ANNO XII  Febbraio 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 14 Dicembre 2017 14:26

Tap, Pedicini (M5S): «Calenda è un irresponsabile. Emiliano se vuole essere credibile si dimetta da governatore e dal pd»

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa inviato dall' Eurodeputato M5S Coordinatore M5S Commissione ambiente e sanità Piernicola Pedicini

"Le dichiarazioni del ministro Calenda dopo il drammatico incidente al gasdotto in Austria hanno dell'incredibile. E' assurdo che un ministro abbia detto che se fosse stato attivo il gasdotto Tap che si sta realizzando in Puglia, non ci sarebbe stata la necessità di dichiarare lo stato di emergenza per la mancanza di fornitura di gas verso l'Italia. Non una parola, invece, per rilevare che la vicenda austriaca conferma la pericolosità del Tap e che potrebbero verificarsi incidenti simili anche in Puglia. Questi personaggi, che dovrebbero rappresentare le istituzioni e gli interessi della collettività, sono degli incoscienti e degli irresponsabili".

Con questa presa di posizione, anche l'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini ha duramente condannato le esternazioni del ministro Calenda. 

"Pur di tutelare gli interessi economici della lobby che sta imponendo la realizzazione del gasdotto nel Salento sono pronti a tutto - ha precisato Pedicini -. Calenda ha strumentalizzato l'incidente per fare uno spot al Tap e, con una arroganza e un cinismo che fa rabbrividire, non si è preoccupato neanche lontanamente di rilevare che in Austria c'è stato un morto e 21 feriti e che con i gasdotti il rischio per i cittadini e per i territori coinvolti è molto elevato.

Non è concepibile - ha continuato l'eurodeputato - che un ministro della Repubblica si ponga così pur di non fare passi indietro su opere inutili e impattanti come il Tap. Per fortuna - ha sottolineato - mancano pochi mesi dalle elezioni politiche e poi si aprirà una nuova fase, con i Calenda e i governi legati a lobby di questo tipo, che verranno spazzati via dal voto degli italiani.

Va anche commentato - ha aggiunto Pedicini - la solita farsa del governatore pugliese Emiliano. Anche lui, dopo l'incidente in Austria, ha criticato le gravi dichiarazioni del ministro Calenda e ha nuovamente attaccato il governo che ha autorizzato la realizzazione del Tap. Ma anche in questo caso, Emiliano non ci ha convinti neanche un po', anzi per l'ennesima volta ha dimostrato che non ha nessuna credibilità. Il governatore dovrebbe smetterla di fare il doppio gioco di chi vuole rappresentare contemporaneamente sia il governo che l'opposizione. Emiliano non si deve dimenticare che fa parte del Pd, lo stesso partito che ha in mano il governo nazionale e che vuole il Tap in Puglia. Quindi, la smettesse con questi giochetti tattici per far credere che nel Pd ci siano posizioni diverse. Se è convinto delle sue posizioni faccia qualcosa di eclatante e netto. Lui è il governatore della Puglia, non è un politico qualunque. Possibile che in questi anni non sia riuscito a trovare un modo per bloccare le scelte del governo o per far ragionare il suo partito. Se così è, si dimetta immediatamente da governatore e dal Pd. Se invece continuerà a fare solo dichiarazioni alla stampa, così come ha fatto anche per l'Ilva di Taranto, sarà l'ulteriore conferma che si tratta solo di un atteggiamento propagandistico per prendere tempo e confondere i cittadini.

Detto questo - ha evidenziato Pedicini -, non abbiamo difficoltà a prendere atto che Emiliano ha annunciato che, a seguito dei fatti accaduti in Austria, presenterà un esposto alla Procura della Repubblica competente per chiedere che 'venga salvaguardata l’incolumità pubblica dalla incosciente decisione del governo Gentiloni di ritenere non assoggettabile alle direttive Seveso sul rischio di incidente rilevante l’impianto Tap'.

Inoltre - ha concluso l'eurodeputato del M5S -, è bene ripetere che si tratta di salvaguardare una delle aree più belle e incontaminate d'Italia, ricche di turismo, storia e ambiente agricolo e di rifiutare un'opera inutile che serve solo a sperperare vari miliardi di fondi pubblici a favore di alcune multinazionali".

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