ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 30 Maggio 2018 07:49

Rassegna Stampa - democrazia, pupi e spread, Cottarelli e costituzione

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Pubblichiamo la rassegna stampa predisposta da Carlo Forin nostro collaboratore di Vittorio Veneto che si diletta nella ricerca linguistica da zumero e anche nella raccolta di giornali che sceglie per noi e li propone alla lettura nella tradizione della rassegna stampa

 

Discorso ai pupi proci di un epigono di Ulisse

Massimo Recalcati ha ragione.

Però è necessario aggiungere un monito a tutto il nostro Parlamento che non è riuscito in settant’anni a dar la minima attuazione all’art. 49 della Costituzione:

Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Se avessimo, almeno, la legge sui partiti avremmo anche il delitto politico. Ed ora un giudice potrebbe distinguere i Proci, da mandar in carcere, dai pupi, da mandar a casa. E non saremmo ai bordi del pericolo peggiore, quello di cadere in un loop: elezioni subito--à eletti incapaci di governare -à elezioni eterne, che non distinguono neppure i proci dai pupi.

Questo è il pericolo imminente: lasciarci prendere dal vortice nel loop: andar ad eleggere pupi proci indistinguibili. Il popolo non è capace mai di distinguere immediatamente chi deve comandare e nei momenti topici Roma antica ricorreva al dittatore per comandare nella confusione finchè si possa tornare in democrazia. È necessaria un’acropoli che convinca il nuovo eletto, es. Donald Trump, a commettere meno errori per durare di più.

Confido nel buon senso di Sergio Mattarella, nella capacità di distinguere i conti di Carlo Cottarelli ed anche nel Parlamento che si liberi dalla fretta ‘elezioni subito’. Occorre più tempo, invece.

Diamo sette mesi a Cottarelli e poi votiamo sereni!

Il Contratto degli Italiani è la Costituzione, perfetta da 70 anni.

Il 2 giugno 2018 festeggeremo la nostra Costituzione formalmente perfetta da settant’anni.

Quel giorno andrà in piazza a protestare parte della Costituzione materiale che una settimana fa ha realizzato un contratto sociale coi suoi rappresentanti per un governo pupi pop. Costoro non hanno convinto il presidente Sergio Mattarella [(num mum convenit, il conto torna, con la Costituzione materiale (la baby appena nata) che schiaffeggia quella formale [la nonna, mia coetanea])], che mattamente ha deluso questa gabbia di matti. Non è stato un semplice notaio, arrendevole al popolo. Ha voluto esercitare il potere che la Costituzione nonna gli dà di nominare i ministri buoni per lui. Anche scontentando i baby.

Ha detto: -Paolo Savona non lo voglio perché vuol portarci fuori dall’Europa che abbiamo fondato 61 anni fa; mettetene un altro dei vostri (Giorgetti)-. Il notaio ha irritato i pupi che volevano solo la sua firma, ed il pupi pop non si farà.

Perciò ha incaricato Carlo Cottarelli perché tenga la baracca con i conti a posto. Cottarelli sta facendo un governo lampo, che durerà tre mesi e non avrà i voti del Parlamento.

Intanto questo giro di matti fa volare lo spread sopra i 320.

I pupi dicono che i salti dello spread dimostrano che non è colpa loro. Già e di chi? Di quali matti esattamente?

Ma se fossero solo preoccupati un poco sarebbero sani, ed avremmo già il rimedio: tengono il governo lampo a galleggiare per sette mesi (cioè tirano lungo la lampo) ed i mercati si rassereneranno ed andremo a votare evitando di cadere nel loop ‘voto-non governo-voto’ dal quale nessuno ci cava.

Ma in mezzo ai pupi c’è il comico politico che ha detto che il popolo italiano la farà vedere ai mercati. Già, il grillo la farà vedere all’oceano chi sarà più forte.

Secondo voi, vinceranno i pupi o lo spread?

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