ANNO XII  Giugno 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 13 Giugno 2018 13:51

Venezuela. L’inflazione annuale è al 24.751%

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Il Venezuela sta precipitando sempre più in una catastrofe umanitaria, negata a parole dal governo Maduro, stimolata dalle politiche economiche del governo, che hanno portato l’inflazione al 24.571 per cento negli ultimi 12 mesi. Il parlamento venezuelano, dominato dall’opposizione, ha pubblicato nuovi dati economici l’11 giugno, mostrando che l’inflazione a maggio ha raggiunto il 110,1 per cento rispetto ad aprile, portando così l’inflazione annuale ad un impressionante 24.571 per cento.

Con un’inflazione giornaliera del 2,4%, la valuta del paese, il bolivar, è precipitata di circa il 98% nel corso degli ultimi 12 mesi riporta Dw. L’opposizione accusa il governo Maduro della massiccia crisi economica. Anni di cattiva gestione hanno portato a una diffusa carenza di cibo e medicinali, e hanno causato il de facto fallimento di un paese ricco di petrolio e della sua compagnia petrolifera di Stato, la Pdvsa. Nicolas Maduro, e il suo governo, hanno affermato che le sanzioni statunitensi e gli speculatori finanziari hanno causato l’aggravarsi della crisi economica negli ultimi mesi.

Resta il fatto che l’iperinflazione sta devastando i venezuelani, i cui stipendi spesso non sono sufficienti per pagare un pasto al giorno. A maggio, un chilogrammo di carne costava circa 2 milioni di bolivar. Ma lo stipendio mensile di un chirurgo è inferiore a 6 milioni di bolivar. Preoccupato dal crescente malcontento, il governo Maduro ha quasi raddoppiato il salario minimo a maggio, portandolo a 2,5 milioni di bolivares al mese.

Di fatto l’aumento ha solo causato l’aumento dell’iperinflazione, perché i consumatori si sono precipitati ad acquistare i pochi prodotti disponibili nei negozi e quindi hanno aumentato ulteriormente i prezzi. Il Fondo Monetario Internazionale ha previsto che l’iperinflazione del Venezuela sarà superiore al 13.800 per cento quest’anno, ma alcuni legislatori credono che potrebbe arrivare almeno al 100.000 per cento e forse al 300.000 per cento.    (Graziella Giangiulio - AGC)

 

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