ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 01 Novembre 2018 01:22

Decorazione di "Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana" alla scrittrice italo-venezuelano Victoria de Stefano

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Oggi, Giovedì 1 novembre alle 17.30 (ora di Caracas), presso la Residenza dell'Ambasciata d'Italia, dove l'Ambasciatore accreditato in Venezuela Silvio Mignano a nome del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, imporrà la decorazione del "Cavaliere della Repubblica Italiana" "A Victoria de Stefano, in riconoscimento della sua illustre carriera di romanziere, saggista e filosofo italo-venezuelano.

L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana è il primo e più importante ordini di cavalleria nazionale e cerca di premiare i risultati acquisiti per la nazione nel campo della scienza, letteratura, arti, sport, economia e l'esercizio di cariche pubbliche, e anche nello sviluppo di attività di beneficenza pubblici e fini sociali, filantropici e umanitari, e di distinguere coloro che svolgono servizi di altissima qualità lungo la loro carriera civile o militare.

Victoria de Stefano, si è laureato presso la Facoltà di Filosofia presso l'Università Centrale del Venezuela (UCV) nel 1962. La produzione letteraria di Victoria di Stefano comprende opere importanti come “Lluvia”, “El desolvido”, “Sartre y el marxismo”, “La noche llama a la noche”, “Poesía y modernidad: Baudelaire”, “El lugar del escritor”, “Cabo de vida”, “Paleografías”, “La refiguración del viaje”, “Pedir demasiado”, “Diarios 1988-1989” e “Historias de la marcha a pie”, romanzo finalista del Premio Rómulo Gallegos nel 1998. Le sue opere sono in lingua spagnola.

La Comunità Italiana del Venezuela che fra iscritti all'Aire e discendenti italo-venezuelani è la seconda Comunità straniera in Venezuela con oltre 2 milioni di persone. La presenza degli italiani in questa "Terra di Grazia", come chiamo questo territorio Cristoforo Colombo, prima terra continentale d'America, nel suo secondo viaggio e qui gli spagnoli fondarono la prima città del "Nuovo Mondo" Cumanà nel 1515. Ed anche il nome "Piccola Venezia" in spagnolo Venezuela gli fu imposto dall'italiano Amerigo Vespucci, deve aver visitato l'attuale laguna di Maracaibo. Qui Vespucci nota delle casupole sul mare e pensa a Venezia: nelle sue lettere infatti dice:

«E seguendo da lì sempre la costa, con varie e diverse navigazioni e trattando in tutto questo tempo con molti e diversi popoli di quelle terre infine, dopo alcuni giorni, giungemmo ad un certo porto nel quale Dio volle liberarci di grandi pericoli. Entrammo in una baia e scoprimmo un villaggio a modo di città, collocato sopra le acque come Venezia, nel quale vi erano venti grandi case, non distanti tra loro, costruite e fondate sopra robusti pali. Davanti agli usci di codeste case vi erano come dei ponti levatoi, per i quali si passava da una all'altra, come se fossero tutte unite.»

A lui si deve quindi il nome di Venezuela.

Oltre ai primi italiani: Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci, la prima vera colonia italiana arrivo in Venezuela al seguito di Simon Bolivar El Libertador, dopo il giuramento di Montesacro a Roma, il 15 agosto 1805 un nutrito gruppo di massoni seguirono Bolivar e parteciparono con lui alla guerra di liberazione: Castelli, Codazzi, Baretto, Milani e Lupi solo per ricordare i più noti ed ancora oggi i loro discentendi venezuelani parlano e scrivono italiano, hanno cultura e tradizioni italiane pur non avendo passaporto italiano perché quando vennero come ufficiali di Simon Bolivar i loro bisnonni erano sì italiani, ma l'Italia come Stato non essisteva erano del Granducato di Toscana i più, o dello Stato Pontificio.

Poi arrivarono dopo il 1861 chi scappava dalla tirrania dei Savoia dai territori del ex Regno delle due Sicilie, ma la nave partiva dalla Corsica e all'arrivo alla domanda da dove vieni i più dicevano dalla Corsica fra cui i bisnonni dei due Presidenti del Venezuela d'origine italiana: Raúl Leoni, Presidente del Venezuela (1963–1968) e Jaime Lusinchi, Presidente del Venezuela (1984-1989) . 

Negli anni venti  del '900 gli italiani nel Venezuela erano circa 5.000 e molti erano integrati perfettamente nei ceti sociali più abbienti di Caracas, la capitale.

Nella seconda metà degli anni quaranta il ministro della difesa venezuelano Marcos Pérez Jiménez, poi presidente dittatore del paese (1952-1958), promosse l'immigrazione dall' Europa devastata dalla seconda guerra mondiale. Quasi un milione di stranieri si trasferirono in Venezuela, in grande maggioranza provenienti dal vecchio continente, e fra questi oltre 252.000 italiani.

Gli italiani nel censimento del 1961 costituivano la comunità straniera più numerosa del Venezuela, precedendo sia quella spagnola che portoghese.

Nel 1976 ufficialmente vi erano 210.350 residenti italiani e 25.858 italianos naturalizados (ossia italo-venezuelani che avevano preso la cittadinanza venezuelana, per poter lavorare con il Governo Venezuelano adempiendo le leggi vigenti in quel periodo). Oggi fra residenti in Venezuela e rientrati in Italia o in Spagna (dove i titoli di studio sono riconosciuti e poi ovviamente parlano lo spagnolo) si calcolano che sono oltre 2 milioni i venezuelani d'origine italiana. Lo storico Santander Laya-Garrido ha stimato che i venezuelani con almeno un nonno (o bisnonno) emigrato dall'Italia erano quasi un milione nel 2000. Questo è il caso di Raúl Leoni, presidente dal 1963 al 1969, il cui nonno era un massone italiano del ex Regno delle Due Sicilie  rifugiatosi a Caracas a metà Ottocento.

Malgrado le difficoltà sociali ed economiche che il Venezuela affronta, la comunità italiana continua a dare il suo contributo vitale al Paese.

Gli Italo-venezuelani occupano un posto di assoluto rilievo nella società venezuelana, secondo l'Ambasciata italiana, dagli anni sessanta circa 1/3 delle industrie venezuelane, non collegate all'attività petrolifera, sono di proprietà e/o amministrate da italiani e loro discendenti.

Nella comunità italiana, la più importante del Paese insieme a quella spagnola.

L'evento di oggi quindi ci riempie d'orgoglio dopo tanti anni un nuovo Cavaliere della Repubblica Italiana sarà una scrittrice italiana del Venezuela, ne siamo orgogliosi e saremo in prima fila alla Cerimonia presso la Residenza dell'Ambasciata d'Italia, dove l'Ambasciatore accreditato in Venezuela Silvio Mignano a nome del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, imporrà la decorazione del "Cavaliere della Repubblica Italiana" "A Victoria de Stefano, in riconoscimento della sua illustre carriera di romanziere, saggista e filosofo italo-venezuelano.

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