ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 09 Luglio 2017 00:00

Il post rimosso di Renzi «aiutiamoli a casa loro» autogol, ma riflettiamoci!

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La vicenda dei migranti sta assumendo per il nostro paese un problema più grande di noi, è come ficcare dentro una valigia più roba di quanta ne entri, e scusate la semplificazione, ma porre un limite dovrebbe la decisione se non fosse la questione troppo complessa da essere semplificata.

Diciamolo subito la frase criminalizzata di Renzi "aiutiamoli a casa loro" , per la quale Salvini chiederebbe i diritti d'autore, è quello che, vivaddio, hanno fatto o intenderebbero fare le Ong da mezzo secolo. Di cosa meravigliarsi? Solo che la vicenda delle guerre che stanno davanti ai nostri occhi crea sfollati che non puoi aiutare a casa loro, per il momento. Non ci sta. E' emergenza, una dannata e fottuta emergenza. E se fossero sfollati del clima, ovvero senz'acqua? 

Mediamente senza bere si sopravvive dieci giorni, i bambini tre. Negli sbarchi sui gommoni la disitradazione è la prima questione che viene affrontata.  

Per tornare alla frase di Renzi incriminata, chi scrive ha fatto parte nei decenni scorsi di Italia Nicaragua e di Molisv. Nei progetti si parlava sempre di trasferire tecnologie appropriate al livello delle conoscenze, competenze e disponibilità della materia prima. Insomma aiutarli a casa loro. E non è detto che non resti questo, alla fine, l'obiettivo futuro, superata l'emergenza. 

Per cominciare.

Poi è arrivato Facebook che con i suoi due miliardi di connessi ha mostrato l'essere, più che l'avere dell'Occidente peudo benestante spingendo nei giovani la voglia di cambiare, con "primavera araba" in parte sfociata nell'Isis, in parte sui gommoni. Cosa accadrà ora che Facebook intende raddoppiare sull'Africa portando a 4 miliardi i connessi tramite il WIFI che arriva dal cielo? Non oso pensarci.  Se riuscissimo a non fare della politica o del parlare attraverso l'uso di frasi senza sugo, o ragionamenti asfittici, forse riusciremmo a stabilire un patto di convivenza, sapendo che 250 mila ragazzi nostri, ogni anno vanno via e lasciano lavori minori e comunque indispensabili agli immigrati che arrivano. Certo è che sono cervelli in fuga per cui sulla tenuta culturale del Paese dovremmo ancora riflettere. Personalmente, almeno stavolta, non daremmo addosso a Renzi per una frase che fa parte, lo ribadiamo dello spirito della cooperazione internazionale da sempre. Emergenza a parte.

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