ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 17 Giugno 2018 07:47

L'attacco di Salvini alla Francia....studiasse un po' di demografia

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Il ragionamento di un politico, razza oramai in estinzione, quando affronta temi come l'economia e il benessere di una nazione, dovrebbe a nostro avviso, osservare i fenomeni macro-economici e non quelli micro che parlano alla pancia del popolo, che è poi sterile propaganda. 


Parlo di estinzione della politica, perché oggi i social media hanno reso tutti commentatori politici, anche se poi ammettono di non capire un cavolo di politica. 

Questo incipit per parlare di demografia. Un interessante grafico - basta scrivere Demografia Italia -  mostra un andamento della popolazione tra Italia e Francia nell'ultimo mezzo secolo. Nel 1960 l'Italia aveva 50 milioni di abitanti e la Francia 46 milioni. La fotografia del 2010 (8 anni fa) era completamente ribaltata, con la Francia a 66 milioni di abitanti e l'Italia a 60. Avete visto bene? 
Questo per parlare dei nostri cugini di oltralpe particolarmente aggrediti dalla propaganda di Salvini, "Macron apra i porti per i barconi" e questo verso un paese che ha dimostrato di non alcun aver alcun timore di diventare multi-etnico.  Per gli sportivi anche dare un occhio alla formazione di calcio francese e vedere quanto nero c'è, forse aprirebbe un' immagine utile per le sinapsi. Forse.
Nelle proiezioni demografiche  nel 2100 i francesi saranno 75 milioni.  Per quanto riguarda l'Italia la realtà è drammaticamente inversa perché la proiezione demografica ha una curva discendente, infatti nel 2100 la popolazione sarà 49 milioni, meno del 1960. Cosa comporta questo? 

L'assoluta mancanza di fasce generazionali dai 20 ai 50 anni che sono l'ossatura per il lavoro e l'economia e la previdenza. 

CHI NON LO CERCA PIU' IL LAVORO

L'Italia non sta bene. I neet generation per definizione sono i giovani che non studiano e non cercano lavoro. Se a livello nazionale in questa fascia è un giovane su 4  e siamo fanalino di coda in Europa  - leggere questo articolo  del Fatto quotidiano per avere dati -, a livello meridionale in questa apnea sociale ci sono il 40% dei giovani. 

Se accostiamo questo dato a quello dei 24 insegnanti picchiati dai genitori per difendere figli fannulloni e incolti, dall'inizio dell'anno, abbiamo un trend pauroso di degrado dentro il magma della maleducazione. 
Non preoccupatevi se vi insultano al semaforo.. se tanto mi da tanto, è tutto legato al ruolo di famiglie che non educano più, e il picchiare gli insegnanti è solo la punta dell'iceberg di un malessere sociale. una sorta di neurone impazzito che viene poi toccato da temi come migranti e salario di cittadinanza.  I primi visti come incomoda presenza, quasi a creare un alibi per il lavoro che non si cerca che trova adesso un capro espiatorio mentee invece, attraverso emulazione e confronto, dovrebbe stimolare al meglio...ma vengono rimossi, e l'altro come la panacea per i neet che cosi il lavoro non lo cercano più. Anzi si bevono il cervello. 

E QUELLI CHE A MIGLIAIA VANNO VIA 

In questo articolo del Sole24 ore un interessante ragionamento sul saldo, giovani italiani andati fuori dal paese, come emigranti economici, proprio come i giovani africani che vengono qui. E ci vanno a fare anche lavori umili, tanto fuori da casa non si vede. E se in Italia dessimo agli africani il lavoro che viene rifiutato? Anche per risarcire quelli che emigrano. Tanto cosi si comincia, lo hanno fatto da secoli anche gli italiani. Quando si parla di migranti come risorsa significa questo. Le nazioni che scelgono questa risorsa investono verso il loro futuro. 


LA SPERANZA DI UN INVASIONE "PER MIGLIORARCI"Ma questo presuppone che ci sia la politica e non la propaganda. Abbiamo conosciuto un regime che si affidava alla propaganda, il suo ministero per la cultura era il Min Cul Pop.  In una lunga intervista al FOGLIO il regista Virzì attacca i Cinque Stelle e il tradimento dell'elettorato di sinistra. Mi piace riportare, per concludere, l'ultima frase del regista pluripremiato: "Continuo a sperare in una futura invasione. Siamo diventati un popolo brutto, triste, meschino, ignorante, con un crollo demografico totale, destinato quindi a estinguersi; non resta che sperare nell'energia di questi popoli che col loro dolore e la loro forza possono solo migliorarci"

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