ANNO XII  Dicembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 06 Ottobre 2018 00:00

Roma - Oggi manifestazione per il lavoro e la cultura

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Sabato 6 ottobre a Roma si terrà la prima manifestazione nazionale per la Cultura e il Lavoro, che porta al centro della discussione uno degli argomenti su cui da anni il Circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista di Taranto si spende sul territorio:

la necessità di una valorizzazione delle competenze dei professionisti della cultura attraverso il riconoscimento della loro posizione di lavoratori. Una rivendicazione quanto mai necessaria soprattutto dinanzi all’imperversare di politiche che subordinano la cultura al turismo, fraintendendo la funzione che la nostra Costituzione le ha assegnato: quella di concorrere alla realizzazione dell’uguaglianza sostanziale tra i cittadini e alla rimozione degli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona umana.

Negli ultimi anni si è assistito allo stravolgimento della macchina della tutela con la Riforma Franceschini, all’esaltazione della valorizzazione come “monetizzazione”, alla trasformazione dei Musei in aziende, al continuo, costante ricorso al volontariato nelle attività culturali.

È una cosa che avviene a livello nazionale ma che, a livello locale, si percepisce in maniera amplificata: la cultura a Taranto è priva di una reale programmazione e di una oculata valorizzazione del suo patrimonio: basti vedere le continue molestie a cui è sottoposta la Fontana di Nicola Carrino senza che si riesca a tutelarne non solo l’aspetto, ma anche il messaggio – che è poi la materializzazione delle contraddizioni di una città – dato che in quasi trent’anni non si è nemmeno apposto un cartello esplicativo; oppure la vicenda delle pitture murali sorte dall’oggi al domani sulle vestigia della chiesa della Trinità. La prospettiva turistica tout-court rischia di creare il miraggio di un’economia alternativa che si regge, in realtà, su manodopera a basso costo e lavoro non qualificato, concentrando gli utili nelle mani di pochi. Tutto questo lascia fuori i tanti professionisti che contano anni di formazione e spesso si vedono scavalcati da soggetti improvvisati .

Rifondazione Comunista ha aderito a questa manifestazione per dire basta allo sfruttamento dei lavoratori della cultura, basta al volontariato forzato e al pressappochismo in un campo strategico per l’evoluzione del Paese, basta al fraintendimento della valorizzazione del patrimonio; ma, soprattutto, per dire che attraverso il lavoro di qualità, retribuito e stabile, si può costruire una società più inclusiva, più avanzata, più giusta. Chiediamo al governo un piano di assunzioni pubbliche per valorizzare appieno il nostro patrimonio e dare una prospettiva agli operatori

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