ANNO XIII Ottobre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 22 Giugno 2018 04:11

"Populisti come lebbra", nuovo scontro Francia-Italia Conte tiene testa a Merkel e UE

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Emmanuel Macron ancora contro i populisti, anche italiani, che comunque non cita esplicitamente. "Voi li vedete crescere come una lebbra - ha detto il presidente francese in un discorso a Quimper - un po' dappertutto in Europa, nei Paesi in cui non pensavamo fosse possibile vederli tornare. I nostri amici vicini dicono le cose peggiori e ci abituiamo. Fanno le peggiori provocazioni e nessuno si scandalizza".

Macron ha esortato a "combattere e denunciare, senza dividerci" e a stigmatizzare "il nazionalismo che rinasce" o "i confini chiusi che alcuni propongono". "Ho bisogno di queste terre che credono nell'Europa, ho bisogno dei francesi che credono in questo progetto perché conoscono la nostra storia, perché conoscono il prezzo del nazionalismo, perché conoscono il costo della stupidità, perché sanno che possiamo guardare le paure in faccia e cercare di affrontarle in un modo che è sempre più difficile, perché nessuno è mai soddisfatto. Ma chi è più responsabile di chi gioca con le paure?".

Immediata la replica del vicepremier Luigi Di Maio che su Facebook definisce le parole di Macron "offensive e fuori luogo". "La vera lebbra è l'ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia - aggiunge - e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere una equa ripartizione dei migranti. La solidarietà o è europea o non è".

"Gli insulti dei chiacchieroni Macron e Saviano non mi toccano, anzi mi fanno forza. Mentre loro parlano, io oggi sto lavorando per bloccare il traffico di immigrati clandestini nel Mediterraneo e per restituire agli italiani le numerose ville sequestrate ai mafiosi. C'è chi parla, c'è chi fa. Bacioni", scrive dal canto suo il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, su Facebook.

Conte tiene il punto con Merkel e Unione Europea

l premier Giuseppe Conte è soddisfatto, raccontano a Palazzo Chigi, per il punto messo a segno oggi con la cancelliera Angela Merkel. Pronta ad "accantonare" la bozza messa a punto in vista del vertice sui migranti in programma domenica a Bruxelles tra 8 Paesi membri e che metteva l'Italia nell'angolo. Tanto da indurre il presidente del Consiglio a far trapelare ieri tutta l'irritazione del governo italiano, avanzando dubbi sulla sua stessa presenza al summit con gli altri Capi di Stato e di governo.

La telefonata chiarificatrice con la cancelliera tedesca è stata annunciata in mattinata dal portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Alle 13 è arrivata la chiamata della cancelliera, con la rassicurazione sulla bozza da accantonare. Ma il problema, e questo Conte lo sa bene, resta sul tavolo, e rende l'incontro di domenica - preparatorio del Consiglio europeo del 27 e 28 giugno - decisamente in salita.

La partita è tutta da giocare. Perché per Merkel la questione dei cosiddetti 'movimenti secondari' - ovvero del respingimento dei migranti nei Paesi dove sono inizialmente approdati - è funzionale alla sopravvivenza stessa del proprio governo, al centro di un braccio di ferro con il ministro dell’Interno Horst Seehofer.

Conte si dice sicuro di non voler indietreggiare di un passo: la priorità resta risolvere la questione degli sbarchi, o meglio dei 'primary movements' come li ha etichettati lo stesso premier. L'Italia non può più essere lasciata sola, il leitmotiv che accomuna questo ai precedenti governi, ma rispetto al quale l'esecutivo 'giallo verde' si gioca tutto e vuole marcare la differenza rispetto al passato.

Difficile convincere gli altri partner europei, a partire dalla Germania. Ma l'Italia vuole portare a casa dei risultati su tutta la linea, a partire dalla creazione di cosiddetti hotspot (centri di protezione e accoglienza dei migranti) nei Paesi di partenza e transito passando dal riconoscimento che i migranti salvati nelle acque italiane devono considerarsi come persone che hanno varcato i confini dell'Ue. Intanto i contatti diplomatici vanno avanti, oggi attivi anche con la presidenza della Commissione europea.

L'unico modo per uscire dal guado, si ragiona a Palazzo Chigi, è varare un pacchetto di misure che metta d'accordo tutti ma che sia concreto, consentendo di fronteggiare compattamente l'emergenza sbarchi per far sì che il problema dei 'movimenti secondari' finisca presto per appartenere al passato. Un obiettivo difficile da centrare, ma rispetto al quale Conte è deciso a far valere le proprie ragioni.

Al suo arco il presidente del Consiglio italiano sa di poter contare su alcune frecce che possono fare breccia tra gli alleati. Tra queste, la contrarietà alle sanzioni alla Russia dell'Italia e le ottime relazioni, anche se in stato embrionale, del neo governo con il presidente statunitense Donald Trump. Il viaggio a Washington, filtra dagli uffici di Palazzo Chigi, dovrebbe tenersi a brevissimo.

Sull'emergenza migranti il governo procede compatto. Nessuna discrasia con il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, viene assicurato, nonostante le fughe in avanti sul fronte della comunicazione del leader della Lega e che il presidente del Consiglio, assicurano dagli uffici di Palazzo Chigi, non soffrirebbe affatto. Convinto com'è, raccontano, di dover portare a casa risultati concreti prima di spingere sull'acceleratore della comunicazione.

Intanto, tra gli appuntamenti internazionali nell'agenda di Conte viene confermato il viaggio a Londra dalla premier britannica Theresa May (10 luglio) alla vigilia del vertice Nato a Bruxelles fissato per l'11 e il 12 del prossimo mese. Ma ora lo scoglio più grande che attende Conte è dietro l'angolo: domenica a Bruxelles, dove il premier italiano affronta la sfida più impegnativa di queste prime settimane al governo del Paese.

 

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