ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 14 Dicembre 2017 17:42

Biotestamento è legge, le reazioni dei politici

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Dopo aver retto l'urto del voto segreto e l'esame degli emendamenti, la legge sul biotestamento è arrivata al traguardo. Il testo sulle Disposizioni anticipate di trattamento e in materia di consenso informato, già licenziato dalla Camera, è passato senza modifiche al Senato.

La legge è stata quindi approvata in via definitiva con 180 favorevoli, 71 contrari e sei astensioni. Al termine del voto finale, l'aula ha lungamente applaudito l'approvazione del provvedimento.

 

Cosa prevede la legge

LE REAZIONI - "Biotestamento. Dal Senato via libera a una scelta di civiltà. Un passo avanti per la dignità della persona" scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Il premier torna sul tema anche al termine della riunione con i leader dei Paesi del gruppo di Visegrad a Bruxelles: "Credo che sia una decisione del Parlamento che fa fare un passo avanti a tutti in termini di civiltà per il Paese e di dignità per la persona umana. Sono molto soddisfatto".

Per la presidente della Camera, Laura Boldrini, si tratta di "un importante e positivo atto di responsabilità del Parlamento. D'ora in poi i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche".

Il presidente del Senato, Pietro Grasso, parla di "un provvedimento a lungo atteso che ha generato un ampio e acceso dibattito, sia tra le forze politiche che nell’opinione pubblica". "Ciascun gruppo parlamentare e ciascun senatore ha espresso con forza i propri convincimenti e ogni posizione - sottolinea - merita il più profondo rispetto, nella consapevolezza che quando si esaminano tematiche così dense di significati, di dolore e di speranza, a guidarci devono essere la reciprocità e l’ascolto".

Ci vorrà "molta attenzione nell’applicazione della legge - commenta la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin - Avrei preferito che ci fosse stato il modo di trovare soluzioni a delle problematiche tecniche, e questo purtroppo non c’è stato. Ritengo però che, ora che è stata approvata la legge, si debba rafforzare ancora di più il rapporto tra medico e paziente perché non dobbiamo creare nessun meccanicismo".

"Ricordiamo però che le Dat non sono l’eutanasia. In Italia l’eutanasia non si pratica, non è legale e non si può fare. Manteniamo distinte le due cose", evidenzia Lorenzin. Quanto all'importanza di non creare meccanicismi, la ministra della Salute spiega di riferirsi "soprattutto alle persone anziane, alle persone fragili che non devono essere lasciate sole nella malattia. E quindi ci vuole una maggiore responsabilizzazione nelle terapie del dolore, nella cura e nello stare vicino ai pazienti più fragili che hanno oggettivamente più difficoltà".

"Come ministro - conclude - mi sono sempre rimesso alla libertà di coscienza, ma ora che è legge il Biotestamento va attuato al meglio".

Matteo Renzi ritwitta un post del Pd sull'approvazione al Senato: "Cinque anni fa un cittadino italiano non aveva il diritto di decidere il tipo di trattamento desiderato nel caso si fosse trovato in una situazione in cui non poteva più esprimere alcuna volontà di scelta. Ora è possibile. L'Italia, oggi, è un paese più civile #BioTestamento". Poi in un post su Fb scrive: "Si tratta di un passo in avanti nella direzione della libertà e della consapevolezza dei diritti del malato. L'impegno adesso è accompagnare con cura e amore - e sempre maggiori risorse - chi vive la malattia. Accogliere, prendersi cura, accudire. E rispettare la libertà, sempre".   A questi interventi si aggiunge quello del deputato del Pd Vico: “Quella sul biotestamento è una legge di civiltà che rende il nostro Paese un luogo umanamente e culturalmente più evoluto”.È quanto dichiara l’on. Ludovico Vico all’indomani dell’approvazione al Senato della legge sul biotestamento, già approvata il 20 aprile scorso alla Camera. “Punti cardine del provvedimento  - rileva il parlamentare Dem - sono l’articolo 1, nel quale si stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, e l’articolo 4 che stabilisce che ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”. Le Dat, sono revocabili in qualunque momento e vincolano il medico che diviene “esente da responsabilità civile o penale. Per i minori il consenso sarà espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore”.

“La lunga vicenda che ha accompagnato il positivo risultato di ieri – conclude il deputato del Pd ionico – non ha scoraggiato chi in questa legge ci ha sempre creduto. Il legislatore ha accolto il “grido” di chi, con determinazione e saggezza, ha saputo lottare per tutelare la dignità dell’esistenza attraverso la libertà di scelta”.

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