ANNO XVIII Aprile 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 25 Luglio 2017 00:00

Unione Bancaria, l’UE sceglie di non risolvere i problemi

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di Marco Valli, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa. La vigilanza bancaria dell’Unione europea insiste nel focalizzarsi sul rischio di credito, chiudendo non uno, ma due occhi sul ben più pericoloso rischio finanziario.

La scorsa settimana è stato infatti approvato in commissione ECON del Parlamento europeo il regime transitorio del nuovo principio contabile detto IFRS9. In parole semplici, l’ennesimo duro colpo al credito e ai sistemi bancari focalizzati sulle attività commerciali di finanziamento a lungo termine di famiglie e piccole, medie imprese. Non servirà a prevenire l’accumulo dei crediti deteriorati legati alla crisi economica, ma andrà solo a vantaggio dei sistemi bancari più speculativi.

A loro non sarà richiesto di riflettere adeguatamente nei bilanci gli enormi rischi finanziari legati a potenziali perdite: parliamo di strumenti rischiosi, volatili o “illiquidi” come gli “Assets Level 2” e “Level 3”. Nello specifico, si tratta di una modifica sostanziale della valutazione a bilancio dei crediti, con implicazioni che però vanno ben oltre la contabilità. Perché le banche dovranno disporre ulteriori e sostanziali accantonamenti anche per i crediti cosiddetti “in bonis”, nella prospettiva di perdite future.

E non più, come oggi accade, solo a fronte di crediti deteriorati o in sofferenza. Si aggiunge così un ulteriore elemento di asimmetria a questa finta e sbilanciata Unione Bancaria che sta garantendo ingiusti vantaggi competitivi alle grandi banche d’investimento dei Paesi più forti. A farne le spese saremo noi, ovvero chi detiene sistemi bancari più tradizionali e focalizzati sull’economia reale. (fonte: blog 5 stelle)

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