ANNO XIV Maggio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 02 Febbraio 2017 00:00

L'asilo dell'economia politica

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“Peraltro è sufficiente aver frequentato l’asilo per sapere che la dichiarazione di Navarro è totalmente delirante. Merkel si è limitata ieri a replicare che la Germania ‘non può influenzare l’euro’ e che ha sempre sostenuto l’indipendenza della Bce’.

Tonia Mastrobuoni, inviata di la Repubblica: 9 di mercoledì 1 febbraio 2017. La -Trump-era- è cominciata con i botti: Euro, l’attacco degli Usa a Berlino “Moneta sottovalutata per colpirci” [la Repubblica: 9].

“Il capo del Consiglio nazionale del commercio, Peter Navarro, ha accusato la Germania di usare l’euro, ‘enormemente sottovalutato’, per saccheggiare gli Stati Uniti e i partner dell’Unione europea [sic]. Secondo il consigliere del presidente americano, la moneta unica europea sarebbe un “Deutsche Mark implicito” la cui debolezza regalerebbe un vantaggio a Berlino sul resto del mondo. E per Navarro sarebbe la Germania il principale ostacolo ad una intesa commerciale tra l’Unione europea e gli Stati Uniti. La notizia arriva il giorno dopo un dato che ha incoronato la Germania campionessa del mondo dell’export davanti alla Cina nel 2016 il surplus commerciale ha raggiunto i 297 miliardi di dollari e vale ormai quasi un terzo del Pil.”

L’asilo da frequentare per trovar totalmente delirante la dichiarazione di Navarro è tedesco. Non ho dubbi. La nuova amministrazione americana non riuscirebbe a spiegarsi in quell’asilo dove si direbbe che la Germania è campione mondiale di export, davanti anche alla Cina, solo per virtù del popolo tedesco. In ogni asilo si spiega che l’euro è una moneta esattamente come tutte le altre, se si parla di monete perché ai bimbi non si narra di economia politica. L’economia politica è una disciplina complessa. Io non riuscirei a spiegarla all’asilo, dove avrei delle difficoltà a chiarire che cosa sia la moneta dell’euro 2017 con spread diversi in ogni Paese dell’unione europea; il “Deutsche Mark implicito” di Navarro mi aiuterebbe. Però Navarro viene raccontato male oppure è ancora all’asilo quando vede solo nella sottovalutazione dell’euro la forza della Germania. Ha ragione, però, quando denuncia il saccheggio degli altri partner dell’Unione europea da parte della Germania che gli balza agli occhi dal record mondiale tedesco sull’export.

E qua veniamo al punto. L’Italia del nuovo governo riconosce col ministro Padoan: E’ la crescita, non il diktat dell’Ue il vero problema di Palazzo Chigi. La discussione sulla correzione dei conti dello Stato di tre miliardi, prima rinviata a dopo il referendum con la speranza della vittoria del sì, ora ripresa col nuovo governo uscito dalla vittoria dei no, è un nonnulla, un assoggettamento al credo tedesco del pareggio di bilancio valido come la temperatura corporea senza febbre per la persona; sia ottemperato sia ignorato non tocca il problema. Problema che è la crescita economica italiana mancata ed è mancata durante tutte le favole narrate da Matteo Renzi, sul –abbiamo fatto + 0,1, che è comunque di più-.

Da vent’anni l’Italia è ferma nello sviluppo economico per non aver fatto riforme incisive (come quella dei partiti legali). La Germania è entrata nell’euro negli anni ‘90 con i conti a posto; l’Italia con i conti in dissesto. L’Europa non ha introdotto alcun provvedimento economico unificante negli anni 2.000 e l’euro si è differenziato con gli spread.

-La Germania gode della virtù del popolo tedesco- è vero; gode anche della disunione dei popoli europei ancora privi di un sistema fiscale comune.

Credo che una università dell’Onu sarebbe utile in un ambiente esterno ai deliri nazionalistici dell’economia politica.

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