ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 03 Maggio 2017 07:09

Italia tra polveri sottili e polveri mentali del ministero mentre incombe la Corte di giustizia europea

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Incredibile! Solo nel nostro Paese poteva succedere, che una procedura d’infrazione aperta tre anni fa avesse come esito l’invio di una lettera di parere motivato da parte della Commissione europea, per il superamento CONTINUO dei valori limiti di quell’insidioso killer, che si chiama particolato ovvero polveri con diametro di 10 millesimi di millimetro.

Superamento continuo considerato, che è riferito a 7 anni, in diversi centri urbani. La lettera motivata è il secondo atto, dopo il quale il Paese viene deferito alla Corte di Giustizia UE. Voglio evidenziare questo aspetto perché, tra burocrazie ministeriali, ministri irresponsabili e mancate sanzioni, per assenza di provvedimenti alla fine anche, in caso di condanna da parte della Corte paga il cittadino italiano tre volte:

1) con aumentata mortalità;

2) con patologie, che gravano sul singolo e, sulla collettività come spesa sanitaria;

3) come sanzione monetaria costosissima irrogata dalla Corte di Giustizia.

La risposta del peggiore ministro dell’Ambiente, in tre decenni di esistenza del ministero? Abbiamo in atto interventi su edifici, mobilità sostenibile e blà, blà, blà. Le risposte standardizzate smentite da un allegato con elenco infrastrutture al Documento di Economia e Finanze dove le opere prioritarie sono nuove autostrade e alta velocità. Azioni per la tutela della salute dice Lui, ma si attendono dopo 16 anni dalla legge quadro ancora i decreti relativi sulle campagne di informazione ed educazione, per l’uso di cellulari e i rischi che si corrono! Sono sei gli anni trascorsi da quando OMS ha classificato l’elettrosmog come una delle emergenze mondiali. Si attendono ancora da Costui, decreti attuativi del testo unico ambientale e il decreto su terre e rocce da scavo respinto dal Presidente della Repubblica.

Tornando alla procedura, per le polveri sottili e al silenzio soprattutto degli ultimi quattro governi si osserva che:

a) i limiti sia giornalieri, che annuali sono stati superati in molte regioni e città d’Italia;

b) ogni anno muoiono nel mondo 3,7 milioni di persone, a causa dell’aria inquinata;

c) il Rapporto “Globale OMS “di due anni fa quantificava in 600 mila le morti premature con costi sanitari pari, a 940 mld di euro;

d) la UE fissa il limite delle PM 10 annuo a 40 milionesimo di grammi, per metro cubo mentre la OMS li fissa a 20. Gli sforamenti consentiti in un anno sono 35;

e) sarebbe meritoria di azione sia nazionale, che comunitaria adeguare i limiti di quel sanguinario sicario, che si chiama PM 2,5 (polveri con diametro pari a 2,5 millesimi di millimetro) che arrivano fino ai polmoni.

L’UE fissa il limite, a 25 milionesimi di grammi per metro cubo di aria, OMS a 10 e l’Agenzia USA a 12! Il limite UE è palesemente inadeguato. Bisogna sperare in un miracolo se il mese prossimo, quando si terrà il G 7 Ambiente nella città del Ministro, Bologna si potrà discutere realmente di ambiente e tutela della salute dei cittadini, pregiudicata da inazione e dall’analisi economica del diritto. Il tempo assegnato all’Italia, per rispondere alla lettera dell’UE prima del deferimento alla Corte di Giustizia è di due mesi.  Evidente, che nella vicenda delle polveri sottili esiste anche una notevole responsabilità di amministratori regionali e locali.

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