ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 22 Ottobre 2017 00:00

Roma, allarme smog davanti alle scuole

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Un bel respiro prima di entrare in classe. Per i bambini di Roma potrebbe non essere affatto salutare. Mentre al Nord proseguel'allerta smog, tramite uno studio Greenpeace ha rilevato che l'aria delle scuole capitoline contiene concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente al di sopra del valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana.

Nel corso delle ultime settimane, l'associazione ha svolto monitoraggi tra le 7 e 30 e le 8 e 30 del mattino, nelle vicinanze di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Roma e quello che è emerso è tutt'altro che rassicurante. Si sono registrati, infatti, dei picchi elevatissimi di concentrazione di biossido d'azoto che risultano ancor più allarmanti se si considera che già nel 2005 l’OMS segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori a quelle rilevate da Greenpeace. A Roma tre quarti del biossido di azoto presenti in atmosfera sono originati dal traffico, e in particolare dai veicoli con motori diesel.

Gli impatti di questo inquinante sulla salute umana sono gravi. Il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene, i suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. E’ particolarmente nocivo sui bambini, cui può causare infezioni alle vie respiratorie, asma, polmoniti, ritardo nello sviluppo del sistema nervoso e dei processi cognitivi. L’esposizione al NO2 è causa inoltre di nascite precoci e sottopeso; per le donne in gravidanza c'è un maggiore rischio di complicanze.

Insomma tutti i giorni, prima di entrare a scuola, i nostri bambini fanno un pieno di sostanze tossiche che possono danneggiare gravemente la loro salute e la loro crescita. Per questo motivo Greenpeace ha deciso di chiedere ai sindaci delle città italiane più colpite dal biossido di azoto (Roma, Torino,Milano e Palermo) di prendere presto provvedimenti radicali per abbattere questo inquinante. Una modo semplice per abbattere le concentrazioni di biossido di azoto sarebbe quello di limitare progressivamente la circolazione dei motori diesel.

Effetto smog, se è cronico il volto invecchia prima

Lo smog lascia il segno sulla pelle. "In caso di esposizione acuta, come in questi giorni, le zone esposte si arrossano, la pelle tira, prude e si desquama. Ma se l'esposizione agli inquinanti è cronica, il volto invecchia prima". A spiegarlo all'AdnKronos Salute è il dermatologo Antonio Cristaudo, presidente Adoi (Associazione dermatologi ospedalieri), a margine del 56esimo Congresso Adoi in corso a Roma. "La pelle infatti è l'organo che viene a contatto con l'ambiente esterno, la prima difesa dell'organismo. Se ci muoviamo nello smog - sottolinea l'esperto - si moltiplicano le dermatiti irritative nelle zone esposte, e la situazione diventa particolarmente difficile per chi ha già una cute fragile o alterata".

E' il caso di quanti soffrono di "dermatite atopica o seborroica. Lo smog aggrava queste condizioni cliniche. Dobbiamo pensare - evidenzia il presidente Adoi - che lo strato superficiale della pelle è come un muro, formato da mattocini (le cellule) e cemento (il liquido intercellulare), che protegge fisicamente l'organismo". Se le difese aggredite dagli attacchi di micro-polveri e gas si indeboliscono, le insidie possono penetrare "alterando la pelle con un processo infiammatorio. Un pericolo che corre la cute normale, ma ancor di più quella già fragile". Risultato? In molti questi giorni tornando a casa la sera sperimenteranno "secchezza, rossore, prurito e desquamazioni".

Cosa fare allora? "Esistono terapie specifiche consigliate dallo specialista in base al tipo di pelle e al problema, ma in questi giorni diventa davvero fondamentale ricorrere a creme emollienti o idratanti per proteggersi", raccomanda lo specialista. Da non dimenticare, al rientro a casa, "il momento della detersione, che deve essere delicata e mai aggressiva, ma in grado di rimuovere i detriti e le tracce lasciate dall'inquinamento senza alterare lo strato cutaneo".

Non solo. La detersione deve essere "particolarmente delicata - invita Cristaudo - e anche per il corpo è bene scegliere detergenti delicati oppure olii. Infine - conclude - vorrei ricordare che, se l'esposizione cronica all'inquinamento fa invecchiare precocemente la pelle, l'effetto si moltiplica quando allo smog abbiniamo il fumo". (adnKronos)

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