ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 11 Febbraio 2018 08:02

C'era una volta il manifesto elettorale

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C'è una sorta di abbandono al manifesto elettorale che appartiene alla nostra cultura ed esperienza. Qualcuno, anche recentemente, si è attardato a fare manifesti elettorali, quei vistosi cartelloni stradali 6 metri per 6.

La propaganda politica cambia passo. Negli anni social, anche i candidati si adeguano. Addio a simboli storici come quelli della DC o del Partito Comunista. Addio a slogan rimasti nella storia e nell'immaginario degli italiani, come il berlusconiano 'Meno tasse per tutti'. I manifesti elettorali abbandonano le strade.

Tra Twitter, Facebook e Instagram, la politica cerca di arrivare dentro la vita delle persone: basta un post giusto (ma, a volte, anche un epic fail) per ottenere condivisioni su condivisioni, trasformandosi in un contenuto virale capace di raggiungere migliaia di persone, ovunque e in qualunque momento. Spesso in tempo reale. E, sicuramente - in anni di spending review - anche a basso costo. Le condivisioni con le promozioni di Facebook costano poche decine di euro e consentono di raggiungere migliaia di persone, molte di più di qualche distratto autista che passa davanti a un manifesto.  Ora più che mai è urgente passare a livello di serietà e parlare alle persone, dei loro problemi, per le loro tasche, senza bugie e false promesse. 

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