la quale le seguenti due etichette: “Comuni fino a 10.000 abitanti” e “Comuni oltre 10.000 abitanti” erano invertite.

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