ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 31 Ottobre 2018 00:00

Ilva, Rifondazione Comunista: «I lavoratori non sono scarti; il governo intervenga»

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“I sommersi e i salvati” è un libro di Primo Levi in cui si racconta di come i nazisti, per governare meglio i lager, creassero divisioni fra i reclusi sulla base di piccoli privilegi. Una cosa analoga rischia di accadere anche in Ilva con la procedura di Cigs.

L’azienda giustifica le scelte delle scorse ore con una presunta “obsolescenza” di alcune postazioni tecnologiche; in realtà ad essere considerati “obsoleti” sono uomini in carne ed ossa, che le precedenti proprietà hanno spremuto e che ora Mittal considera inutili, da buttare via. E fra i “sommersi” sono finiti padri di famiglie monoreddito con diversi figli a carico, uomini con posizioni economiche e personali complicate. Tutto questo, l’aspetto umano del lavoratore, all’azienda non interessa: il lavoratore è la rotella di un ingranaggio e niente di più. Al lavoratore non resta che sfogare la propria rabbia sui colleghi più fortunati, i “salvati”. Un “delitto perfetto”, in cui l’azienda vince sempre.

Questo è il risultato della scellerata decisione del governo Lega-5 Stelle di cedere una fabbrica da 11.000 dipendenti a una multinazionale. Lo abbiamo ripetuto innumerevoli volte in questi anni: una multinazionale è interessata esclusivamente ai profitti, e valuta tutto – uomini compresi – in base ad essi. Abbiamo sotto gli occhi la drammatica dimostrazione di questo principio: persone ridotte – per dirla con le parole di Papa Francesco – a “scarti”.

Di fronte a tutto questo non si può restare immobili. I rappresentanti del territorio in Parlamento, tutti esponenti del Movimento 5 Stelle, hanno il dovere di chiedere al loro governo, al loro Ministro del Lavoro, che cosa sta succedendo all’Ilva di Taranto, e quali criteri sono stati adottati per scegliere le persone da mandare in Cigs. Al momento nessuno di loro ha detto una parola: quando intendono svegliarsi?

Ma soprattutto si deve pretendere dal governo che non ci siano “sommersi”, cioè che a tutti i dipendenti Ilva venga trovato un lavoro il prima possibile, come prevede lo stesso contratto siglato dal governo con Mittal. In caso contrario la situazione per il territorio diventerebbe tragica: migliaia di persone andrebbero ad aggiungersi agli attuali disoccupati.

I soldi per farlo ci sono! Basta smettere di regalare miliardi ai ricchi con la flat tax e i condoni fiscali, e anzi tassare le grandi ricchezze come sta facendo il governo spagnolo.

Rifondazione Comunista Taranto

  

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